'Centro Missionario: aiuti da Terre d''Acqua al mondo'

In poco più di 20 anni grazie ai proventi del riciclaggio di materie il Centro è riuscito ad avere risorse per fare progetti di sostegno in Africa, Sud America, India ed Est Europa.

Sipario

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Redazione 9 novembre 2014
'Se il volontariato è l''espressione più immediata della primigenia vocazione sociale dell''uomo (definizione della Corte Costituzionale) è impossibile negare al nostro paese tale vocazione contando ad oggi oltre 21 mila associazioni dove operano circa 800 mila volontari (Rapporto biennale sul volontariato in Italia e rilevamenti Istat). Sanità e assistenza sociale restano ancora i principali settori di intervento anche se sono sempre più numerose le organizzazioni che si dedicano alla promozione, tutela e assistenza di beni ambientali e culturali in senso lato. Ritenendo il volontariato uno dei più significativi indicatori di vitalità e integrità del tessuto sociale, in contrasto con un pericoloso quanto sterile individualismo, è nata la curiosità di un''indagine più approfondita, oltre il puro dato statistico, di quanto sia radicata e diffusa nel territorio di Terre d''Acqua questa apertura alle necessità dell''altro nei settori più diversi.



[b]Solidarietà senza confini: il Centro Missionario Persicetano[/b]


Partiamo da un''Associazione che da più di vent''anni (compiuti due anni fa) ha sede nel Comune di San Giovanni in Persiceto e si impegna a finanziare progetti di sviluppo culturale e socio-economico presso numerose comunità negli stati più poveri del mondo: il Centro Missionario Persicetano.
Nato nel 1992 per volontà del parroco di San Giovanni don Enrico Sazzini e un primo gruppo di volontari persicetani e di San Matteo della Decima, in collaborazione con l''Amministrazione locale, dopo un iniziale timido avvio è cresciuto in modo esponenziale con l''estensione del sostegno a decine e decine di progetti.{{*ExtraImg_147989_ArtImgRight_300x225_Piantagione di cereali in Tanzania}}
I destinatari dei fondi, nel corso di un ventennio, sono state piccole o medie comunità presenti nei seguenti paesi: Argentina, Albania, Benin, Bielorussia, Bolivia, Bosnia, Brasile, Camerun, Capo Verde, Colombia, Congo RD, Costa d''Avorio, Croazia, Cuba, Ecuador, El Salvador, Gana, Guatemala, India, Kenya, Kosovo, Madagascar, Moldavia, Polonia, Russia, Ruanda, Sierra Leone, Sudan, Tanzania, Togo, Uganda.



[b]Le finalità e gli ambiti di intervento[/b]


L''obiettivo è sempre stato quello di creare i presupposti per una maggiore autonomia delle popolazioni sostenute, evitando di scadere nell''assistenzialismo cronico. Si tratta quindi di interventi di breve durata per opere da cui trarre benefici a lungo termine. Gli ambiti di massima in cui i finanziamenti confluiscono sono soprattutto quello della formazione, attraverso la costruzione di asili e scuole nonché l''istituzione di corsi professionali per falegnami, meccanici, elettricisti, allevatori e la creazione di laboratori artigianali come officine, panetterie. Rilevanti anche gli aiuti per orfanotrofi e ospedali, impianti idrici (pozzi e acquedotti), per il settore agricolo (acquisto di mezzi per la lavorazione del terreno) e dell''allevamento (costruzione di stalle, porcili). Un rapporto dettagliato sui singoli progetti finanziati in ciascun paese è stato redatto e reso pubblico in occasione del Ventennale del Centro ed è ancora reperibile presso la sede di via Bologna n. 96 m.



[b]Dai rifiuti una nuova ricchezza[/b]


I fondi per gli aiuti vengono reperiti soprattutto attraverso il recupero di risorse scartate dai cittadini (mobilia, vestiario, libri, oggetti vari di piccole e medie dimensioni) portate direttamente presso la sede del Centro oppure recuperate dai volontari che passano con un camioncino due volte la settimana (lunedì e giovedì mattina) per il ritiro porta a porta dei rifiuti più ingombranti.
{{*ExtraImg_147991_ArtImgLeft_300x225_Volontarie alla cernita dei vestiti}}
Il mercatino dell''usato è stato pioniere nel suo settore, prima dei tanti che sono sorti poi, soprattutto in tempo di crisi economica. Numerosi volontari si occupano di fare una cernita tra il materiale pervenuto selezionando quello adatto per essere posto in offerta. Suddiviso in comparti (vestiario, libri, giocattoli, mobili, accessori per l''arredo casa, oggettistica varia di piccole dimensioni) il mercatino è aperto al pubblico tutti i sabati dalle 14,30 alle 16,30 e il mercoledì mattina dalle 8,30 alle 11,30 (solo per gli indumenti).



