Spizzichino e computer art: Geometrie, natura e immaginario

“Geometrie della natura e dell’immaginario” è la mostra di Aldo Spizzichino, fisico ed esponente della computer art. A Bologna in via Pietralata 16/b dal 18 marzo al 1 aprile 2017.

Sipario

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Redazione 16 marzo 2017
'“Geometrie della natura e dell’immaginario” è la mostra delle opere di Aldo Spizzichino, fisico ed esponente artistico della computer art, che si tiene a Bologna in via Pietralata 16/b dal 18 marzo al 1 aprile 2017. Organizzatrice della mostra è l’associazione L’Atelier di San Giovanni in Persiceto. Inaugurazione sabato 18 marzo alle ore 17. Ingresso libero. La mostra sarà aperta giovedì, venerdì e sabato dalle 17 alle 19.30.


L’attività artistica di Aldo Spizzichino - che ha alle spalle anni di ricerca nel campo della
fisica - si pone in modo originale sul confine tra arte e scienza, esprimendo un linguaggio
creativo a metà strada tra una concezione classica dell’arte e un utilizzo critico delle
tecnologie contemporanee. Spizzichino si serve infatti della grafica computerizzata per
esprimere visivamente concetti matematici, dando forma concreta a nozioni scientifiche.

L’originalità e la ricchezza di senso di questo percorso sono dovuti anche alla scelta di
lavorare con un software costruito personalmente e basato sulla grafica vettoriale, che
consiste nella produzione di immagini attraverso algoritmi di calcolo che assegnano
coordinate e valore cromatico ad ogni punto. In questo modo, il “mezzo” matematico diventa
parte integrante del processo artistico, rappresentando l’essenza stessa delle forme che
andranno a comporre l’immagine - un’immagine grafica che, a differenza di molta arte
digitale, è pensata per essere fruita su carta, non su monitor, trovando quindi piena
espressione nella forma “classica” del quadro.


A partire dallo studio dei poliedri regolari e semi-regolari, Spizzichino passa in rassegna la
gamma infinita delle trasformazioni geometriche attraverso le quali si possono ottenere effetti ottici pseudo-3D. Da un lato, soprattutto nell’uso dell’effetto moiré, emerge il riferimento
all’arte optical sviluppatasi negli Anni Sessanta, rispetto alla quale gli effetti ottico-percettivi
e la libertà immaginativa sono amplificati grazie ai nuovi strumenti tecnologici; dall’altro
lato, non si può non pensare all’esempio surreale e ipnotico delle composizioni grafiche di
Escher, che attraverso le regole delle trasformazioni geometriche ricopre il piano di animali
ed elementi fantastici.

L’idea di fondo è quella di raccontare proprietà matematiche o processi fisici attraverso una
rappresentazione concreta, visibile, che vada oltre la fredda schematicità delle formule.
Tra
gli esempi più affascinanti, le opere in cui viene data rappresentazione grafica di concetti
matematici estremamente complessi (e per questo particolarmente intriganti), quale per
esempio la sezione aurea, utilizzata da artisti e architetti fin dall’antichità per il calcolo delle
proporzioni, che trova concreta formulazione visiva attraverso al richiamo ad alcune sue
sorprendenti proprietà.
Grazie alla capacità di Spizzichino di veicolare la matematica in forme evocative e
riconoscibili, l’immagine che scaturisce da questo processo grafico diventa per lo spettatore
un’esperienza conoscitiva, oltre che estetica. L’approccio all’opera si trasforma così in un
viaggio in un territorio magico, in bilico tra realtà e immaginazione, astrazione e concretezza.


[b]Biografia[/b]


{{*ExtraImg_183304_ArtImgRight_113x164_Aldo Spizzichino}}Aldo Spizzichino, nato a Tiglieto (GE) nel 1941, si è laureato in Fisica a Bologna, dove
attualmente vive e lavora. Contestualmente al suo impegno nel campo della ricerca
astrofisica, ha praticato varie esperienze di tipo artistico, particolarmente nel campo
dell''espressione grafica, in cui si è cimentato in diversi settori: dalla fotografia all''incisione,
dalla realizzazione di logotipi e manifesti, alla computer art.

È in questo settore, della ricerca artistica al computer, che ha raggiunto i risultati più
personali e interessanti. Un lavoro pionieristico, iniziato ben prima dell''avvento dei personal computer e dei software commerciali, che prosegue tuttora con immutata vocazione e ingegnosità artigianale. Filo conduttore di questa ricerca è la traduzione in termini estetici di strutture matematiche che presiedono al generarsi delle forme naturali: al messaggio estetico si accompagna dunque un aspetto più concettuale di scoperta e di conoscenza.


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