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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
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Politica

Ex Razzaboni: amianto, bugie e larvate minacce dal Pd persicetano

Il segretario del Pd persicetano, Michael Santi, si appella al sindaco civico Lorenzo Pellegatti per zittire l'informazione a suo dire "allarmista".

Carlo D'Adamo
giovedì 3 novembre 2016 15:25

In primo piano l'area dove sono stati trovati a 1 metro di profondità le diossine
In primo piano l'area dove sono stati trovati a 1 metro di profondità le diossine

Cara Sara Accorsi (capogruppo gruppo consiliare democratico),

nel numero di ottobre di Carta Bianca c'è un brutto articolo, firmato PD Persiceto, al quale tu presti il tuo sorriso e alcune affermazioni. Poiché non si capisce bene se le cose non vere che vengono sparse con noncuranza qua e là nell'articolo siano attribuibili a te o siano frutto di una sintesi redazionale che ha mescolato interventi diversi, mi rivolgo a te, persona che stimo (ti seguo su Borgo Rotondo) e che forse non è stata informata a sufficienza sulle bugie della passata amministrazione a proposito dell'area Razzaboni.
Mi riferisco a quando, nella nostra inchiesta su Controcorrente (controcorrente.globalist.it), che puoi leggere per informarti, riportando i dati di una relazione e di un grafico del Corpo Forestale dello Stato, affermavamo che nell'area Razzaboni era stato stoccato anche dell'amianto. L'ex sindaco si fece intervistare da Trombetta del Carlino, dichiarando che non era vero niente e che noi eravamo passibili di essere denunciati a chi di dovere per diffusione di notizie false e tendenziose. Ma la presenza di consistenti quantità di amianto, come puoi verificare anche tu, si trova scritta, nero su bianco, anche su SILVAE, una bella rivista della Forestale, Anno VII, n. 15/18, in un bell'articolo firmato dal Comandante Giuseppe Giove, e dal vicecomandante, Ernesto Crescenzi.

Ora, poiché non c'è dubbio che il Comune di Persiceto è parte lesa (su questo siamo tutti d'accordo) non si capisce perché l'ex sindaco, invece di utilizzare l'inchiesta della Forestale per mettersi apertamente dalla parte dei cittadini (che sono parte lesa anche più dell'amministrazione), invece di dare informazioni corrette e trasparenti, minacciava di denunciare due giornalisti, che facevano onestamente il loro lavoro. Perché non ha minacciato la Forestale? Delle due l'una: o non aveva letto la relazione, o l'aveva letta ma non voleva che i Persicetani sapessero che c'era il pericolo dell'amianto. In ogni caso, ha detto una bugia e ci ha minacciato.

Non so se sai che la bonifica della parte espropriata dell'area Razzaboni avrebbe dovuto concludersi entro ottobre 2015, ma il termine fu prorogato per il fatto che nella rimozione dei cumuli di fango si rinvennero anche brandelli di amianto, e questo obbligava ad agire con maggiore cautela, adottando procedure adeguate.
Non solo amianto. La fine dei lavori di bonifica porta la data del 21 maggio 2016, ma la bonifica non può dirsi conclusa. In un'area, corrispondente alla ex Rampa Nord del primo cumulo, ad un metro di profondità, vengono trovati in elevata concentrazione i PCB, sostanze simili alle diossine, altamente tossici e cancerogeni. Lo ha rilevato l'Arpae e lo ha scritto in una relazione del 14/5/16. Ma la ditta appaltatrice e la direzione lavori, a prescindere da quello che viene trovato nel terreno, depositano in Comune il 21/5/16 la loro relazione finale, nella quale dichiarano che i lavori di bonifica erano stati ultimati.
Com'era possibile che la bonifica fosse finita quando l'Arpae invece trova veleni pericolosi come i PCB?
Forse che il problema era nel fatto che la fine lavori doveva essere per forza entro il 31/5/16 per non incorrere nella terza multa da parte dell'Europa?

Forse non sai infatti che il Ministero italiano ha pagato due multe per un totale di 800 mila euro all'Europa, per i ritardi nella bonifica della ex Razzaboni. Solo la terza multa di altri 400mila euro è stata annullata. Secondo il PD persicetano questa sarebbe buona amministrazione delle precedenti giunte, come scrivete?

Nell'articolo su Carta Bianca firmato PD Persiceto ti viene attribuita una affermazione inesatta: "Ora nell'area permangono solo rifiuti inerti non pericolosi". Questo non è vero, perché tutta la parte non ancora espropriata (il cosiddetto MISE) contiene uno stoccaggio di residui industriali ricchi di metalli pesanti e di veleni vari, compreso, probabilmente, altro amianto: quindi quell'area è ancora contaminata e i veleni ci sono ancora, e non basta una rete metallica per isolarli o ignorarli, perché questi continuano a produrre i loro effetti venefici sulle falde e nel terreno sottostante, e ogni pioggia rischia di aggravare la situazione.

Ma il segretario del Pd persicetano si spinge oltre, nel versante della disinformazione: "auspichiamo che l'amministrazione Pellegatti si attivi nei confronti di chi, in questi anni - suggerisce Michael Santi - ha procurato inutile allarmismo nella nostra comunità, tutelando così l'immagine del Comune e di quei dipendenti che si sono impegnati alacremente per ottenere questo risultato".
Questa, cara Sara, sembra una larvata minaccia in stile allusivo-mafioso. Se Santi ce l'ha con noi, lo dica apertamente: non ci piace questo dire-non dire per suggerire al Sindaco di "attivarsi" contro chi pretendeva una corretta informazione.
Forse Santi vorrebbe che il Sindaco persegua la Forestale? Se è così, lo dica. Ma arriva tardi: Renzi ha già pensato di sciogliere il Corpo della Forestale, specializzato nel perseguire gli ecoreati. Scopriva troppe aree Razzaboni in tutta Italia.

Quanto poi ai dipendenti che, dice Santi, si sono impegnati alacremente, spero non si riferisca ad alcuni tecnici del Comune che vent'anni fa accettavano tranquillamente di essere invitati a cena dal signor Razzaboni. Per carità, non era mica un reato: ma converrai con me che non era una cosa molto elegante.
Ciao.

Carlo D'Adamo