"Non daremo più i soldi a Virgilio". Nessuna progettualità sulla cultura.

Una conferenza stampa per raccontare un anno di governo della città. Acer e municipalizzate ancora ferme al palo. Arriveranno la riqualificazione dell'area della stazione e del chiostro di San Francesco avviati con la vecchia Giunta

Lorenzo Pellegatti, sindaco di San Giovanni in Persiceto

Lorenzo Pellegatti, sindaco di San Giovanni in Persiceto

Redazione 1 luglio 2017

di Carlo D'Adamo


  


A più riprese avevamo invitato il sindaco di Persiceto, Lorenzo Pellegatti, fin dal mese di marzo, a rispondere a 10 domande che gli rivolgevamo apertamente. Sollecitato ancora in aprile e in maggio a concedere un’intervista per fare il punto sulla situazione della sua amministrazione, Pellegatti proponeva una conferenza stampa in giugno, ad un anno di distanza dalla vittoria elettorale. La conferenza stampa pubblica, alla quale sono stati invitati anche altri giornalisti, si é tenuta così venerdì 23 giugno alle 11,30 nella Sala Giunta.


Si è trattato sostanzialmente di una informazione interlocutoria (nel merito molte risposte sono state rimandate a consigli comunali o incontri pubblici specifici), in cui però sono emerse alcune novità importanti e in cui il Sindaco ha ribadito la sua intenzione di fornire il massimo dell’informazione, e il suo interesse ad ascoltare suggerimenti e proposte da parte dei cittadini.


Alla conferenza-stampa è presente, oltre al Sindaco, soltanto l’assessore Alessandro Bracciani, con delega a Comunicazione, Sviluppo Economico, Innovazione e Smart City. Gli altri membri della giunta, dice il sindaco, sono impegnati in commissioni o in altre attività istituzionali. Telefonini squillano, qualcuno viene a dire qualcosa al sindaco; tra gli altri giornalisti, oltre al noto cronista del Carlino,  notiamo Gianluca Stanzani, Lorenza Govoni e un signore di Decima di cui ci sfugge il nome, che ha fatto sempre e solo domande su Decima. Quando accendo il registratore si sentono i rintocchi delle campane che suonano il mezzogiorno.


Controcorrente:  Ad un anno dall’inizio del mandato, il sindaco si considera soddisfatto o no delle cose fatte finora?


Pellegatti: Molte cose l’amministrazione le ha fatte, altre le sta facendo, altre ancora ha intenzione di farle. Ma non avete idea dei tempi della burocrazia. Abbiamo ordinato un cestello per la squadra manutenzione, perché il comune provvederà alla ordinaria manutenzione con squadre e mezzi propri, e abbiamo fatto tutte le cose in regola, come devono esser fatte. Bene, la delibera l’abbiamo fatta da più di un mese, e il cestello arriva in settembre. Alla squadra manutenzione però il cestello servirebbe anche adesso; anzi, adesso sarebbe molto più utile che a settembre.


Controcorrente : A che punto siete con il programma di uscita dalle partecipate non utili ai fini di una buona amministrazione?


Pellegatti: Con Virgilio si è aperto un capitolo nuovo. Sapete che per uscire dalla società pubblico-privata in cui il comune di Persiceto è socio, occorre trovare chi acquisti le quote del comune e subentri, oppure pagare una penale salatissima, per lo scioglimento anticipato del contratto. Nella lunga trattativa con i legali della Virgilio SpA non avevamo ancora trovato un compromesso, quando ci siamo accorti di una cosa molto importante. Per la gestione dei cimiteri comunali, la società si era impegnata a garantire l’ordinaria manutenzione delle aree comuni firmando un capitolato che prevede per ogni anno un certo numero di sfalci dell’erba, due pulizie delle grondaie, la pulizia dei marciapiedi sotto i portici, e così via. Abbiamo monitorato costantemente la situazione dei nostri cimiteri, e non ci risulta che il capitolato sia stato rispettato. Non abbiamo quindi pagato il canone stabilito per il 2016 né quello per il 2017, e abbiamo chiesto chiarimenti alla Virgilio SpA. Al momento, non abbiamo ancora avuto una risposta.


