'Ex Razzaboni: cancro per i residenti secondo l''Analisi di Rischio'

Piccinini (M5S): "Utilizzare parzialmente terreno contaminato per riempire gli scavi configurerebbe una diluizione dei contaminanti in violazione della legge".

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Redazione 23 maggio 2016

'Che tipo di bonifica si sta attuando nell''area ex Razzaboni, discarica abusiva a San Giovanni in Persiceto, in cui sono stati stoccati rifiuti tossici e pericolosi, tuttora sanzionata dalla Commissione europea?
Qual è il rischio cancro per i residenti?
Con quale materiale verranno riempiti gli scavi che hanno asportato terra ripiena di sostanze cancerogene?
Sono stati analizzati i prodotti agricoli coltivati a ridosso della discarica per evitare che vengano immessi sul mercato e nella catena alimentare prodotti cancerogeni?

Se lo è chiesto Silvia Piccinini, cittadina portavoce del Movimento 5 Stelle in Regione, che ha depositato il 23 maggio 2016 in Assemblea Legislativa una interrogazione a risposta scritta, attraverso cui è stato reso pubblico un documento importante, mai reso noto: l'“Analisi di rischio area ex Razzaboni”, commissionata dal Comune di San Giovanni in Persiceto alla ditta Ecologia Environmental Solutions Srl di Zola Predosa.

Scopo di questa analisi è dire al Comune “se la qualità dei terreni disponibili in sito sia o meno idonea per il riempimento degli scavi esistenti, identificando delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR) le aree di scavo”.

Tradotto significherebbe che stanno studiando se riempire gli scavi fatti per togliere materiale pieno di sostanze cancerose e pericolose, con la stessa terra inquinata le cui concentrazioni di sostanze cancerogene verrebbero diluite grazie al probabile miscelamento con terreno a norma. Tutto ciò in modo da rientrare nei parametri di rischio previsti dalla legge. Ciò è quanto si deduce leggendo la frase a pag. 3 dell’Analisi: “A fine lavori è previsto che i volumi di scavo vengano riempiti utilizzando interamente o parzialmente cumuli di terreno già presenti in sito i quali presentano alcuni superamenti delle Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC)".
Silvia Piccinini stigmatizza questo modo di operare nell''interrogazione: “Si potrebbe dedurre, quindi, un rientro a norma dei parametri tramite una diluizione dei contaminanti e ciò sarebbe in contrasto con la normativa vigente”.
Rischio cancro NON ACCETTABILE per i residenti
L''Analisi studia, attraverso complesse formule e parametri, quante probabilità hanno i residenti di contrarre il cancro in maniera ACCETTABILE o non ACCETTABILE. Sono proprio questi i termini usati, che comunque sottintendono il rischio che di cancro alla ex Razzaboni si possa morire: dipende solo da quanto tempo ci voglia per contrarlo.
In particolare – dice l''Analisi - il rischio per i Residenti, cioè per chi sta 24 ore al giorno in quella zona NON E'' ACCETTABILE, mentre per i Lavoratori, che stanno lì 8 ore al giorno è ACCETTABILE.
Siccome saranno i residenti ad accollarsi il rischio cancro, perchè non vengono interpellati dall''ente pubblico e si comunica qual è il loro rischio di contrarre il cancro? Perchè non si chiede se vogliono o no che gli scavi da cui sono state estratte sostanze cancerogene vengano riempiti con le stesse sostanze forse solo un po'' diluite?
Questo chiede alla Giunta regionale e all''assessore competente, Silvia Piccinini, oltre ad evidenziare che a ridosso della discarica ex Razzaboni ci sarebbero terreni agricoli coltivati per cui sarebbe “opportuno analizzare i prodotti agricoli al fine di verificare la presenza o meno di inquinanti cancerogeni, prima che vengano immessi nel mercato”.
Intervista a Luigi Gasparini, referente dell’Associazione Medici per l''Ambiente
Abbiamo sottoposto l''”Analisi di rischio” a Luigi Gasparini, Medico igienista preoccupato per la Salute Pubblica, referente per la Provincia di Ferrara dell’Associazione Medici per l''Ambiente ISDE Italia (International Society of Doctors for the Environment), per conoscere il parere di un esperto su questo delicato argomento.
“Prima di tutto come medico, io non ritengo che si possano fare dei calcoli ragionieristici e statistici di accettabilità di patologie tumorali e non solo tumorali: io non ritengo assolutamente accettabile un rischio cancerogeno di “1 alla dieci meno 6” e l’ho anche sempre detto pubblicamente, anche a Roma a Convegni organizzati dall’Istituto Superiore di Sanità. Spesso le Analisi di Rischio non vengono fatte da laureati in Medicina e/o Biologia e/o da Epidemiologi e/o da Tossicologi ma per la maggior parte da ingegneri e/o da laureati in discipline non sanitarie.
Io mi metto dalla parte di quell’uomo o di quella donna e in maniera particolare dalla parte di quel bambino o di quella bambina su un milione che contrarrà una patologia tumorale che porterà rispettivamente ad una morte precoce o precocissima: nel mondo biologico bisogna rispettare la vita di ciascun essere umano e nessuno ha il diritto di “condannare a morte” un altro essere umano, ma purtroppo la nostra normativa vigente permette queste “condanne a morte”.
Ma che bonifica si sta attuando nell''area ex Razzaboni?
Leggendo l''Analisi del Rischio ho capito che non si vuol fare una vera e propria bonifica: io spero tanto che la Conferenza dei Servizi non accetti questa analisi di rischio.
Dal punto di vista ambientale per esempio ritengo assurdo ciò che prevede l''Analisi a pag. 3:
“A fine lavori è previsto che i volumi di scavo vengano riempiti utilizzando interamente o
parzialmente cumuli di terreno già presenti in sito i quali presentano alcuni superamenti delle Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) definite nell’Allegato 5 del D.Lgs. 152/2006.”


