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Welfare

Ramazzini, la ricerca sul cancro da Borgata Città agli States...

In tanti lavorano gratuitamente per il bene del Ramazzini che oggi in provincia di Bologna conta circa 25.000 soci, 1.000 fra Persiceto e Decima.

Giacomo Treppo
martedì 25 ottobre 2016 22:19

La festa per i 20 anni del Ramazzini. Al centro Marisa Cocchi, presidente a Persiceto
La festa per i 20 anni del Ramazzini. Al centro Marisa Cocchi, presidente a Persiceto

Mi piace scrivere delle associazioni di volontariato perché rappresentano quella specie di anarchia organizzata che nasce alla base di una società, modo gentile per definire chi sta sotto e si adopera per gli altri. La nostra società, nella mia umile opinione, è come un bosco. Nella parte alta di magnifiche chiome risiedono gli uccelli, che sono l'élite, i politici. Il loro canto è melodioso e rapisce, ma non sempre sanno "fare". A loro preferisco i castori che vivono nel sottobosco, perché sono loro che costruiscono le dighe, che cambiano il corso dell'acqua.
Capita però, a volte, che gli uccelli e i castori mettano insieme le loro capacità nel costruire qualcosa di bello ed importante. Forse, uso il condizionale, è avvenuto anche a Persiceto, per la festa dei vent'anni della sezione locale dell'Istituto Ramazzini.
Nella sala della Giunta, di fronte a un bel rinfresco, mentre le persone accorse al compleanno andavano a casa salutando, io arretravo dal panorama alla finestra su Piazza del Popolo e mi fermavo per un momento a parlare con Loris, che ho conosciuto al corso di fotografia e che non sapevo facesse parte anche del Ramazzini, di cui sono socio anche io. Gli ho fatto notare che vicino al tavolo imbandito erano rimasti in due, il direttore generale del Ramazzini di Bologna e il sindaco di Persiceto. Si scambiavano i numeri di cellulare. Non sentivo cosa si dicevano ma potevo immaginarmelo.

"Lo volete un ambulatorio?"

Facciamo un passo indietro. Il giovedì di una settimana prima c'era un incontro in Piazzetta Betlemme, nella sala della Cooperativa dei Calzolai data gratuitamente al Ramazzini. Erano presenti i soci, c'era Pierpaolo Busi, il direttore del Ramazzini di cui sopra e Lorenzo Pellegatti, il sindaco di Persiceto. Dopo un breve discorso che sapeva di sermone sull'importanza del volontariato, discorsi sentiti tante volte da tanti politici, ecco che il sindaco si sveste, metaforicamente, della giacca, si rimbocca la camicia e dice: "Insomma, cosa possiamo fare per voi? Lo volete un ambulatorio?". Pierpaolo Busi rimane interdetto, è molto raro vedere un amministratore locale fare un'offerta importante così, a bruciapelo. Risponde, il direttore del Ramazzini, che gli piacerebbe molto, ma un ambulatorio senza screening non ha senso, e con i macchinari necessari costa molto. Purtroppo non ci sono i soldi. E sì, perché il Ramazzini è uno dei fiori all'occhiello di cui Bologna dovrebbe vantarsi, ma che lo Stato non finanzia. Pensate: le ricerche sul cancro di questo istituto sono finanziate per il 40% dal lavoro degli attivisti, e quindi beneficenza, e per un 30% da un ente governativo USA. Il Ramazzini collabora con la John Hopkins, università americana rinomata a livello mondiale. I suoi ricercatori sono seguiti a livello internazionale. E pensare che tutto è partito dal professor Maltoni che andava in giro per le strade di campagna con un megafono in mano a chiamare le donne a fare visite di prevenzione e pap-test. Passa poco più di una settimana ed eccoci al compleanno ufficiale in Comune. Marisa Cocchi è la referente della sezione Ramazzini di Persiceto. Presenta lei; mi ricorda la giornalista che c'era anni fa al TG3 Emilia Romagna. Brava da matti, da lei avrei comprato una macchina usata, dagli altri giornalisti no. Presenta, coordina, è "temuta" anche dal Presidente del Ramazzini, Simone Gamberini. Ecco che il sindaco rincara la dose: "Vorrei un ambulatorio, o un centro di ricerca a Persiceto". Marisa gongola, è felice, ma tiene quel distinto portamento che fa somigliare lei a l'Ispettore Derrick ed Eugenia, la sua spalla destra, al fido Harry.

