L'equivoco dei due balconi "scambiati" e la stele dell'Amor Patrio ricollocata dov'era

Lo storico D'Adamo: "La ricollocazione della stele dell'Amor patrio non è un fake. Il Comune di Bologna ha dato l'informazione corretta".

Le frecce indicano i due balconi

Le frecce indicano i due balconi

Redazione 22 marzo 2019

di Carlo D'Adamo
Per giustificare la ricollocazione del monumento celebrativo del re Umberto I, opera dello scultore liberty Giuseppe Romagnoli, sulla facciata di Palazzo d’Accursio, di fianco al balcone monumentale con la statua di Gregorio XIII, l’amministrazione metropolitana di Bologna ha diffuso la cronaca del Carlino-La Patria del 12 giugno 1909, che riporta puntualmente l’evento. La fonte è attendibile e l’amministrazione non ha torto a prenderla come punto di riferimento. Per noi spettatori la confusione nasce dall’esistenza di due balconi, quello monumentale con la statua del Papa e quello da cui le autorità civili o religiose tenevano discorsi o impartivano benedizioni.


Le numerose immagini riprodotte in formato cartaceo e reperibili facilmente in internet che mostrano le autorità che intervengono affacciandosi al balcone, accanto al quale non ci sono le statue liberty, ingenerano l’impressione che la posizione della lapide posta il 29 maggio 1887 per l’ottocentesimo anniversario della battaglia di Legnano e la collocazione della lapide inaugurata il 26 novembre 1909 per celebrare i Savoia siano diverse, e che qualcosa non torni nelle cronache.


Le immagini del IX Congresso Eucaristico Nazionale, che si tenne a Bologna dal 7 all’11 settembre 1927, ne sono una prova. Furono stampate migliaia di cartoline celebrative dell’evento dal Gabinetto Fotografico Vettori, in bianco e nero o a colori, reperibili ancora oggi sulle bancarelle dell’usato; fra le immagini, riprodotte e ampiamente commentate dalla RIVISTA MENSILE MUNICIPALE “Il COMUNE DI BOLOGNA”, quella del 10 settembre 1927 che mostra il Cardinal Legato Tommaso Pio Boggiani dare la benedizione dal balcone di Palazzo d’Accursio è forse la più nota. La rivista del Comune  riporta inoltre, sia prima che dopo il 1927, tutte le manifestazioni, politiche, militari o sportive, che si concludono in Piazza Maggiore con qualche discorso ufficiale, e sempre viene messo a fuoco il balcone degli oratori. Il fraintendimento che si è ingenerato tra lo scrivente e l’amministrazione a proposito delle statue di bronzo del Romagnoli, e di cui mi assumo la mia parte di responsabilità, chiedendo scusa se ho ecceduto nei toni, consiste in questo: che io mi riferivo al balcone degli oratori, difendendo l’affermazione, vera, che lì non c’è mai stato il gruppo monumentale, mentre l’amministrazione si riferisce al balcone monumentale, dando l’informazione, vera, che lì erano collocate originariamente le statue di bronzo dello scultore bolognese. L’equivoco si scioglie sul piano distopico.


Vi ringrazio perché il chiarimento era necessario e opportuno, e dò volentieri atto all’amministrazione di aver dato l’informazione corretta.