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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
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Scuola

Fondazione Aldini Valeriani, il 90% degli allievi trova lavoro

Ogni anno 400 persone frequentano i corsi della Fondazione Aldini Valeriani, fiore all'occhiello per la formazione, e il 90% trova lavoro.

GIACOMO TREPPO
mercoledì 17 maggio 2017 15:30

Viviamo in una società dove pare essere centrale il tema della libertà. Ognuno la chiama a modo proprio, ognuno dà un concetto diverso alla stessa parola. Ultimamente poi si è parlato molto di libertà di licenziare. E' bello invece poter scrivere di libertà di assumere e di chi investe per assunzioni specializzate.
E' quanto sta realizzando Confindustria Emilia attraverso la Fondazione Aldini Valeriani, che ha come soci l'associazione degli imprenditori emiliani e il Comune di Bologna, fiore all'occhiello di una città importante e culturalmente vivace come Bologna. Nello statuto della Fondazione Aldini Valeriani oggetto dell'attività è "favorire lo sviluppo della cultura tecnica e supportare le imprese". Nella realtà di tutti i giorni, la missione è creare servizi e occupazione ad hoc per le esigenze del tessuto imprenditoriale territoriale. L'appuntamento è per le due del pomeriggio e mentre aspettiamo Carlotta Bianchi (Responsabile IeFP e Progetti Inclusione), io e Carla Tolomelli (Responsabile area inserimento al lavoro) facciamo due chiacchiere. Il suo settore è strategico ai fini del benessere, di quello vero, sociale ed individuale assieme. Carla Tolomelli segue e coordina i corsi di formazione professionale della Fondazione Aldini Valeriani. Aiuta persone dai 18 ai 65 anni, disoccupati, cassa integrati o lavoratori che vogliono mettersi in gioco per specializzarsi, a trovare un lavoro. Non lo fa con proseliti ma creando corsi di formazione ad hoc su profili professionali richiesti dalle aziende. Il finanziamento spesso è pubblico, alcune volte vengono proposti corsi a pagamento. Dietro ognuno di questi corsi, sempre, c'è un'esigenza imprenditoriale di professionalità specializzate.

Chi frequenta i corsi delle Aldini Valeriani al 90% trova lavoro

"Dove non arriva la scuola, più teorica, riesce la Fondazione Aldini Valeriani improntata a un pragmatismo occupazionale" spiega Carla Tolomelli "e tutti, alla fine, hanno la possibilità di fare stage aziendali. Non sono formalità inutili e demansionate, ma primi appuntamenti per creare una conoscenza fra chi cerca e chi vuole offrire lavoro."
Ai corsi o ai percorsi di consulenza orientativa seguono i tirocini nelle imprese. Tolomelli racconta con un moto d'orgoglio che "quasi il 90% degli allievi viene poi inserito nel mondo del lavoro e considera che seguiamo 400 persone." Quindi non è sono solo attraverso i corsi professionali che si trova sbocco occupazionale. Vi è anche, come detto in premessa, una consulenza alla persona. "Perdere il proprio posto di lavoro, tanto più per chi ha fatto la stessa mansione per decenni, può essere una mezza tragedia. E' un duro colpo da mandare giù."
Spesso, nel corso del nostro colloquio, userà l'espressione "prendere coscienza di sé". Carla racconta l'esempio di un operaio che dopo vent'anni di lavoro si era improvvisamente trovato disoccupato. "Oltre a doti meccaniche e pratiche, era un organizzatore di viaggi e gite parrocchiali, eppure si sentiva depresso per la perdita del lavoro. Aiutare le persone a prendere coscienza di sé significa questo: l'operaio disoccupato con buone doti organizzative potrà implementare un curriculum con indicazioni su attitudini che possono aiutarlo a trovare un altro lavoro, magari anche con mansioni più importanti. Oppure essere attivo nel volontariato, con un conseguente beneficio per lui e per la società". Non è l'unico esempio. Alla Fondazione Aldini Valeriani hanno scoperto che molti operai disoccupati sanno usare il CAD, richiestissimo dalle aziende, e sottovalutano questa loro conoscenza. Altri hanno una spiccata manualità, che può spendersi in ambiti non solo metalmeccanici.

"Lo stage o il periodo di prova è una opportunità non uno sfruttamento"

"Sui giovani dobbiamo lavorare molto anche sul carattere e il modo di rapportarsi." Mi racconta sempre Carla Tolomelli che vengono impartite anche regole di relazioni più industriali che scolastiche. "Il tu è diffuso nella società, ma in azienda ci sono ruoli e funzioni con cui bisogna sapersi rapportare correttamente... quando si manda un curriculum non si può usare la mail con il soprannome che ti danno gli amici...".
"A volte incontriamo problemi di natura culturale. E non parlo provenienze o religioni. I partecipanti ai corsi formativi della Fondazione Aldini Valeriani provengono da diverse regioni del mondo, ma dell'approccio dei giovani e delle persone in generale alle nuove modalità di inserimento lavorativo, in particolare ai tirocini. Molti pensano sia sfruttamento del lavoro, non intuendo che invece è un'occasione d'oro per farsi conoscere a livello imprenditoriale". Entrare nel mondo del lavoro non è semplice, tanto più quando viene richiesta una specializzazione mansionale molto elevata. "Un primo periodo di prova va vissuto come un possibile trampolino di lancio, e non lo sfruttamento di un'azienda." Mentre l'ascolto mi faccio l'idea che la Fondazione è un'impresa (nel senso più antropologico del termine) dove entrano disoccupati ed escono lavoratori al 90% di successo. Alle diverse idee che si possono avere sulla realtà, viene risposto con il pragmatismo.

Curiosità e voglia di imparare sono le carte vincenti per l'assunzione

"Alle aziende" mi racconta ancora Carla "a parità o quasi di competenze e capacità professionali, interessa chi si mette in gioco, chi ha voglia di imparare... la curiosità!".
Per questo vi è una formazione a 360 gradi non solo in ambito tecnico e manuale, ma anche psicologico, nel tirare fuori attitudini che a volte si nascondono dietro un pizzico di timidezza o insicurezza. Così come un buon operaio deve limare un pezzo, anche loro vedono di smussare gli angoli troppo aspri. Perché, le dico, ormai lo penso da tanto tempo: la libertà non è viaggiare per il mondo e non è la vita che si vede nei film, ma avere salute & lavoro. Sono due componenti indispensabili per potersi poi realizzare nella vita privata, per avere una vita. Prendere disoccupati (avete mai provato periodi senza un lavoro?) che per forza di cose risentono anche a livello umorale, e dare opportunità reali di occupazione significa, a mio modesto avviso, correggere i difetti del nostro sistema economico. C'era un sociologo austriaco, non ricordo il nome, che disse una frase del tipo "una società corretta è quella dove i primi pensano agli ultimi." Confindustria Bologna e il Comune hanno creato una Fondazione di cui andare fieri anche e soprattutto a livello sociale, non solo economico.
Intanto, per chi volesse saperne di più, può scrivere a carla.tolomelli@fav.it oppure visitare il sito della Fondazione Aldini Valeriani o la pagina Facebook https://www.facebook.com/FAVgiovani/ .