Integrazione tra alunni al Polo scolastico? Sì ma a vostre spese

Cena di autofinanziamento per far partire un progetto di integrazione per alunni stranieri che spetterebbe allo Sato che dice di non avere soldi e intanto finanzia le private.

Sipario

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Redazione 24 novembre 2014
Leggendo le Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri, documento redatto nel febbraio 2014 da quello che pomposamente oggi si chiama “Ministero dell’Istruzione dell’Università della Ricerca”, un cittadino sprovveduto potrebbe arrivare alla conclusione che, se i docenti le seguono, tutto va bene. Infatti quelle Linee guida sono largamente condivisibili: gli alunni stranieri sono cittadini con diritti, i percorsi di integrazione scolastica sono personalizzati, i neoarrivati sono destinatari di corsi di lingua italiana intensivi per facilitare la comunicazione con i compagni, e l’integrazione scolastica è un momento importante di quella integrazione sociale che trasforma i cittadini stranieri in cittadini italiani, rendendoli partecipi e attivi…..

Ma in quale Paese vivono i Soloni che hanno redatto le linee guida? E quali scuole hanno visto?
Non le nostre, nelle quali, oltre alla carta igienica, mancano anche i soldi (mancano nel senso che non vengono erogati) per rendere concreto il diritto all’istruzione e per accogliere anche gli alunni stranieri. Quindi, senza fondi, anche le belle parole diventano aria fritta.

Prendendo sul serio le “Linee guida” gli insegnanti del Polo Scolastico di Persiceto hanno redatto un progetto di integrazione degli studenti stranieri che prevede, passo dopo passo, le procedure da seguire, le competenze da utilizzare, le persone da coinvolgere (docenti, personale della scuola, compagni di classe, mediatori culturali…). Ma gli uffici periferici del Ministero non scuciono un euro: i soldi non ci sono.
Ecco quindi che nasce l’idea di organizzare una cena di finanziamento. Mentre lo Stato finanzia le scuole private, anche quelle che respingono i bambini con handicap, i dipendenti della scuola pubblica che hanno a cuore il loro lavoro, amano la scuola e credono che anche i ragazzi stranieri abbiano il diritto di frequentarla, finanziano i progetti che lo Stato non finanzia.
Ecco allora la cena di autofinanziamento, invitando amici e conoscenti, per fare una colletta per lo Stato. Partecipano alla cena anche genitori e studenti delle ultime classi, e vengono raccolti 1500 euro. Sono pochi per l’alfabetizzazione degli alunni stranieri, ma i docenti busseranno anche alla porta del Centro Missionario e a quella del Comune.

La lodevole iniziativa si presta a due letture. La prima si riassume in due sole parole: CHE VERGOGNA!(rivolta ovviamente al Ministero). Per la seconda occorre almeno una frase intera: in questo povero Paese non ci sono soltanto i politici che fanno collezione di scontrini, ma anche persone di buona volontà che si impegnano nel loro lavoro e ci rimettono di tasca propria. Non faranno mai carriera. A loro va tutta la simpatia della redazione di Controcorrente.

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