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Globalist:
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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
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Politica

Galletti: "I soldi ci sono. Bonifica entro il 2018 nella massima trasparenza"

Il Ministro Galletti: "Non riesco a venire qui a dire come siamo stati bravi. Dal 2001 al 2016 è un periodo lungo. Che ci sia qualcosa che non quadra è evidente".

La Redazione
lunedì 7 novembre 2016 19:44

Cittadini presenti all'assemblea sulla ex Razzaboni
Cittadini presenti all'assemblea sulla ex Razzaboni

"Non riesco a venire qui a dire come siamo stati bravi. Dal 2001 al 2016 è un periodo lungo e non è un risultatone. In tutto questo iter che ci sia qualcosa che non quadra è evidente".
Queste sono le parole con cui Gian Luca Galletti, Ministro all'Ambiente, ha iniziato il suo intervento durante l'assemblea pubblica sulla bonifica della discarica abusiva ex Razzaboni, che si è svolta sabato 5 novembre a San Giovanni in Persiceto.
Dopo gli interventi dell'assessore regionale Paola Gazzolo e del sindaco Lorenzo Pellegatti, che lo avevano preceduto, inneggiando al grande risultato conseguito dalla giunta precedente e da quella attuale che hanno portato dopo 15 anni ad una mezza bonifica, le parole del Ministro hanno inquadrato nella giusta ottica la vergogna di un'area con rifiuti pericolosi dimenticata dal 2001 al 2016 e la cui bonifica è partita solo nel 2015 dopo l'intervento dell'Europa con le sue sanzioni allo Stato italiano e grazie alle pressioni del Movimento 5 Stelle e di Controcorrente, tacciato di allarmismo dal precedente sindaco.

"Ho sentito che l'intera bonifica finirà il 31/12/2018 - prosegue il Ministro - anche se il sindaco ha già detto che slitterà. I soldi ci sono. In tutta Italia abbiamo stanziato 6 miliardi. Ho bisogno di amministratori locali che spendano bene le risorse e in fretta. Io sono qui a raccomandarmi di finire nei tempi prestabiliti e nella massima trasparenza".
Per la ex Razzaboni sono già stati spesi 3,5 milioni di euro e altri 4 milioni sono stati stanziati per bonificare l'area Mise, ancora di proprietà di Luca Razzaboni, che dovrà essere espropriata. In tutto sono più di 20 tonnellate di sostanze pericolose, tra cui probabilmente anche amianto, che devono essere rimosse ed inviate in impianti autorizzati al trattamento.

"Pensate - ha detto il sindaco Lorenzo Pellegatti - cosa avremmo potuto fare in questo territorio con 7,5 milioni di euro, che invece abbiamo dovuto spendere per bonificare un sito che un imprenditore senza scrupoli ha inquinato. Questo mi fa muovere le viscere...".

Il Ministro ha ribadito che la posizione di Persiceto è stata stralciata dall'Europa e che quindi non devono più essere pagate multe. A questo proposito esiste un carteggio del Ministero delle Finanze che invece dichiara che la prima e la seconda multa, per un totale di 800mila euro, sono state pagate. Sicuramente non ricadranno sul Comune di San Giovanni, ma in un modo o nell'altro le pagheremo tutti noi.

Alla fine degli interventi molti cittadini avrebbero voluto porre domande, non previste dagli organizzatori dell'assemblea, che in questo non hanno brillato in trasparenza, così come richiesto dal Ministro.
In molti dei presenti sono rimasti i dubbi su come verrà tutelata la salute dei cittadini e se e come verrà bonificata la prima falda, che è totalmente inquinata. La consigliera regionale Silvia Piccinini del M5S è riuscita ad intervenire per ribadire che "la Regione Emilia-Romagna non ha mai realizzato un piano delle bonifiche ed un'anagrafe dei siti a rischio".

A fine serata l'ex assessore all'ambiente di Persiceto, Andrea Morisi, che per più legislature non è sembrato affatto preoccuparsi della discarica exRazzaboni, ha regalato al Ministro una teca con all'interno una serie di scarafaggi coprofagi (cioè mangiatori di escrementi) che Morisi sta allevando in grande quantità per ripulire l'ambiente.
"Mi regalate i 'burdigoni'?" ha scherzato il Ministro. Poi ha sceso le scale ed attraversato la piazza senza la teca con gli scarafaggi coprofagi sotto il braccio.