A pag. 11:
“Le analisi dei terreni di fondo scavo, e dei cumuli che potrebbero essere riutilizzati per
il riempimento degli scavi stessi, presentano superamenti delle CSC di riferimento per alcuni parametri.”
Ritengo inoltre che lo scavo fino alla profondità di un solo metro non sia sufficiente considerando che i valori di alcuni parametri nel fondo dello scavo sono superiori alle CSC per zona residenziale/agricola. Secondo me, riempiendo i volumi di scavo utilizzando terreno “a norma” da mescolare al terreno dei cumuli di terreno già presenti in sito, i quali presentano alcuni superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) definite nell’Allegato 5 del D.Lgs. 152/2006, si attua un rientro a norma dei parametri tramite una diluizione dei contaminanti e ciò è in contrasto con la normativa vigente.
Pertanto, a mio giudizio non si può utilizzare interamente terreno contaminato per riempire gli scavi perché è in contrato con la legge e/o con il buon senso, e non si può neanche utilizzare parzialmente terreno contaminato perché si configurerebbe una diluizione dei contaminanti in violazione della legge.
L''Analisi sostiene che il rischio di cancro è accettabile per via inalatoria e da falda. Cosa ne pensa?
"A mio giudizio, non sono stati adeguatamente considerati il rischio inalatorio per i residenti e per gli abitanti delle zone circostanti, il rischio di ricaduta atmosferica e di trasporto (acque di falda e acque superficiali) dei contaminanti nei terreni circostanti e il rischio di ingresso dei contaminanti nella catena alimentare del terreno contaminato e del terreno circostante (purtroppo su questo argomento la normativa è carente)".

La portavoce regionale Silvia Piccini nella interrogazione, così come il dottor Luigi Gasparini, esperto di salute pubblica, mettono in evidenza un passaggio chiave dell’analisi di Rischio e ritengono preoccupanti le affermazioni di pag. 33 in riferimento rispettivamente alle Tab. 13 e 14 in cui è scritto:
“Come evidenziato dalla tabella precedente, il RISCHIO cancerogeno R, l’Indice di Pericolo HI e l’indice di Rischio Risorsa Idrica delle singole generato delle concentrazioni CRS risultano NON ACCETTABILI. In particolare PCB (tot e dl) Benzo (a) pirene e Cobalto presentano ciascuno singolarmente rischi non accettabili.
Di seguito, il rischio cumulativo generato delle sostanze contaminanti alla concentrazione CRS risulta conseguentemente anch’esso NON ACCETTABILE.”
“Il rischio DIRETTO cancerogeno (R) e non Cancerogeno (HI) generato dalle singole ed il loro rischio cumulativo, negli scenari Outdoor considerati, risulta NON ACCETTABILE”.
"QUI" potete trovare l''interrogazione della cittadina portavoce in Regione del Movimento 5 Stelle, Silvia Piccinini, con l''Analisi di Rischio.