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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
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Ambiente

Biometano a S. Agata. I guadagni di Hera e i rischi per i cittadini

135mila tonn./anno di rifiuti da tutta Italia. Aumenteranno le immissioni nell'aria di anidride carbonica e polveri sottili per i cui sforamenti c'è già infrazione europea.

La Redazione
giovedì 4 maggio 2017 14:26

I relatori presenti all'incontro del 12 aprile a S. Agata bolognese
I relatori presenti all'incontro del 12 aprile a S. Agata bolognese

Sarà forse uno degli impianti di biometano più grandi d'Italia, sicuramente diventerà il gioiello di Herambiente, che a Sant'Agata bolognese ipoteca il suo futuro garantendosi fin d'ora notevoli vantaggi economici in forma di incentivi statali, che dal 2018 arriveranno alle aziende che investiranno in biometano. La realizzazione dell'impianto a biometano sta per partire e Herambiente prevede che il primo giugno 2018 i 4 biodigestori verranno alimentati con i rifiuti organici. Occorreranno poi altri 3 mesi perché vadano a regime e dal primo settembre 2018 verrà immesso nella rete Snam il primo biometano prodotto a S. Agata. Per funzionare ci sarà bisogno di 135mila tonnellate all'anno di rifiuto organico, molto di più di quanto si produce in zona, tenendo presente che l'organico delle province di Bologna e Modena arriva al massimo a 90mila tonn./anno. Di certo quindi non saranno rifiuti a km zero, ma occorrerà ad Herambiente un bacino molto più vasto. Rifiuti che produrranno 7,5 milioni di metri cubi di biometano all'anno.

Chi ci guadagna? Chi ci rimette?

Per Hera sarà un grande successo praticamente a rischio zero d'impresa, anche se con un investimento iniziale di 30 milioni di euro.
Per il Comune di Sant'Agata significherà introitare 750mila euro come indennizzo, che però non è stato assicurato dal Sindaco che andranno totalmente a beneficio di opere di mitigazione dell'impatto ambientale.
Per i cittadini di Crocetta di Sant'Agata e per parte del territorio di Persiceto la convivenza con il mega impianto si prospetta difficile fin da ora.

Non esiste una legge che tutela dalle emissioni odorigene

C'è un particolare importante evidenziato da Arpae: sulle emissioni odorigene (esalazioni per i processi di trasformazione del rifiuto organico, fanghi e cellulose) non c'è alcuna legge che dia indicazioni specifiche.
Quindi se succederà quello che è accaduto alla signora di Crocetta che abita vicino alla discarica, costretta per otto anni a vivere fuori casa perché dal cumulo del verde lasciato all'aperto si sprigionava un odore ammoniacale che le impediva di respirare, non ci sarà nessuna legge in difesa dei cittadini. Su questo punto sembra però che il Comune di S. Agata abbia ottenuto da Herambiente importanti modifiche migliorative all'impianto, che spiegheremo in seguito.
Il colosso Hera quindi costruirà il suo impero, mentre i cittadini che abitano nelle zone limitrofe vedranno non solo svalutate le loro case, ma ci potrebbe essere il rischio di sviluppare problematiche di salute al momento non valutabili. La cosa certa è che aumenteranno le emissioni di CO2, in seguito al processo di trasformazione (55% metano, 45% Co2), così come non sono quantificabili le problematiche sugli odori.

