Il sindaco Pellegatti: "Riparte la bonifica nella discarica ex Razzaboni"

“E’ partito il piano della caratterizzazione dei rifiuti per la loro catalogazione. Sono stati stanziati 40mila euro. Non vogliamo trovarci davanti a sorprese”. Il riferimento è all'amianto.

L'area Mise

L'area Mise

Redazione 10 aprile 2018

“Riparte l’iter della bonifica nella discarica ex Razzaboni” lo dice Lorenzo Pellegatti, sindaco di Persiceto. Manca da bonificare l’area Mise, il grande cumulo di rifiuti sotto il telone verde, ancora di proprietà di Luca Razzaboni, l’imprenditore che non ha mai pagato nulla per il disastro ambientale che ha provocato, perché per legge il reato è caduto in prescrizione. In tutto sono più di 20 tonnellate di sostanze pericolose, tra cui probabilmente anche amianto, che devono essere rimosse ed inviate in impianti autorizzati al trattamento.


Per la ex Razzaboni sono già stati spesi 3,5 milioni di euro e altri 4 milioni sono stati stanziati da Ministero e Regione per bonificare l'area Mise, che dovrà essere espropriata a Luca Razzaboni. In totale 7,5 milioni di euro che tutta la collettività si è dovuta sobbarcare a causa di un imprenditore senza scrupoli.


Il piano della caratterizzazione dei rifiuti


“E’ partito il piano della caratterizzazione dei rifiuti per la loro catalogazione – dichiara Lorenzo Pellegatti, sindaco di Persiceto – Sono stati stanziati 40mila euro che servono per effettuare questa analisi preliminare, che prevede carotaggi per capire i tipi di rifiuti presenti e per predisporre al meglio l’opera di bonifica. Non vogliamo trovarci davanti a sorprese”.


Il riferimento nemmeno troppo velato è alla “sorpresa” dell’amianto ritrovato nella prima area bonificata alla ex Razzaboni, che secondo il sindaco di allora, Renato Mazzuca, non doveva esserci, nonostante il rapporto della forestale risalente a più di 10 anni prima fosse di diverso avviso.


Solo nel novembre 2015 i responsabili della bonifica dell’epoca decisero di chiedere la relazione dettagliata al Corpo Forestale e l'esito arrivò sul tavolo della terza conferenza dei servizi che si svolse il 13 novembre: 320 kg di cemento amianto.


Una pagina buia, visto che i lavoratori addetti alla bonifica fino a quel momento avevano lavorato senza usare precauzioni e all’intera area non era stata applicata la procedura di sicurezza per lavoratori e abitanti, prevista dalla normativa in caso di amianto.


La gara europea di appalto


 Pellegatti non vuole incorrere nello stesso errore e così ha chiesto che venisse attuato il piano della caratterizzazione dei rifiuti.


“Quando lo avremo completato capiremo cosa c’è in quel cumulo e potremo dare avvio alla gara d’appalto, che deve essere di tipo europeo e quindi con tempi procedurali di espletamento come minimo di sei mesi. Grazie a questa indagine sui tipi di rifiuti, potremo essere precisi nelle richieste che inseriremo nel capitolato della gara d’appalto, in modo tale da evitare sorprese e aumenti per costi non previsti”.


Il sindaco di Persiceto sa che ora occorre andare spediti, perché sono molti due anni di fermo in cerca dei finanziamenti promessi dal Ministero, di cui si perdeva traccia e che poi però si sono palesati. Due anni sono molti, soprattutto se si aggiungono ai 16 anni della prima e ultima messa in sicurezza dell’area Mise. “Quel telone sopra al cumulo del Mise è logoro da più parti – sostiene Pellegatti -  Ma lo è anche il telone sottostante (ndr Quello che divide dalla falda).  Bisogna agire”.