"Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie", firma per aderire!

Il 23 maggio alle 18 a Bologna (via Venezia 1) presentazione della campagna per fermare la criminalizzazione dell’aiuto umanitario, rafforzare la tutela dei diritti civili per i rifugiati e i migranti.

Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie

Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie

Redazione 22 maggio 2018

Mercoledì 23 maggio alle ore 18 a Bologna (via Venezia 1), si terrà la presentazione della campagna “Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie. All’evento parteciperanno Antonella Soldo, presidente di Radicali Italiani, Luigi Manconi, coordinatore Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Boubacar Dia, Radio Città del Capo, Luca M. Negro, presidente Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.


La campagna prevede una raccolta firme nell’ambito dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE). Serve un milione di firme in 12 mesi in almeno 7 paesi membri. La proposta “Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie” è stata registrata presso la Commissione europea a dicembre 2017 ed è stata approvata il 14 febbraio 2018. Le sottoscrizioni utili dovranno essere raccolte entro febbraio 2019.


Sono tre gli obiettivi al centro dell’ICE: fermare la criminalizzazione dell’aiuto umanitario, estendere i programmi di sponsorship rivolti ai rifugiati e rafforzare i meccanismi di tutela dei diritti civili per i rifugiati e i migranti.


Decriminalizzazione della solidarietà


In almeno 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare un migrante sono comportamenti spesso trattati come ‘favoreggiamento dell’immigrazione clandestina’ per i quali è possibile ricevere una multa o essere arrestati dalle autorità giudiziarie. Nel mese di marzo 2018, ad esempio, una guida alpina francese è stata accusata di ‘traffico di esseri umani’ per avere dato soccorso ad una donna incinta all’ottavo mese che stava attraversando la frontiera con la sua famiglia. Con queste politiche, l’obiettivo dei governi è dunque di scoraggiare i volontari a fornire aiuto umanitario ai migranti che ne hanno bisogno, poiché si pensa che questo aiuto possa costituire un fattore di attrazione per i flussi migratori.


Per affrontare questa criminalizzazione dell’aiuto umanitario, l’ICE chiede tra l’altro alla Commissione Europea di modificare la direttiva dell’Unione Europea sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (2002/90/CE), per impedire agli stati membri di imporre sanzioni a cittadini o ONG che forniscono assistenza umanitaria senza scopo di lucro a coloro che ne hanno bisogno.


Ampliare i programmi di sponsorship rivolti ai rifugiati


Un’altro obiettivo dell’ICE è quello di creare vie sicure di ingresso complementari a programmi nazionali di reinsediamento. In questo ambito, la società civile potrebbe anche portare un contributo rilevante attraverso le sponsorship private, che in altri Paesi hanno un ruolo importante nel facilitare l’integrazione dei rifugiati appena arrivati sul territorio, grazie al sostegno e alla mobilitazione della comunità, di gruppi religiosi, di ONG, di aziende private e di famiglie di rifugiati reinsediati.
In questo senso, l’iniziativa chiede alla Commissione Europea di modificare il Regolamento Ue 516/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio e di attivare un nuovo programma di finanziamento nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) per sostenere i programmi di sponsorship privata della società civile.


Rafforzamento dei meccanismi di tutela dei diritti civili


Molti migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere, ma hanno difficoltà nell’accesso alla giustizia. In questo ambito, il testo propone dunque il rafforzamento dei meccanismi di tutela e di ricorso nel caso di violazioni dei diritti umani o di abusi che possono avvenire ai confini esterni dell’Unione Europea o da parte delle forze di polizia nazionali e di quelle di paesi terzi che ricevono sostegno dall’Unione Europea.
L’ICE chiede in particolare la protezione di tutte le persone, indipendentemente del loro status, e la garanzia dell’accesso alla giustizia, introducendo negli stati membri meccanismi che permettano alla vittime di presentare ricorsi e sporgere denunce in modo sicuro, assieme ad una tutela in caso di violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere.


Ecco l’elenco dei promotori italiani: Radicali italiani, Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Coordinamenti Nazionale Comunità di Accoglienza, Fondazione Casa della Carità, Oxfam, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo, AOI, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione e lo sviluppo, A Buon Diritto, ACLI, Action Aid, Arci, Baobab Experience e CILD.


 Oltre che in Italia, si sono costituiti comitati promotori in Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Ungheria e sono numerosi i network europei coinvolti.


 


Per informazioni:



Per dettagli e per sottoscrivere la proposta: www.welcomingeurope.it