E' un fake la ricollocazione a Palazzo d'Accursio della stele dedicata a Umberto I?

Il Comune di Bologna replica allo storico D'Adamo portando documenti d'epoca: foto d'archivio e la cronaca del Resto del Carlino del 1913

L'Amor Patrio ricollocato con il photoshop

L'Amor Patrio ricollocato con il photoshop

Redazione 18 marzo 2019

di Carlo D'Adamo
Per giustificare la collocazione del monumento celebrativo del re Umberto I, opera dello scultore liberty Giuseppe Romagnoli, sulla facciata di Palazzo d’Accursio, DOVE NON È MAI STATO, l’amministrazione metropolitana di Bologna sembra che sia incappata in un falso.


L’immagine con la stele con le sculture sull'"Amor patrio"  – reperibile facilmente in internet, dove ogni cittadino può verificare quello che è accaduto – è infatti un fotomontaggio che sovrappone il gruppo scultoreo restaurato alla foto della facciata del Palazzo; tutto è riprodotto con il viraggio seppia, che conferisce una patina di antichità e di autenticità al falso fotografico. L’immagine infatti sembra una foto d’epoca.


Ma le innumerevoli foto vere, che ci mostrano ininterrottamente la facciata di Palazzo d’Accursio dalla fine dell’Ottocento alla Liberazione senza il gruppo scultoreo di Giuseppe Romagnoli, smentiscono il FAKE disinvoltamente diffuso dall’amministrazione.


La notizia della imminente “ricollocazione” sul luogo originario, diffusa una settimana prima dell’evento, induce a credere che ci sia una premeditazione e una programmazione dell’uso strumentale della memoria.


In un’epoca di caos istituzionale e di approssimazione culturale, nella quale si confondono memoria del passato e giustificazione degli orrori, per muovere verso una memoria “condivisa” che è impossibile, questa mossa delle istituzioni è forse una gaffe, un terribile scivolone? Opppure è proprio un programma “culturale”? O, forse, è solo un errore dovuto a superficialità e scarsa conoscenza del passato?


La delibera del Consiglio Comunale del 26 novembre 1900, che stabiliva di erigere un monumento celebrativo in ricordo del re Umberto I e di collocarlo “sulla fronte” del Palazzo, non fu mai attuata. Il monumento e la lapide vennero approntati nel 1909,  ma non furono mai collocati sulla facciata del Comune.


Solo l’attuale amministrazione, centoventi anni dopo, ha dato piena attuazione alla delibera del 26 novembre 1900 che celebra i Savoia.


Tutte le ipotesi sono possibili. Si tratta di un ritardo burocratico? O si tratta piuttosto di ritardo culturale?
Riceviamo dal Comune di Bologna e pubblichiamo.

L'opera scultorea di Giuseppe Romagnoli "l'Amor Patrio e il Valore Militare"  fu collocata sulla facciata di Palazzo d'Accursio il 12 giugno 1909 e in seguito rimossa nel 1943 su ordinanza della Repubblica di Salò. Sul sito dell'Istituzione Bologna Musei "Storia e Memoria di Bologna" è online (https://www.storiaememoriadibologna.it/monumento-a-umberto-i-1860-opera) una scheda dettagliata che ripercorre tutti gli avvenimenti e che riporta in allegato i documenti ufficiali, ora conservati all'Archivio storico del Comune, e alcune immagini provenienti da diverse fonti, come il Museo del Risorgimento, l'Archivio storico del Comune di Bologna e le collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Esistono inoltre anche diverse immagini della Cineteca di Bologna che riproducono l'opera proprio sulla facciata di Palazzo. Chi avesse dei dubbi, può consultare i documenti originali facendone richiesta a:


Archivio Storico del Comune di Bologna


Istituzione Bologna Musei - Museo Civico del Risorgimento


Fondazione Cineteca di Bologna


Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna - Fondo Romagnoli, Collezioni Fondazione CaRisBo.


Ne "Il Resto del Carlino" del 13 giugno 1913 viene riportata la cerimonia di inaugurazione dell'opera che si era svolta il giorno precedente in Piazza Vittorio Emanuele, ora Piazza Maggiore. Il giornale è conservato e consultabile alla Biblioteca dell'Archiginnasio.