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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
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Cultura

Per la giornata della Memoria la storia della famiglia che salvò gli ebrei

Il 21 Gennaio 2017 alle 10.30 si inaugurerà al Palazzo SS. Salvatore a Persiceto la mostra documentaria "I samaritani di Markowa", che rimarrà aperta sino all'11/02/17.

L'ATELIER
domenica 15 gennaio 2017 21:22

Sabato, 21 Gennaio 2017 alle ore 10.30 si inaugurerà al Palazzo SS. Salvatore, a San Giovanni in Persiceto, la mostra documentaria dedicata alla Giornata della Memoria dal titolo "I samaritani di Markowa".
La mostra curata dalle associazioni culturali "L'Atelier" di Persiceto e "Via dell'Ambra" di Savignano sul Panaro, ha il patrocinio del Comune di San Giovanni in Persiceto e dell'Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma.
Orari: Da Lunedì a Venerdì 10.00-12.00 e 16.00-18.00. Sabato 10.00-12.00

LA FAMIGLIA POLACCA DEGLI ULMA TRUCIDATA DAI TEDESCHI PER AVER SOCCORSO GLI EBREI

Il 24 marzo del 1944, durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi assassinarono tutti i componenti della famiglia polacca Ulma insieme agli ebrei da loro nascosti, appartenenti alle famiglie Didner, Grȕnfeld e Goldman. Il villaggio di Markowa, dove ebbe luogo la tragedia, è situato nel sud-est della Polonia, non lontano dalla città di Łańcut, a 300 km circa da Varsavia. Nel periodo tra le due guerre il villaggio contava 4500 abitanti, tra cui circa 120 ebrei. Il Movimento popolare a carattere patriottico, allora forte sul territorio, contribuì alla formazione dell'élite locale composta da contadini istruiti capaci di gestire e amministrare la loro attività agricola in maniera moderna, ma nel contempo legati alla loro fede cattolica e rispettosi dei comandamenti dei vangeli.
Wiktoria Niemczak e Jŏzef Ulma erano ben radicati in quell'ambiente. Si sposarono nel 1935 e presto ebbero dei figli: Stasia (Stanisława), Basia (Barbara), Władzio (Włodzimierz), Franuś (Franciszek), Antoś (Antoni), e Marysia (Maria).
Nel 1942 i tedeschi che occupavano il territorio polacco sterminarono la maggior parte degli ebrei di Markowa. Il 13 dicembre del 1942 costrinsero alcuni abitanti del villaggio, minacciandoli di morte, a indicare i luoghi dove si nascondevano gli ebrei fuggiaschi. I 25 ebrei catturati furono trucidati il giorno successivo dalla gendarmeria tedesca. I drammatici eventi non impedirono tuttavia ad altre famiglie polacche, nove in tutto, di continuare, pur consapevoli dei rischi, a offrire ospitalità e a nascondere gli ebrei. Una di quelle famiglie erano gli Ulma. Nella primavera del 1944 la famiglia venne però denunciata alle autorità tedesche, probabilmente da un funzionario della Blau Polizei di Łańcut. Il 24 marzo del 1944 i gendarmi tedeschi giustiziarono tutti i polacchi, compresi i sei figli di Ulma e la moglie Wiktoria, all'epoca in attesa del settimo bambino, insieme agli ebrei da loro soccorsi (Saul Goldman e i suoi quattro figli chiamati "Szalla", due figlie e una nipote di Chaim Goldman di Markowa, probabilmente Lea Didner insieme alla figlia di cui nome rimase sconosciuto, e Golda Grȕnfeld). Fino alla fine dell'occupazione tedesca sopravvissero, nascosti nelle case dei contadini a Markowa, in tutto 21 ebrei.
Nel 1995 lo stato di Israele ha riconosciuto Jŏzef e Wiktoria Ulma GIUSTI FRA LE NAZIONI. Nel 2003 la chiesa ha iniziato il loro processo di beatificazione. A marzo 2016 a Markowa è stato inaugurato il Museo dei Polacchi che Salvarono gli Ebrei durante la seconda guerra mondiale, intitolato alla Famiglia Ulma.