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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
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Cultura

Spizzichino e computer art: Geometrie, natura e immaginario

"Geometrie della natura e dell'immaginario" è la mostra di Aldo Spizzichino, fisico ed esponente della computer art. A Bologna in via Pietralata 16/b dal 18 marzo al 1 aprile 2017.

L'ATELIER
giovedì 16 marzo 2017 20:01

"Geometrie della natura e dell'immaginario" è la mostra delle opere di Aldo Spizzichino, fisico ed esponente artistico della computer art, che si tiene a Bologna in via Pietralata 16/b dal 18 marzo al 1 aprile 2017. Organizzatrice della mostra è l'associazione L'Atelier di San Giovanni in Persiceto. Inaugurazione sabato 18 marzo alle ore 17. Ingresso libero. La mostra sarà aperta giovedì, venerdì e sabato dalle 17 alle 19.30.

L'attività artistica di Aldo Spizzichino - che ha alle spalle anni di ricerca nel campo della fisica - si pone in modo originale sul confine tra arte e scienza, esprimendo un linguaggio creativo a metà strada tra una concezione classica dell'arte e un utilizzo critico delle tecnologie contemporanee. Spizzichino si serve infatti della grafica computerizzata per esprimere visivamente concetti matematici, dando forma concreta a nozioni scientifiche.
L'originalità e la ricchezza di senso di questo percorso sono dovuti anche alla scelta di lavorare con un software costruito personalmente e basato sulla grafica vettoriale, che consiste nella produzione di immagini attraverso algoritmi di calcolo che assegnano coordinate e valore cromatico ad ogni punto. In questo modo, il "mezzo" matematico diventa parte integrante del processo artistico, rappresentando l'essenza stessa delle forme che andranno a comporre l'immagine - un'immagine grafica che, a differenza di molta arte digitale, è pensata per essere fruita su carta, non su monitor, trovando quindi piena espressione nella forma "classica" del quadro.

A partire dallo studio dei poliedri regolari e semi-regolari, Spizzichino passa in rassegna la gamma infinita delle trasformazioni geometriche attraverso le quali si possono ottenere effetti ottici pseudo-3D. Da un lato, soprattutto nell'uso dell'effetto moiré, emerge il riferimento all'arte optical sviluppatasi negli Anni Sessanta, rispetto alla quale gli effetti ottico-percettivi e la libertà immaginativa sono amplificati grazie ai nuovi strumenti tecnologici; dall'altro lato, non si può non pensare all'esempio surreale e ipnotico delle composizioni grafiche di Escher, che attraverso le regole delle trasformazioni geometriche ricopre il piano di animali ed elementi fantastici.
L'idea di fondo è quella di raccontare proprietà matematiche o processi fisici attraverso una rappresentazione concreta, visibile, che vada oltre la fredda schematicità delle formule.
Tra gli esempi più affascinanti, le opere in cui viene data rappresentazione grafica di concetti matematici estremamente complessi (e per questo particolarmente intriganti), quale per esempio la sezione aurea, utilizzata da artisti e architetti fin dall'antichità per il calcolo delle proporzioni, che trova concreta formulazione visiva attraverso al richiamo ad alcune sue sorprendenti proprietà. Grazie alla capacità di Spizzichino di veicolare la matematica in forme evocative e riconoscibili, l'immagine che scaturisce da questo processo grafico diventa per lo spettatore un'esperienza conoscitiva, oltre che estetica. L'approccio all'opera si trasforma così in un viaggio in un territorio magico, in bilico tra realtà e immaginazione, astrazione e concretezza.

Biografia

Aldo Spizzichino, nato a Tiglieto (GE) nel 1941, si è laureato in Fisica a Bologna, dove attualmente vive e lavora. Contestualmente al suo impegno nel campo della ricerca astrofisica, ha praticato varie esperienze di tipo artistico, particolarmente nel campo dell'espressione grafica, in cui si è cimentato in diversi settori: dalla fotografia all'incisione, dalla realizzazione di logotipi e manifesti, alla computer art.
È in questo settore, della ricerca artistica al computer, che ha raggiunto i risultati più personali e interessanti. Un lavoro pionieristico, iniziato ben prima dell'avvento dei personal computer e dei software commerciali, che prosegue tuttora con immutata vocazione e ingegnosità artigianale. Filo conduttore di questa ricerca è la traduzione in termini estetici di strutture matematiche che presiedono al generarsi delle forme naturali: al messaggio estetico si accompagna dunque un aspetto più concettuale di scoperta e di conoscenza.