Da Bologna a Napoli l'Opus Alchymicum di Lolita Timofeeva

Una artista poliedrica che lavora tra Bologna, Riga e Catania con diversi mezzi espressivi, dalla pittura, alla scultura, dalle installazioni alla narrativa. La mostra fino al 2 dicembre a Napoli, Castel dell'Ovo.

La mostra di Lolita Timofeeva

La mostra di Lolita Timofeeva

Redazione 9 novembre 2017

Fino al 2 dicembre 2017 Castel dell’Ovo di Napoli ospita l’esposizione Opus Alchymicum: una mostra personale dell’alchemica artista lettone Lolita Timofeeva, poetessa raffiguratrice dell’indagine dimensionale metafisica del mondo e della simbologia archetipica della realtà circostante.


La mostra Opus Alchymicum ha il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica della Lettonia in Italia e del Consolato Onorario della Lettonia a Napoli.


L’evento espositivo – che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i 100 anni di indipendenza della Repubblica di Lettonia (che si festeggerà il 18 novembre 2018) – porta per la prima volta nella città partenopea circa 100 opere tra dipinti, disegni, sculture, installazioni e un film corto che sono la testimonianza espressiva di un’idea nata durante il primo viaggio dell’artista a Napoli (nel 2005), quando visita la Cappella Sansevero e decide di avvicinarsi al pensiero ermetico di Raimondo di Sangro (Torremaggiore, 1710 – Napoli, 1771), settimo principe di Sansevero, inventore, alchimista e letterato, geniale ideatore del nobiliare mausoleo.


Colori vivi, atmosfere cupe e personaggi suggestivi delineano ogni opera dell’esposizione. Tempo e spazio si legano, sospesi nel silenzio, trasportando lo spettatore in una dimensione surrealistica.


Proprio per questo la Timofeeva manifesta una tensione esistenziale tra il senso e il non senso della vita. La sua ricerca di modelli e di ambienti misteriosi aperti al silenzio dell’oltre, identifica un linguaggio di una vita interrogativa, uno sguardo rivolto ai limiti e alle ragioni dell’esistere.


Nonostante Lolita trasmetta una forte carica emotiva e del sottile erotismo nelle sue opere, la ricerca che emerge non è emotiva ma metodica, come un’espressione sviluppata per gradi in contesti e capitoli variabili, in cui la fine di un percorso favorisce l’inizio di un altro, stimolando una comunicazione interpersonale.


Nelle sue opere – attraverso le quali l’artista crea un percorso, coinvolgendo il pubblico in una performance scrittoria – la Timofeeva assume di volta in volta le sembianze di una solenne sacerdotessa, dispensatrice di linfa vitale e ricercatrice dell’assoluto.


Opus Alchymicum è quindi un progetto espositivo che invita il pubblico a esperire la propria dimensione mistica, a un “Nosce te ipsum” (dal latino, “conosci te stesso”), non da punto di vista religioso né mistico, ma intensamente introspettivo. Ed è proprio questo il vero senso dell’alchimia e del pensiero ermetico. L’alchimia, infatti, non si proponeva di risolvere un problema chimico, bensì spirituale.


“Il termine Opus Alchymicum – come dichiara la Timofeeva – fa riferimento al lavoro svolto dagli alchimisti medievali, i precursori della chimica moderna, relativo allo scopo definitivo della loro ricerca, il cui fine era quello di produrre “l’oro della illuminazione mistica”, ovvero ciò che li stimolava ad approfondire lo studio dell’arte”. Una vera rivoluzione concettuale, quindi, nata per dar risposta a certi stimoli in modo reattivo e interattivo.


La grande mostra allestita nel Castel dell’Ovo rappresenta perciò una tappa significativa di questo viaggio umano e spirituale, in cui emergerà la dimensione meno visibile e conosciuta della città.  Non sarà infatti la Napoli solare e passionale che conosciamo, ma quella più nascosta e sotterranea, come riaffiora nella Cappella Sansevero.


Ingresso gratuito


Orario apertura


Dal lunedì al sabato 9.00 – 19.00 (ultimo accesso ore 18.15)


Domenica e festivi 9.00 – 14.00 (ultimo accesso ore 13.15)


 Informazioni e prenotazioni


+39 349 050 9273 +39 327 597 8850


[email protected]


Biografia di Lolita Timofeeva


Lolita Timofeeva è nata a Riga (Lettonia). Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Riga e ha completato gli studi all’Accademia del Design prima a Pietroburgo e poi a Mosca. Dal 1991 vive in Italia. Attualmente lavora tra Bologna, Riga e Catania. Dal 1993 l’artista lettone ha allestito numerose mostre personali e collettive in luoghi pubblici e gallerie private di città europee. E’stata protagonista in musei come Museum Het Paleis (The Hague/Olanda), Museo Casal Solleric (Palma de Mallorca/Spagna), Foreign Art Museum (Riga/Lettonia), Museo Internazionale di Ceramica (Faenza/Italia) ecc. Nel 1997 ha rappresentato la Lettonia con una mostra personale nella XLVII Biennale di Venezia. Tra i critici e intellettuali che hanno scritto della sua arte figurano i nomi di: Janus, Giorgio di Genova, Pierre Restany, Mario Luzi (del quale ha illustrato una raccolta di versi), Antonio Paolucci, Bigas Luna, Marcel Paquet, Giorgio Celli, Lino Cavallari, Maurizio Vanni, Arturo Schwarz ed altri. Le sue opere sono presenti nei musei e nelle collezioni privati di tutto il mondo, come Collezione Thyssen-Bornemisza (Madrid), Museo Casal Solleric (Palma de Mallorca), Museo Internazionale di Ceramica (Faenza), Foreign Art Museum (Riga/Latvia), Collezione Arturo Schwarz (Milano), Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Fondazione La Verde La Malfa, ecc. Lolita Timofeeva indaga la dimensione metafisica del mondo, la sua poetica appartiene all’ambito dei simboli e degli archetipi, la sua ricerca si intreccia con gli studi dei testi di psicologia analitica e filosofia. L’artista usa diversi mezzi per esprimersi come pittura e scultura, video ed installazione. Nel 2000 ha realizzato un film corto “Kamajuandon”. Ha pubblicato i suoi racconti nelle raccolte “Scarpe sciolte”, “Casamondo” e “Intrecci” edite da Eks&Tra.