'Sull''ospedale di San Giovanni i tagli del decreto Lorenzin-Padoan?'

'Approvata all''unaminità una risoluzione tesa a rendere l''ospedale di Persiceto un satellite del Maggiore. Nessun progetto per il San Salvatore al collasso senza personale.'

Sipario

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Redazione 22 luglio 2015
'“Il primo ottobre l''ospedale di Persiceto riaprirà tutti i suoi reparti, come prima del piano ferie. La Regione ha assicurato che l''ospedale non diventerà un ospedale di comunità, perché serve fra gli 80.000 e i 150.000 abitanti e quindi è tutelato dalla legge Balduzzi. Fino al 30 settembre si può ancora migliorare e quindi non si deve abbassare la guardia. Ci vuole condivisione nella lotta anche con gli altri gruppi politici per fare fronte comune per salvare i servizi sul territorio e bisogna coinvolgere i cittadini per raggiungere un buon risultato. Mi sono accordato con la mia coscienza e ho deciso di stare con i cittadini”.



Questa è la summa del pensiero di Renato Mazzuca, sindaco di Persiceto e presidente del Distretto Sanitario, resa pubblica durante la sera del 20 luglio in una sala consiliare affollata per il consiglio straordinario dell''Unione Terre d''Acqua sulla sanità, aperto alla cittadinanza.



[b]La mannaia del decreto ministeriale Lorenzin-Padoan[/b]



Il sindaco Mazzuca, però, non ha spiegato che ora la sanità non fa più riferimento alla legge Balduzzi del 2012, ma al decreto ministeriale 70 del 2015, conosciuto come Lorenzin-Padoan, che prevede tagli in quegli ospedali che non abbiano un numero minimo di prestazioni sanitarie. E il numero di prestazioni è tale secondo questo decreto, che per assurdo neanche il Bellaria potrebbe essere considerato ospedale. Figuriamoci l''ospedale di Persiceto in cui le prestazioni sono ridotte, perché manca il personale in seguito all’applicazione di un turn over che non doveva essere applicato.
Il problema è molto ampio e complesso. Occorrerebbe tempo per valutare bene la questione, ma c''è una data che è come una mannaia: entro il 18 settembre le Regioni devono adottare un piano di programmazione. Questo prevede il decreto Lorenzin-Padoan.



[b]Il grido di aiuto degli infermieri del San Salvatore[/b]



Marco Baldo, infermiere sindacalista della Cgil, dalla sua pagina facebook lancia un grido di allarme e di aiuto, poche ore prima del consiglio straordinario sulla sanità, che fotografa la reale situazione al San Salvatore.


“A S. Giovanni, non si sono potuti chiudere i letti programmati e siccome il personale è andato in ferie come previsto invece che avere due infermieri di notte si "rimedia" mettendo un infermiere e un operatore sanitario. Non basta. Con il piano ferie attivo e quindi anche con il trasferimento di personale al Maggiore, per chi è in servizio è ormai prassi il salto del turno e/o del riposo.
L''Ausl aveva garantito UN MONITORAGGIO COSTANTE DELLE CONDIZIONI OPERATIVE. Dove sono i "controllori"????? Come mai nessuno interviene per sostenere il personale e garantire una assistenza seria, dignitosa e di qualità??”.



C''è chi parla di una “inefficienza voluta”, come la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Giulia Gibertoni, in sala durante il consiglio e nell''[url"intervista"]http://controcorrente.globalist.it/Detail_News_Display?ID=83771&typeb=0&gibertoni-m5s--all-ospedale-inefficienze-volute-[/url] rilasciata a Controcorrente.



Non è sfuggito alla platea che i consiglieri del Pd, Michael Santi e Paolo Grandi, nei loro interventi abbiano ripetuto più volte l''accostamento ospedale - casa della salute, lasciando la sensazione che a San Giovanni si stia andando verso questa direzione.



[b]Persiceto ospedale satellite?[/b]



Alla fine del Consiglio, è stata approvata all''unanimità la risoluzione presentata dalla minoranza con la lista civica unitaria di centro-destra di Anzola, proposta da Gabriele Gallerani e Matteo Ferrari, che invita la Giunta dell''Unione a chiedere alla Regione Emilia-Romagna che l''ospedale di Persiceto diventi un ospedale satellite dell''ospedale Maggiore, diventato nosocomio metropolitano. E'' una richiesta general generica che non entra nel merito delle questioni, che rimangono tutte sul tavolo. Vorrebbe essere un escamotage per eludere il pesante piano di tagli imposto dal decreto Lorenzin-Padoan.



[b]Un Consiglio dell’Unione insoddisfacente. I 5 Stelle non mollano[/b]



Quello del 20 luglio è stato un consiglio che non ha fatto chiarezza, nonostante le promesse del renziano Mazzuca. Graziana Ungarelli, consigliera pentastellata dell''Unione esprime la sua delusione. “La maggioranza ha rifiutato una commissione di lavoro per un progetto fattibile di futuro ospedale al servizio dei cittadini.”

I prossimi passi? Ungarelli non ha dubbi:
“Il mandato che ci hanno dato i cittadini di Terre d''Acqua con le ormai 3700 firme raccolte a difesa dell''ospedale di Persiceto e che presenteremo al Presidente della Regione ci spronano a fare ancora di più. Sicuramente non molliamo, ma anzi stiamo già mettendo in cantiere altre iniziative che mantengano i fari dell''opinione pubblica puntati sulla sorte dell''ospedale”.


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