Legambiente: "Il torrente Samoggia pieno di pesticidi pericolosi per la salute"

Decine i pesticidi rilevati nelle acque e diversi corsi d’acqua fuori norma. Dossier Pesticidi Emilia-Romagna di Legambiente, in collaborazione con l’Istituto Ramazzini e con l’associazione Nopesticidi.

Particolare dell'acqua nel torrente Samoggia

Particolare dell'acqua nel torrente Samoggia

Redazione 6 novembre 2017

Decine i pesticidi rilevati nelle acque, molti anche contemporaneamente. Rintracciate sostanze messe al bando da anni e diversi corsi d’acqua fuori norma. Lo ha rilevato Legambiente, che ha stilato il Dossier Pesticidi Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Istituto Ramazzini e con l’associazione Nopesticidi.


Per la zona di Terre d’Acqua il punto molto critico è il Torrente Samoggia, nella zona Forcelli-Trasversale di Pianura, proprio a ridosso dell’area ex Razzaboni, che nel 2015 ha avuto le più alte concentrazioni medie in particolare per il Metamitron, una sostanza chimica che è alla base di molti prodotti (es. Fitobiet, Goltix, classificati come nocivi) che vengono usati per il diserbo della barbabietola da zucchero.


Così scrive Legambiente:


I problemi maggiori nel 2016 appaiono localizzarsi nella zona di Bologna, Parma, Piacenza, Ravenna e Ferrara. I superamenti del limite di legge per quanto riguarda la media annua di concentrazione di pesticidi totali si riscontrano con valori notevoli nel Torrente Sillaro (BO), nel Cavo Sissa Abate (PR) e Po di Primaro (FE). Non mancano anomalie al Torrente Arda (PC), Canale Destra Reno (RA) in altri corsi d’acqua a Ferrara e Ravenna.


Per quanto riguarda, invece, l’anno 2015, punti di attenzione per le alte concentrazioni medie riguardano il Canale Emissario (MO), il Cavo Parmigiana-Moglia (MO), il Torrente Samoggia (BO), il canale circondariale gramigne Fosse a Comacchio (FE), il canale Lorgana nelle zone di Argenta (FE).


Da rilevare come le analisi disponibili non danno conto di tutte le sostanze immesse in ambiente. L’Emilia Romagna è tra le regioni con un maggior numero di sostanze ricercate (91), ma manca ancora un’indagine sistematica sul Glifosato – uno degli erbicidi più diffusi e sostanza ritenuta particolarmente pericolosa – come manca su quasi tutto il territorio nazionale, salvo Lombardia e Toscana. Le prime rilevazioni effettuate sul territorio regionale sembrano comunque testimoniare concentrazioni elevate.


I numeri massimi di sostanze fitosanitarie rilevate simultaneamente in un singolo prelievo nel 2016 emergono essenzialmente nel basso ferrarese (nel Po di Primaro, nel Canal Bianco e nel Canale Burana Navigabile) dove, nei campioni effettuati a maggio, si riscontra la simultanea presenza di oltre 30 pesticidi.


Sostanze legate alle pratiche agricole ma purtroppo abusate anche in aree urbane per la manutenzione del verde e la disinfestazione.


Effetti sulla salute umana


Il tempo di esposizione e l’azione combinata di più pesticidi, oltre alla quantità ed al tipo di sostanze, sono fattori di rischio da tenere in considerazione quando si parla di relazioni tra fitofarmaci e salute umana.


Le disfunzioni della tiroide sono molto comuni in presenza di un’esposizione prolungata agli Organoclorurati; inoltre le sostanze attive più frequentemente rilevate negli alimenti: dal Boscalid al Captano, passando per il Fosmet, il Metalaxil, l’Imidacloprid, il Dimetoato, e il ben noto Chlorpyrifos, sono state riconosciute da diversi studi scientifici come un interferente endocrino, capace di alterare il normale funzionamento del sistema endocrino e causare gravi danni all’organismo. Ad oggi poi, ci sono numerosi studi che mettono in relazione il consumo di acqua presumibilmente contaminata da pesticidi con un aumento dell’incidenza del morbo di Parkinson.


Inoltre L’International Agency for Research on Cancer (IARC), autorevole agenzia dell’OMS per la ricerca sul cancro, indica il glifosato come “probabile cancerogeno” anche per l’uomo. È comunque ormai documentato come questo principio attivo causi svariati danni alla salute umana: problemi ai reni, all’apparato linfatico e riproduttore, oltre a malattie neurodegenerative, in primis il Parkinson.


Altre ricerche evidenziano tra gli effetti collaterali del Glifosato squilibri nella flora microbica intestinale, infiammazioni, allergie alimentari, intolleranza al glutine.


Le NON risposte delle istituzioni


Nel 2014 il gruppo Pesticidi No Grazie, composto da numerose associazioni dell’Emilia Romagna, ha scritto a tutti i comuni dell’Emilia Romagna per chiedere di vietare l'impiego di qualsiasi prodotto fitosanitario e biocida nelle aree non agricole del Comune parchi, cigli stradali e ferroviari, fossi, viali, verde pubblico e privato, orti pubblici ecc...) utilizzando misure di controllo biologico, oltre ad altre misure informative per prevenire gli effetti dannosi dell’uso dei pesticidi tanto agli operatori agricoli che alle persone che transitano o abitano nei dintorni dei luoghi di utilizzo. Purtroppo solo pochi comuni hanno risposto alla lettera del comitato e nessuno ha comunque aderito alle richieste avanzate.


Potete scaricare QUI il Dossier sui Pesticidi di Legambiente.