Le origini persicetane di una delle oncologhe più conosciute a Bologna

Poi parla Angela Fini, una delle oncologhe più conosciute a Bologna. Quando si alza per iniziare il suo discorso la guardo con diffidenza, nei suoi vestiti impeccabili, nella sua pettinatura perfetta e nel suo senso estetico ricercato ed elegante. Ma subito mi accorgo che ho gli occhi lucidi. Dice che Persiceto è casa sua, anche ora che abita altrove, perché non riesce a trovare i prodotti nel supermercato sotto casa come li trovava alla Coop di San Giovanni. Dice che qua ha trascorso i più begli anni della sua vita. Piange mentre lo dice, è una commozione reale che la rende molto più umana, come una bambina, nella sua statura minuta, che vuole tornare a casa. "Qua a Persiceto avete un reparto di Oncologia magnifico, dei medici molto bravi. Ma dovrebbe essere affiancato da più prevenzione e screening. L'Istituto Ramazzini professa quello. Tutti dicono che Maltoni era un angelo. Non è vero, io sono la persona che ci ha litigato più spesso, fino alla fine. Ma continuerò a ricordarlo come un grandissimo uomo, come un grandissimo professionista che lottava per sconfiggere questo male bruttissimo. Me lo ricordo ancora che andava a scegliere anche il pavimento della struttura Hospice che è a Bentivoglio, aveva scelto il più bello e costoso, pagava la famiglia Seragnoli. Lo scorso inverno sono andata là a trovare una cara amica vicina alla fine, mi ha guardata e mi ha detto beh, almeno se una deve morire, meglio farlo in un bel posto. Ecco, questo era Maltoni!". Le lacrime sgorgano, la voce si rompe mentre racconta e la platea ha gli occhi umidi ed arrossati. Ancora adesso faccio fatica a trattenere le lacrime. Alla fine del banchetto, mentre tutti vanno a casa a buttare la pasta per il pranzo, mentre io guardo piazza del Popolo, i due si parlano. E il merito è di ogni-singolo-volontario della sezione Ramazzini di Persiceto, oltre che della buona volontà dei due uomini.

La storia della sezione del Ramazzini a Persiceto

La sezione è nata 20 anni fa, nel '96, quando l'Istituto Ramazzini organizzò una riunione nella biblioteca di Persiceto per chiedere chi fosse interessato a dare una mano. L'associazione di ricerca e prevenzione sul cancro sapeva che doveva attingere al territorio per la sua sopravvivenza. Si organizzavano sezioni di volontari, soci, per organizzare manifestazioni ed eventi e raccogliere fondi. In varie iniziarono a lavorare, gratuitamente, per il bene di questa punta di diamante che oggi conta circa 25.000 soci, 1.000 fra Persiceto e Decima.
Angela Fini, l'oncologa, ricorda quando le prime cene della sezione, appena nata, si facevano a Borgata Città e in ristoranti della zona e nella platea si sentono risate e approvazioni, sono tutte donne e uomini che ricordano gli albori.
E' passata una settimana, è un sabato mattina, e mentre Eugenia e Marisa mi raccontano degli inizi e delle attività, mi passano degli opuscoli e in uno si dice che cercano volontari. Le chiedo se posso scriverlo nell'articolo: "Ma certo! Eravamo più di dieci, anni fa, poi sai. l'età, i nipoti, la salute. Qualcuna nuova è arrivata, qualcuna ha lasciato e ora ci farebbe comodo avere persone che vogliano aiutarci." Le dico che lo scriverò, che metterò nero su bianco il numero di cellulare di Marisa Cocchi 338/9657231, perché se qualcuno va in pensione e non sa cosa fare o ha tempo libero e voglia, può aiutare gratuitamente questa associazione che combatte il tumore in tutte le sue forme. Oppure può chiamare lo 051/681.27.73 tutti i mercoledì mattina dalle 10 alle 12.
Mi dicono che anche quest'anno faranno la cena per la festa di Halloween, il 31 ottobre alle ore 20 alla bocciofila, in via Castelfranco 16 a Persiceto. Nessuno si vestirà da vampiro ma ci sarà l'animazione per i bambini e ci saranno tantissime persone che andranno a cena e il ricavato andrà in beneficenza. Faranno da mangiare gratis i cuochi, serviranno gratis i camerieri. Tempo fa c'erano dei ragazzi che organizzavano la Festa della Birra al centro sportivo di Persiceto, anche lì il ricavato andava in beneficenza al Ramazzini. Se qualche gruppo giovanile, che ha spazi e modi di organizzare feste, volesse mettersi in contatto con la sezione persicetana, può chiamare Marisa o le volontarie al mercoledì.
Mi alzo, le saluto, stringo la mano ad entrambe. E' stata una settimana piena di emozioni, è stato bello!