Inquinamento più che a Pechino: Arpae comunica in ritardo i dati delle polveri sottili

11 giorni consecutivi di sforamento a Ferrara. A Cento 36° sforamento e poi la centralina va in tilt. Arpae viola l'obbligo di comunicazione giornaliera dei dati sull'inquinamento.

Smog a Ferrara

Smog a Ferrara

Redazione 24 ottobre 2017

Intervento di Luigi Gasparini*
Solo lunedì 23 ottobre attorno alle 10.00 noi cittadini ferraresi abbiamo appreso dal sito di ARPAE le concentrazioni di PM 10 che abbiamo respirato nelle giornate di venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 ottobre e abbiamo saputo che a Ferrara abbiamo raggiunto 11 giorni consecutivi di sforamenti delle PM 10 e a Piacenza ben 14 giorni consecutivi.
Abbiamo saputo con 2 giorni di ritardo che la centralina di Cento con la giornata di venerdì scorso ha raggiunto il 36° sforamento delle PM 10 e che dopo questo grave risultato tale centralina sembra essere andata in tilt (n. d.: mancano infatti i dati di sabato e domenica) e che da sabato mattina 21 ottobre i cittadini di Cento hanno cominciato a “respirare aria non più a norma di legge”.
Lunedì 23 ottobre abbiamo appreso che anche le centraline di Ferrara, sia di Corso Isonzo sia di Villa Fulvia, hanno raggiunto il 36° sforamento delle PM 10 e che anche noi cittadini di Ferrara abbiamo cominciato a “respirare aria non più a norma di legge”.
Lunedì 23 ottobre abbiamo appreso anche che i 100 mcg/m3 (il doppio del limite di legge, limite che comunque non è sufficiente a tutelare la salute delle popolazioni delle città) sono stati raggiunti e superati non solo a Torino, a Milano, ecc. e nel Veneto, come da informazioni di giornali nazionali e Tv nazionali, ma anche a Ferrara nella giornata di sabato 21 ottobre presso la centralina di Villa Fulvia (103), (chiaramente non è dato sapere della centralina di Cento).
Lunedì 23 ottobre abbiamo appreso anche che, nonostante l’abbondante pioggia di domenica 22 sera, la media delle concentrazioni di PM 10 che abbiamo respirato nella giornata di domenica 22 ottobre 2017, che è terminata convenzionalmente questa mattina alle 8.00, è stata di 56 mcg/m3 secondo i dati delle centraline di Ferrara, sia di Corso Isonzo sia di Villa Fulvia, (chiaramente non è dato sapere le concentrazioni della centralina di Cento): chissà che concentrazioni abbiamo respirato ieri prima della pioggia?
Questo forte ritardo nella comunicazione è avvenuto per un comportamento chiaramente negligente in una situazione di evidente emergenza di inquinamento atmosferico che stavamo attraversando e questo comportamento negligente non ha permesso ai cittadini di potersi regolare in tempo reale con i propri comportamenti individuali e familiari.
Non solo, ma questo forte ritardo nella comunicazione è avvenuto anche in violazione espressa dell’art. 18 dell’allegato al Decreto legislativo n. 55 del 13/08/10, da cui ho estratto la parte significativa dell’Allegato XVI (art. 18, comma 1):
Informazione al pubblico
1. Ai fini dell'attuazione degli obblighi di informazione previsti all'articolo 18, le concentrazioni nell'aria ambiente devono essere presentate come valori medi secondo i periodi di mediazione applicabili indicati all'allegato VII ed agli allegati da XI a XIV.
2. Ai fini previsti dall'articolo 18, le informazioni devono includere almeno i livelli superiori ai valori limite, ai valori-obiettivo, alle soglie di allarme, alle soglie di informazione o agli obiettivi a lungo termine fissati per l'inquinante interessato. Deve inoltre essere presentata una breve valutazione riguardo agli obiettivi di qualita' dell'aria e informazioni adeguate sugli effetti di tali livelli per la salute o, se del caso, per la vegetazione.
3. Ai fini previsti dall'articolo 18, le informazioni sulle concentrazioni nell'aria ambiente di biossido di zolfo, biossido di azoto, particolato (almeno con riferimento al PM10), ozono e monossido di carbonio devono essere aggiornate almeno ogni giorno e, se fattibile, anche su base oraria. Le informazioni sulle concentrazioni nell'aria ambiente di piombo e benzene, presentate come valore medio degli ultimi 12 mesi, devono essere aggiornate almeno su base trimestrale e, se fattibile, su base mensile.”
Aggiungo io: se è fattibile per l’ARPAV (ARPA VENETO) pubblicare in diretta i dati ogni giorno ed anche su base oraria (vedi sito) non vedo perché non possa essere fattibile anche per l’ARPAE Emilia-Romagna.
Purtroppo anche gli organi di informazione non hanno tenuto sufficientemente alta l’attenzione su questa grave emergenza proprio nel momento più grave dell’emergenza stessa.
Teniamo presente infine che la pioggia lava il cielo, l’acqua di pioggia si sporca e sporca prima le acque superficiali e poi quelle di falda e soprattutto sporca i terreni e di conseguenza anche la catena alimentare.



* Medico igienista preoccupato per la Salute Pubblica ed anche per il Rischio Sismico e Referente per la Provincia di Ferrara dell’Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Italia (International Society of Doctors for the Environment)

 

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