Controcorrente: È logico che parlando di società partecipate lei parli subito di Virgilio, che, per la sua pretesa di riscuotere una tassa sui morti (con ingiunzioni inviate a caso ad eredi e a non eredi degli iniziali proprietari delle cappelle private), ha suscitato una vasta ribellione fra i cittadini dei vari comuni di Terre d’Acqua, determinando a Sant’Agata la vittoria di Giuseppe Vicinelli, che ha fatto della lotta contro la tassa sui morti il suo cavallo di battaglia elettorale. Anche lei deve senz’altro il suo successo al fatto che nel suo programma si prevede una uscita da Virgilio. Ma io mi riferivo al programma complessivo di valutazione pragmatica della utilità o meno delle diverse partecipate in cui è coinvolto il comune. Per esempio l’Acer…


Pellegatti: Per l’Acer non ho ancora avuto modo di avere ragguagli dal mio assessore, che è appena stato ad un incontro a Bologna sull’argomento, e quindi non posso entrare per ora nel merito. Ci stiamo muovendo, perché la gestione delle case di proprietà comunale, la manutenzione degli edifici e la loro destinazione sono problemi di straordinaria attualità.


Controcorrente: Urbanistica. Chi progetta un quartiere dormitorio con un supermercato come unico centro di aggregazione costruisce non solo un certo numero di metri cubi di costruzioni, ma anche un ceto di cittadini di serie B, confinati in una periferia che la notte è buia e inospitale, e da cui ragazzotti disadattati fuggono per venire a compiere bravate e vandalismi in centro, che non gli appartiene. D’altra parte il centro storico, senza più la rete del piccolo artigianato, del negozio, degli uffici, delle abitazioni, dei bar, che lo rendevano vivo in qualsiasi ora del giorno e della notte, sembra a volte degradato esso stesso a quartiere part-time, dove il controllo sociale non è più affidato a chi vi risiede e vi lavora, ma a telecamere e ronde, che non possono rispondere al problema del malessere sociale. Cosa vi proponete di fare per ricostruire il tessuto integrato del centro e per cessare di costruire cittadini di serie B?


Pellegatti: La città metropolitana ha finanziato progetti di riqualificazione urbana, e noi abbiamo avuto finanziamenti per la riqualificazione dell’area della stazione e ci muoviamo per riqualificare anche le frazioni, cercando accordi con i privati, con le associazioni di volontariato, con le società sportive, nelle consulte territoriali e nelle consulte tematiche. Per la riqualificazione dell’area della stazione, per la quale il Pd canta vittoria attribuendosi meriti che non ha, ci tengo a precisare che: a) la proposta che si aggiudicò il primo premio anni fa, presentata da uno studio di architettura nella quale lavorava anche la figlia di Paola Marani, era una semplice idea di arredo urbano. b) Per accedere ai finanziamenti della Città metropolitana occorreva presentare un progetto esecutivo che, tenendo conto della proposta di allora, dopo averne verificato la fattibilità, con l’Ufficio Tecnico Comunale si mettesse in tempi rapidi a stendere il progetto esecutivo. L’U.T. del comune ha lavorato con zelo encomiabile: pensate che al catasto non erano mai stati registrati dei lotti di proprietà comunale, acquisiti decine e decine di anni fa; che in rogito il mappale era stato scritto in modo sbagliato, ma il notaio era morto e non poteva correggere l’errore; chi attualmente gestisce quello studio notarile ha fatto una dichiarazione che attesta che in quel rogito è indicato un numero di mappale sbagliato; nel frattempo si doveva fare una gara pubblica per trovare uno studio di architetti che prendesse a mano la ingarbugliata vicenda, e presentasse il progetto esecutivo, con tutti i visti del nostro U.T., in tempi rapidissimi. c) Bene, lo studio che ha presentato il progetto esecutivo non è quello che aveva fatto inizialmente la proposta, e per costruire con loro il progetto esecutivo siamo partiti da zero. La vicenda mi ha fatto venire in mente ancora una volta la complessità della burocrazia. Il nostro UfficioTecnico ha delle pratiche che ha ereditato da trent’anni e che non sono mai state perfezionate. Ho intenzione di stringere sui tempi della dichiarazione di fine-lavori, e di portare il silenzio-assenso a 45 giorni. Bisogna snellire le procedure e abbreviare i tempi, rispettando le regole. Io credo che sia possibile.


