A 37 anni dalla strage alla stazione di Bologna lo Stato nasconde ancora la verità

Per protesta i famigliari delle vittime abbandonano la sala del consiglio comunale di Bologna prima del discorso del ministro Galletti.

Strage alla stazione di Bologna. I feriti soccorsi con l'autobus 37. Sono passati 37 anni dal 1980, senza verità

Strage alla stazione di Bologna. I feriti soccorsi con l'autobus 37. Sono passati 37 anni dal 1980, senza verità

Redazione 17 agosto 2017

Il presidente dell’associazione famigliari delle vittime, Paolo Bolognesi, l’aveva già detto più volte negli ultimi tempi, soprattutto dopo che la Procura della Repubblica di Bologna aveva chiesto l’archiviazione delle indagini contro i mandanti della strage. L’ultima volta era stato il 31 luglio, all’Archiginnasio, in occasione della presentazione del romanzo di Maurizio Torrealta Il filo dei giorni: “Ora basta”, aveva ribadito. “Siamo stanchi di essere presi in giro”. E senza farsi pregare due volte aveva raccontato che la direttiva del governo Renzi che disciplina la desecretazione degli atti coperti dal segreto di Stato viene costantemente disattesa da quegli stessi organi istituzionali che dovrebbero garantirne la applicazione, in primo luogo i ministeri e gli alti funzionari dello Stato. I ministeri non hanno fatto niente, e contemporaneamente la magistratura bolognese ha detto no alle indagini per risalire dagli esecutori materiali della strage ai mandanti.


“Si ripete anche in questo caso il comportamento eversivo di quelle istituzioni che fin dal 1969 (strage di piazza Fontana) hanno sempre coperto gli assassini, nascondendo prove, depistando, fornendo salvacondotti agli stragisti e offendendo la memoria delle vittime e il diritto ad avere giustizia dei superstiti e dei famigliari”.


Senza verità non c’è giustizia, senza giustizia non c’è democrazia, ha sostenuto il 31 luglio Bolognesi all’Archiginnasio. L’offesa che lo Stato fa alla verità è un’offesa non solo ai parenti delle vittime, ma all’Italia intera.


Con parole analoghe Paolo Bolognesi si è espresso nel suo intervento del 2 agosto nel piazzale della Stazione a Bologna. La sua uscita e quella dei famigliari delle vittime, nella stessa giornata del 2 agosto, dalla sala del Consiglio Comunale di Bologna prima che il ministro Galletti prendesse la parola a nome del governo, è stata la coerente conseguenza della presa di posizione reiterata pubblicamente nei giorni precedenti.