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Politica

Il testo dell'art. 70 sul bicameralismo se vince il SI': una gran confusione

Il testo del nuovo art. 70 sul bicameralismo fa capire che la proposta di riforma invece che semplificare il processo legislativo, lo rende solo più complicato e confuso.

ANPI
giovedì 1 dicembre 2016 21:07

Riceviamo dall'Anpi di Calderara di Reno e volentieri pubblichiamo.

IL SUPERAMENTO DEL BICAMERALISMO PARITARIO

Il prossimo 4 dicembre siamo chiamati a votare al referendum per la conferma o meno della riforma costituzionale voluta da questo governo ed approvata a maggioranza semplice e contro il parere di tutte le opposizioni, di destra e di sinistra.
Quali che siano i pregi ed i difetti del governo in carica, va tenuto ben distinto il giudizio sui suoi atti di ordinaria amministrazione da quello sulla riforma della Costituzione.
Non dobbiamo, cioè, legare la sorte della riforma della Costituzione al governo oggi in carica, né per il SI né per il NO.
E' per questo motivo che come ANPI cercheremo di spiegare perchè siamo contrari a questa riforma, attraverso l'illustrazione di alcuni temi. Di seguito affronteremo il tema del superamento del bicameralismo paritario.

Le motivazioni del governo per il superamento del bicameralismo paritario.

La versione ufficiale è che il bicameralismo paritario non funziona per il doppio passaggio delle leggi fra Camera e Senato e che bisogna semplificare e sveltire le procedure (obiettivo condivisibile da tutti). Basta leggere il nuovo art. 70 (e confrontarlo con quello precedente, nato con la Costituzione), riportati entrambi integralmente sotto, per capire che la proposta di riforma invece che semplificare il processo legislativo, lo rende solo più complicato e confuso.
Il testo dell'art. 70 prolisso e tortuoso, irto di commi e codicilli, e di rimandi ad altri articoli è fatto per confondere le idee, per tenere lontano i cittadini dalla Costituzione. La procedura bicamerale di approvazione delle leggi perdura, inoltre, per amplissime tipologie (oltre che nell'art. 70, negli articoli 57, 65, 72, 80, 114, 116, 117, 119, 120, 122 e 132). Ancora più intricato è il percorso bicamerale della conversione in legge dei decreti-legge (art. 77). Nessuna semplificazione, quindi, ma la moltiplicazione dei processi legislativi, la complessità delle procedure e il potenziale proliferare dei conflitti fra Camera e Senato, fra Stato e Regioni. Una difficoltà di funzionamento del Parlamento per favorire la supremazia del governo ed il suo potere. Quel che cambia davvero è la natura del Senato che non voterà più la fiducia al governo e che sarà composto da sindaci o consiglieri regionali non eletti direttamente dai cittadini (art. 57).

Art. 70 attuale

1. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Art. 70 modificato, che verrà approvato se vince il SI'

1*. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per
a) le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'art. 71,
b) per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni,
c) per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea,
d) per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui all'articolo 65, primo comma,
e) e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate, o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma.
2. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati.
3. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata.
4. L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nei termini di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte da Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti.
5. I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione.
6. I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti.
7. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati.

* L'articolazione in paragrafi del punto 1 è fatta da noi per facilitarne la lettura. Nel testo della riforma è un unico periodo continuo separato solo da virgole.

Questo è uno dei motivi per cui come ANPI diciamo NO a questa riforma costituzionale.