Controcorrente: Si è parlato di arredo urbano. Tutti i comuni Terre d’Acqua hanno un centro (la piazza e almeno la strada di accesso principale) bello, restaurato, con l’acciottolato in pietre di fiume o con il porfido. A Persiceto a j’è al catram! Almeno, l’umpèrcatràm!


Pellegatti: Ahimè, abbiamo grattato, abbiamo provato a fare un saggio in una parte di Corso Italia, abbiamo colorato di rosso due metri quadrati, il catrame resiste e in piazza, con quelle pietre lisce, quando piove si scivola… Grattiamo ancora…


Controcorrente: Si ha l’impressione che anche la sua amministrazione si affidi all’evento per attirare flussi di visitatori dalla città. Ma la concorrenza è spietata: dovunque ci sono eventi di ogni tipo … Invece sul patrimonio storico e archivistico Persiceto non ha concorrenti: il villaggio altomedioevale della Crocetta, abitato da un gruppo di origine centroeuropea o nordeuropea, tutto costruito con grandi isolati in tronchi di legno, secondo una tipologia che troviamo solo negli scavi archeologici al di là delle Alpi, è da solo in grado di costituire un richiamo internazionale: è unico in Italia e raro in Europa. Tutto il territorio di Terre d’Acqua, poi, dalla tarda età neolitica all’età del bronzo alla prima età del ferro, all’epoca villanoviana, a quella etrusca, a quella romana classica a quella altomedievale, longobarda, bizantina, e così via, è stato precocemente antropizzato ed ha conservato tracce importanti del passaggio, della persistenza e della sovrapposizione/integrazione dei diversi gruppi etnici. Occorre un progetto a lungo termine che preveda la costituzione di un museo con una sede fisica più appropriata di quella, suggestiva ma insufficiente, della Porta di Sotto. Occorrono spazi ampi accessibili a tutti, anche ai vecchietti, e un apparato didattico – fatto di bei pannelli didascalici chiari e leggibili – che accompagni il visitatore attraverso i secoli, dal neolitico a oggi, nella sua visita al museo diffuso, fatto di scavi, reperti, aule didattiche, laboratori, archivi, quadrerie…. Qui ci sono tutte le competenze per proporre alla amministrazione la realizzazione di un progetto museale di ampio respiro. Ma voi avete un progetto culturale?


Bracciani: Abbiamo i finanziamenti della Città Metropolitana per il Museo: saranno a nostra disposizione il chiostro di San Francesco e la chiesa sconsacrata di San Francesco, per la quale proseguono i lavori di restauro. Siamo entrati in un progetto di valorizzazione turistica del nostro territorio che prevede il mangiar bene – i dolci tipici di Persiceto, gli africanetti e le ciabattine – e lo streetfood, e la valorizzazione dell’innovazione tecnologica accanto al recupero della tradizione.. Offriremo in piazza internet wi-fi gratuitamente, e contemporaneamente recuperiamo la nostra identità culturale e la nostra tradizione…


Controcorrente: A proposito, avete approvato all’unanimità la scritta bilingue in tutti i cartelli. A me sembra una sciocchezza. Quanto ci viene a costare questo sfoggio di tradizione?


Bracciani: È la Regione che paga, a noi non costa niente.


Controcorrente: Sono sempre soldi nostri, che potrebbero essere spesi per garantire il diritto alla salute o allo studio. Perché questa storia della tradizione serve più per escludere che per includere. E poi, come scrivete? Taivel o Taivol? La Dezima o CisaNóva?


Tutti, all’unisono: CisaNóva.