I miglioramenti rispetto al progetto originario

Il 12 aprile scorso a S. Agata il sindaco Giuseppe Vicinelli ha convocato una riunione informativa perché Emanuel Zamagni, ingegnere di Herambiente, potesse spiegare alla cittadinanza come funzionerà l'impianto di biometano. La stessa cosa che è successa il 4 maggio a Persiceto. L'ingegner Zamagni è molto smart e ha spiegato con le sue slide (diapositive) l'innovatività dell'impianto. Il metano verrà prodotto in un'ottica di riciclaggio dei rifiuti organici e della cellulosa (potature), anziché da estrazioni di materiale fossile. Inoltre la parte di materia del rifiuto verrà recuperata come compost di qualità. E fin qui è davvero una bella pensata.
Rispetto al progetto originario ci sono importanti novità.
1) La discarica di Crocetta, che si trova limitrofa all'impianto di biometano, chiuderà definitivamente, azzerando il traffico di camion che lì conferivano i rifiuti.
2) Il metano prodotto verrà direttamente immesso nella rete Snam e non ci sarà più la piazzola per i carri bombolai (la piazzola è stata stralciata per l'intervento della Soprintendenza archeologica e paesaggistica perché sarebbe stata realizzata nella zona di tutela paesaggistica).
3) In seguito all'intervento del Comune di S. Agata che ha ascoltato gli abitanti di Crocetta, Hera ha concesso delle migliorie importanti: l'impianto sarà dotato di apposite porte per impedire che gli odori si propaghino all'esterno. Infatti nel progetto originario i camion con i rifiuti organici entravano nell'impianto da un varco che veniva lasciato aperto. Per il contenimento degli odori, i locali saranno chiusi e dotati di impianto di aspirazione e sono state eliminate le vasche di percolate aperte.
4) Realizzazione di locali chiusi per lo stoccaggio di potature e compost.
5) Per evitare eccessivo rumore ventilatori e compressori saranno in locali insonorizzati.
Che il problema degli odori sia un punto nevralgico ne è consapevole anche Herambiente che ha previsto campagne semestrali di monitoraggio degli odori, per i primi due anni la installazione di "nasi elettronici", monitoraggio dei sistemi di abbattimento (biofiltri), tra cui le concentrazioni di odore e ammoniaca.

Chi era a conoscenza del progetto del biometano?

Valerio Marroni, responsabile di Arpae ha evidenziato come si fossero già svolte 5 conferenze dei servizi (il 3/12/15, il il 21/6/16, il 11/10/16, il 28/11/16 e seduta conclusiva il 01/03/2017), pubblicate sul Bollettino della Regione Emilia-Romagna, perché chi volesse potesse fare osservazioni, ma nessuno le ha fatte (c'è stata una osservazione fuori tempo di Arpae). Alle conferenze erano stati coinvolti i Comuni di S. agata, Crevalcore, Anzola, Calderara, Sala e Persiceto. Solo S. Agata ha partecipato a tutte le conferenze. Anzola, Calderara, Sala e Crevalcore mai, salvo poi rivendicare, quest'ultimo, una parte dei 750mila euro arrivati a S. Agata. Persiceto solo dal 28/11 perchè il Comune era direttamente interessato.
Resta il fatto del perché i cittadini siano stati informati solo ad iter ormai concluso, impedendo così la loro partecipazione. Numerose domande del pubblico, durante la serata del 12 aprile, hanno riguardato questo punto.
Rimangono inoltre questioni irrisolte che sono state esposte attraverso le domande dei cittadini presenti.
Gli impianti a biogas sono a forte rischio di esplosione. A Biella sono stati bloccati perché non rispettavano la distanza di legge dalle case. Qui ci sono case vicine. Sono rispettate le distanze?

Le richieste e le proposte del Movimento 5 Stelle

La consigliera regionale del M5S Silvia Piccinini era presente alla serata. "Qual è il rischio di impresa per Hera? - ha chiesto - Qual è il piano industriale di Hera? Hera come guadagna dai rifiuti? Ho come l'impressione che Hera massimizzi i profitti e che gli svantaggi saranno tutti a carico dei cittadini. Alle conferenze dei Servizi i Comuni che non erano presenti hanno svenduto la salute dei loro cittadini. L'Emilia-Romagna è già in infrazione europea per lo sforamento delle PM 10, le polveri sottili che indicano l'inquinamento. Questo impianto quanto aumenterà il problema delle PM10?".
Silvia Piccinini ha chiesto ai Sindaci dei Comuni interessati di sottoscrivere una lista di impegni per tutelare il più possibile salute e territorio.
"Lo riteniamo un atto di responsabilità da parte soprattutto di quei primi cittadini che hanno disertato la conferenza di servizi, lasciando di fatto mano libera ad Hera". Non è la solo richiesta del M5S. Stop ad un futuro ampliamento, la nomina di un ente terzo per effettuare verifiche periodiche sull'impianto, l'impegno che i soldi pagati da Hera siano interamente investiti per migliorare l'impianto ambientale.