Una raccolta fondi pubblico-privata per salvare Villa Fontana?

Blitz pacifico di cittadini per salvare una delle dimore storiche più belle di Decima con i suoi affreschi del Seicento e il parco secolare.

Affreschi a Villa Fontana

Affreschi a Villa Fontana

Redazione 13 settembre 2019
di Carlo D'Adamo
Martedì 10 settembre un pacifico blitz di cittadini da sempre impegnati in difesa dell'ambiente, ha "invaso" il grande parco di Villa Fontana a San Matteo della Decima (San Giovanni in Persiceto): centinaia di ettari che meriterebbero di essere goduti dalla popolazione, e che invece sono, almeno per il momento, inutilizzati. Villa Fontana è stata inserita dal Fai tra i luoghi del cuore. Nella villa Fontana sono nati i Fratelli Gandolfi, famosi pittori bolognesi del XVIII secolo. Ubaldo (1728-1781) e Gaetano Gandolfi (1734-1802), come risulta dagli atti battesimali della Parrocchia di S. Giacomo di Lorenzatico.
Gli "invasori" hanno voluto documentare lo stato di grave degrado e di abbandono in cui giace il Palazzo principale della tenuta, che fino agli anni Cinquanta aveva al suo interno 500 contadini, fra mezzadri e braccianti, impegnati tutto l'anno per le complesse operazioni di preparazione del terreno, semina, raccolta, vinificazione, trasformazione del latte in prodotti caseari, manutenzione degli edifici, degli argini dei fossi, dei canali e delle chiuse… All'interno della tenuta erano presenti tutte le attività artigianali necessarie per conseguire la maggiore autonomia possibile: c'erano muratori, meccanici, fabbri, cestai, impagliatori, falegnami, idraulici, elettricisti…
Ancora oggi i coloni che risiedono nei poderi all'interno della tenuta sono in grado di svolgere la maggior parte delle mansioni che servono per la manutenzione ordinaria dei fabbricati e la cura delle scoline, ma il lavoro da fare è immane; solo per la cura e la pulizia del bosco occorrono migliaia di ore di lavoro.
Il cardo selvatico, un tempo coltivato nella nostra pianura per cimare i tessuti, cardare la lana e rendere più soffice il crine dei materassi, sta prendendo il sopravvento. Il canneto, un tempo utile per le arelle, i mobili di giunchi e le ceste, cresce selvaggio.
Tutto è in abbandono, anche quello che potrebbe tornare a nuova vita, se ci fosse un progetto a medio o lungo termine per recuperare la villa, la tenuta, il parco, le coltivazioni, gli antichi mestieri.
Ai piedi della villa padronale mattoni fatti a mano, che hanno almeno due o tre secoli, sono mescolati ai foratini; i vecchi coppi fatti a mano giacciono, rotti o malmessi, fra i fossi e le erbacce. Dentro la villa resti di affreschi e di tabelloni di legno dipinti del tardo Seicento sono esposti alle intemperie, perché il tetto è sfondato.
Questo è il quadro sommario della situazione.
Dopo essersi trovati davanti alla villa padronale, i cittadini hanno iniziato a fotografare tutto quello che vedevano. Alcuni aderenti al Movimento Cinque Stelle avevano preparato uno striscione; dal momento che la causa è buona, anche persone che non simpatizzano per i pentastellati (gente del PD, o di Leu, o di FI, o senza partito) si sono fatti fotografare dietro lo striscione.
Cosa accadrà? Le istituzioni raccoglieranno le richieste dei cittadini? Si darà vita ad una sorta di azionariato popolare, per stimolare l'intervento pubblico?