Controcorrente: Poi questa mi sembra una visione riduttiva, subalterna, del dialetto. La differenza fra lingua e dialetto è solo politica. Nel momento in cui uno Stato sceglie come sua lingua ufficiale una lingua, tutte le altre sono degradate al rango di dialetti. Ma questa lingua era una lingua d’oil, come l’antico francese – a riprova del fatto che il celtico è alla base della sua formazione, mentre il ladino è imparentato con la langue d’oc e, di valle in valle, con il friulano. Usare questa lingua, che riemerse dopo la dominazione latina, alla quale è sopravvissuta, per dire che questa è la nostra identità, significa banalizzare il senso della storia e negare la dialettica fra lingua materna – quella locale, parlata – e lingua paterna – quella ufficiale, scritta. E qui torno a chiedere: Zdòra o Zdaura, Arsdòra o come…? Non è possibile fissare un paradigma, perché la lingua parlata varia di chilometro in chilometro…


Il reporter del Carlino: Cosa c’è di vero nelle voci che dicono che lei, Pellegatti, sarà il futuro coordinatore dei comuni Terre d’Acqua?


Pellegatti: Non credo proprio. La maggioranza delle amministrazioni comunali di Terre d’Acqua è omogenea, ed è Pd. Probabilmente – io credo – sarà di nuovo confermato Bassi, sindaco di Sala Bolognese. Ma un coordinatore serve, perché comunque occorre una gestione coordinata dei servizi dei diversi comuni, per una questione di economia di scala.


Controcorrente: Ma nella gestione quotidiana non tutti i servizi funzionano meglio se sono accentrati. Prendiamo per esempio i vigili di quartiere: dove sono finiti? Eppure il vigile che conosce tutti e parla con tutti è un utile strumento di controllo, e serve alla sicurezza più di tante telecamere.


Bracciani: Abbiamo ottenuto finanziamenti dalla Città metropolitana per l’implementazione delle telecamere. Obiettivo: entro la fine del 2017 tutto il territorio sarà controllato capillarmente ….


Controcorrente: e per favorire il lavoro dei giovani, cosa fate?


Pellegatti: Con Futura facciamo corsi per la riqualificazione professionale. Ad esempio, c’è richiesta di metalmeccanici  nelle aziende locali. Con le squadre di manutenzione gestite dal comune assumiamo un certo numero di operai e tecnici in grado di intervenire dovunque c’è bisogno di garantire la manutenzione… In questo modo, riprendiamo il controllo dei nostri beni, ne salvaguardiamo il valore e diamo da lavorare a dei giovani…


Controcorrente: Abbiamo parlato di archivi importanti. A Persiceto c’era la Pretura fino agli Anni Settanta del secolo scorso; poi fu soppressa e il suo archivio finì a Bologna, dove giace in un sottoscala del palazzo dei tribunali. Se il comune dichiarasse la sua intenzione di riprendersi l’archivio della Pretura (dove ci sono documenti come l’istruzione del processo sui moti del macinato e sull’assalto al palazzo comunale del 7 gennaio 1869), si potrebbero salvare dati storici importanti, da mettere a disposizione degli studiosi e dei ricercatori.


Pellegatti: Non lo sapevo. Se mi indicate quale percorso è tecnicamente perseguibile, l’amministrazione ha tutto l’interesse a prendere in carico quell’archivio…


Controcorrente: E sulla questione spinosa dell’ospedale, che ridurrà ancora le sue prestazioni durante il periodo estivo, cosa farà la sua amministrazione?


Pellegatti: per l’ospedale faremo un Consiglio comunale straordinario, aperto agli interventi del pubblico, nel quale illustreremo la situazione. Così anche per il nuovo cogeneratore: tutti incontri ad hoc, nella trasparenza….


 


La conferenza stampa degenera lentamente in un colloquio a più voci interrotto frequentemente da persone che entrano in sala giunta, fino a quando le campane con i loro rintocchi suonano l’una e un quarto. Spengo il mio registratore ed esco. La mia impressione è che queste informazioni, forse, il sindaco poteva darcele anche due mesi fa: l’incontro è stato, a mio parere, un incontro interlocutorio.

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