Quel mega biogas di Hera sconvolgerà salute, territorio, ambiente

Piccinini (M5S): "Il biogas a Crocetta è sovradimensionato. Previsti 50 camion al giorno, con aumento polveri sottili, causa di tumori. Cittadini non informati dai sindaci".

globalist syndication

globalist syndication

Redazione 21 marzo 2017

'Affollatissima l’assemblea pubblica di sabato 18 marzo nella saletta proiezioni della biblioteca comunale di Persiceto, indetta dal Meetup Persiceto 5 stelle – amici di Beppe Grillo per informare i cittadini sul megaimpianto di produzione di metano e di compost che la Hera SPA costruirà nei prossimi mesi in località Crocetta. La storia degli impianti di compostaggio della Crocetta è lunga e piena di ombre.
La storia del mega impianto a biogas a Crocetta
La società Nuova Geovis ottenne per una decina di anni dalla provincia l’autorizzazione “provvisoria”, rinnovata ogni anno, a stoccare rifiuti in modo indifferenziato, in attesa della messa a punto del sistema di compostaggio, fino a quando i privati, con i miliardi anticipati dai Comuni per il conferimento in discarica dei rifiuti, non furono in grado finalmente di comprarsi un impianto di compostaggio. Ma anche la storia di Hera SpA è piena di ombre.
La ex ACOSER, poi SEABO, poi Hera, abituata ad accordi diretti con le amministrazioni locali spesso all’insaputa dei consigli comunali, ottenne in gestione la rete idrica e quella del gas dal Comune di Persiceto. Cedendo gli impianti, il Comune abdicò alla propria capacità di determinare le tariffe, di riscuotere le bollette e di controllare un settore strategico come quello della erogazione di energia. Le bollette lievitarono, perché i costi del Consiglio di Amministrazione di Hera, per lo più costituito da politici rimasti “senza poltrona” e da ex amministratori pubblici, incidono, ovviamente, sul costo del gas. Nel frattempo Hera è diventata una multinazionale pluriservizi, con interessi nelle pompe funebri e nei cimiteri, nei rifiuti e nelle reti idriche...
Nel 2011 Hera Ambiente fu autorizzata dalla Provincia di Bologna ad ampliare la discarica della Crocetta per accogliere altre 300.000 tonnellate di rifiuti. La fine vita dell’impianto era prevista per il 2017-2018. Che cosa sta succedendo? Più che spiegabile dunque è l’interesse dei cittadini, ai quali le amministrazioni comunali non hanno detto niente, se non a cose fatte. Oltre a simpatizzanti del Movimento 5 stelle e a giornalisti, erano presenti tra il pubblico anche alcuni autorevoli esponenti del PD di Persiceto e di Sant’Agata, e numerosi cittadini, fra i quali anche diversi residenti alla Crocetta, intervenuti con domande, racconti di esperienze e proposte.
In cosa consiste il progetto di Hera?
E perché un’assemblea come questa, per spiegare ai cittadini il progetto di quattro biodigestori per produrre metano, non è stata promossa dalle amministrazioni comunali?
Forse perché il nuovo impianto è così invasivo che nessuno se ne vuol assumere la responsabilità?
Risponde Silvia Piccinini, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, alla quale non è stato ancora concesso di prendere visione dei verbali della Conferenza dei servizi dei Comuni Terre d’Acqua. Piccinini ha specificato che il biogas è stato voluto dalla Regione che di fatto ha imposto la realizzazione dell''impianto nel territorio di Terre d''Acqua, passando sulla testa dei cittadini. Nei particolari è entrato Stefano Poppi, dottore in Agraria, ed agronomo libero professionista, simpatizzante del Movimento 5 stelle. Dai loro interventi e dagli interventi dei presenti ricaviamo questo sintetico sunto, sperando di aver colto le cose più importanti.
Da 1 a 4 biodigestori
Inizialmente il progetto era molto più ridotto: prevedeva un biodigestore che era in grado di accogliere la massa dei rifiuti biologici del territorio di Terre d’Acqua. Nella versione finale, i biodigestori sono diventati quattro. Ognuno, della capacità di 1.800 metri cubi, è lungo circa 22 metri, e costa dai 5 ai 6 milioni di euro. Quando sarà completata, la centrale di produzione di biometano sarà in grado di assorbire circa 155.000 tonnellate di rifiuti, che arriveranno molto probabilmente da ogni parte d’Italia. Sono prevalentemente rifiuti organici da raccolta differenziata; in via eccezionale è previsto il ricorso al recupero della parte organica del rifiuto indifferenziato (FORSU). Non possiamo nasconderci però il pericolo insito dalla provenienza dei rifiuti organici in quanto non è dato sapere cosa intende Hera per "territorio" e vastità del territorio. Siamo ben a conoscenza del traffico illecito di rifiuti organici che attraversa l''Italia, facilmente dirottabili e utilizzabili in modo fraudolento negli impianti a biogas. In particolare quando si tratta di fanghi industriali e civili.
Cosa succederà a Crocetta?
I principali problemi che si incontreranno sono:
- il traffico di tir (45 – 50 ogni giorno) per conferire quotidianamente tonnellate di rifiuti agli impianti della Crocetta;
- le polveri sottili, che aumenteranno enormemente, causando una maggiore incidenza percentuale dei tumori del sistema respiratorio fra le cause di morte per malattia;
- un aumento delle allergie e delle irritazioni cutanee;
- viene promesso un miglioramento rispetto agli odori, ma tutto sarà da dimostrare con i fatti;
- si sospetta che nei prossimi anni Hera potrebbe allargare l''impianto ed occupare l''area limitrofa al di là della via Romita.
L’impianto, sovradimensionato rispetto alla capacità di conferimento dei rifiuti del nostro territorio, costerà complessivamente dai 50 ai 60 milioni di euro, una volta terminato e collaudato. Anche se Hera Ambiente ha una autorizzazione finalizzata alla produzione di compost, per i nuovi digestori il compost è un elemento del tutto secondario, uno scarto di lavorazione. Il vero business per Hera è il biometano, sostenuto dagli incentivi governativi. Di tutta questa ricchezza prodotta, ai cittadini nulla verrà in tasca.
Di certo 750mila euro sono già introitati dal Comune di S. Agata, che li ha ottenuti in cambio della disponibilità comunale a ricevere il nuovo insediamento sul territorio. Null''altro sarà riconosciuto da Hera al Comune di S. Agata qualora si verificassero problemi futuri. E'' scritto nella delibera di Giunta n. 9 del 28 gennaio del 2017.
'

commenti