[b]Una passione che dura da vent''anni...[/b]


Alcuni giovani provenienti dalla Tanzania sono stati invitati a San Giovanni per apprendere le tecniche di allevamento e di lavorazione agricola presso le aziende presenti sul nostro territorio, mentre una decina volontari specializzati in riparazioni meccaniche, impianti elettrici ed idraulici, coltivazione agricole meccanizzate si sono recati nel corso di questi anni presso le comunità per mettere a disposizione le loro competenze. {{*ExtraImg_147990_ArtImgRight_300x225_Mario Bongiovanni insegna falegnameria in Africa}}Tra questi, Mario Bongiovanni, in prima linea per la riparazione e fornitura di pezzi di ricambio per automezzi, continua a dare il suo prezioso contributo anche per la formazione di futuri meccanici in loco nonché per la verifica dei progetti finanziati dal Centro. Risponde volentieri ad alcune domande sulla sua ventennale attività di volontario.

[i]Qual è stata l''occasione per iniziare la collaborazione con il Centro?[/i]
Quando era appena agli inizi e stavano organizzando la costruzione del capannone di via Bologna. Allora ho fatto il primo sopralluogo ad Usokami (Tanzania) nel 1993. Poi si sono succeduti molti altri interventi presso numerose comunità in Tanzania e Uganda.

[i]Quali sono le differenze che ha notato in questi paesi, da vent''anni ad oggi?[/i]

Vent''anni fa c''erano pochissime biciclette e motorini mentre ora ce ne sono tanti. Oggi ci sono anche molti più utenti negli ospedali rispetto all''inizio e le strade che prima erano un disastro sono molto migliorate: ora quelle principali per il 90% sono asfaltate.

[i]Quali sono le realtà che lo hanno maggiormente colpito?[/i]

{{*ExtraImg_147993_ArtImgLeft_300x225_La missione in Africa}}Quello che mi ha impressionato è la stima che hanno di te che vai a lavorare con loro: tu impari le loro abitudini di vita e loro si meravigliano che possono riuscire a fare lavori “a regola d''arte” anche con i pochi mezzi che hanno a disposizione, capendo che anche con poco si può fare molto. Nelle officine meccaniche poi, i ragazzi hanno molta voglia di imparare, sono molto attenti a quello che viene loro insegnato.

[i]Come è stato accolto da queste comunità?[/i]
Sono sempre stato accolto benissimo. L''importante è adeguarsi alle loro abitudini e collaborare insieme a loro senza porsi ad un livello superiore. Ho già molti amici in Tanzania, che, incontrandoli anche a distanza di centinaia di chilometri in quel paese vastissimo, vengono a salutarti ricordandoti con stima. Anche le persone (numerose) che sono venute con me per toccare con mano queste realtà sono rimaste colpite dall''attenzione e la premura nei loro confronti.


[b]
Una mano anche ai più vicini...[/b]


La crisi economica che ha investito anche la nostra realtà sociale ha fatto sì che il Consiglio di amministrazione decidesse di stanziare parte dei fondi per l''assistenza a famiglie in difficoltà, soprattutto a causa della perdita del lavoro. Così si è avviata la collaborazione con il Centro Famiglia di San Giovanni per fornire aiuti e prestiti a famiglie, specie con bambini in età scolastica; la distribuzione di generi alimentari presso le varie Caritas segnalate dalla Diocesi; il contributo per l''acquisto di un pulmino attrezzato da parte del Punto d''Incontro (servizio socio-assistenziale diurno per anziani con diverso grado di autosufficienza per rispondere alle esigenze delle famiglie di tutti i Comuni di Terre d''Acqua); la preparazione di indumenti o altro materiale per il carcere della Dozza, il Gruppo Caritas S. Domenico, il Centro Caritas S. Petronio. Inoltre il Centro è sempre aperto per accogliere studenti di ogni età provenienti da varie scuole desiderosi di conoscere l''attività dell''Associazione e riflettere sul significato di volontariato e solidarietà.



[b]Un bilancio positivo[/b]


{{*ExtraImg_147992_ArtImgRight_300x225_Interno del Centro Missionario}}Lorenzo Pellegatti, Presidente del Centro, spiega che [i]“si tratta di un raro esempio di efficienza organizzativa, in pratica tutto ciò che viene raccolto è realmente destinato alle opere di assistenza, nessun volontario è retribuito. I fondi a disposizione vengono ripartiti dando la priorità alle scuole e ai progetti di formazione finalizzati all''autonomia finanziaria e alimentare e a fronte di bisogni più immediati (pozzi o acquisto di alimenti). Il materiale usato che non viene posto in offerta viene per la maggior parte ceduto ad associazioni umanitarie che ne fanno richiesta. Per ogni progetto poi c''è un referente responsabile del Centro che mantiene i rapporti con le comunità assistite e relaziona al Consiglio di amministrazione”. [/i]

[i]“Al momento collaborano stabilmente con il Centro dai 40 ai 50 volontari tra San Giovanni e Decima [/i]- prosegue Lorenzo Pellegatti - [i]Sono impegnati nei vari settori, dalla raccolta allo smistamento del materiale, dalla scelta e suddivisione del vestiario alla gestione del mercatino”. [/i]


Se qualcuno fosse interessato a dare una mano può telefonare allo 051825596 (sede di San Giovanni in Persiceto) o incontrare i volontari recandosi personalmente in una delle due sedi di Persiceto (ingresso in prossimità del parcheggio di via Muzzinello) e San Matteo della Decima (via Nuova, angolo via Fossette).
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