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Il "gioiello" Poste Italiane che non sa più consegnare la posta

Prima la posta a giorni alterni, tra caos, proteste e ricorsi al Tar. Ora la raccomandata che dovrebbe arrivare in un giorno e invece ce ne mette fino a 7. Anche a Sangio.

di Claudio Visani
martedì 11 ottobre 2016 18:30

Centro di smistamento all'ufficio postale
Centro di smistamento all'ufficio postale

Vola con Alitalia, con Banco Posta gestisce il risparmio privato e si muove come una banca nel mondo finanziario, offre servizi assicurativi, di telefonia mobile, energetici, di trasporto e altro ancora. E' una Spa controllata al 60% dal Tesoro ed è considerata dal Governo uno dei pochi "gioielli di famiglia" dello Stato italiano. Ha solo un difetto di fondo: da qualche tempo non consegna più regolarmente la posta. Che per una società che si chiama Poste Italiane e che, per legge, è tenuta a erogare il "servizio universale" di recapito quotidiano di lettere, raccomandate, pacchi a prezzo controllato, non è proprio un difettuccio da niente.

La consegna a giorni alterni nel mirino dell'Europa

Non bastava la consegna della posta a giorni alterni, avviata sperimentalmente lo scorso autunno in alcuni centri poi allargata alla metà dei comuni italiani (4.721, per l'esattezza, tra cui San Giovanni in Persiceto e gli altri di Terre d'Acqua), tra le proteste crescenti delle comunità locali, disagi soprattutto nelle zone di montagna e meno servite. Senza contare le quintalate di corrispondenza accatastate nei centri di smistamento per il caos generato dallo sdoppiamento tra la posta ordinaria che i postini "semplici" devono consegnare al lunedì, mercoledì e venerdì, e la posta prioritaria che dovrebbe invece continuare a essere recapitata tutti i giorni dai postini "plus". La scelta della consegna della posta un giorno sì e uno no è stata bocciata anche dal Parlamento europeo, che si è espresso a favore del mantenimento del "servizio universale" con recapito garantito durante tutti i giorni lavorativi, ed è finita davanti alla Corte di Giustizia di Bruxelles dopo il ricorso presentato al Tar del Lazio da 41 comuni piemontesi.

E ora arriva la beffa della raccomandata 1

E mentre si attende il pronunciamento della Corte, Poste Italiane sperimenta un'altra innovazione. Si chiama "consegna personalizzata" della posta pregiata, ma ha tutta l'aria di una nuova fregatura per i cittadini. E' quella dell'avviso di giacenza delle raccomandate quando il postino non vi trova a casa. Finora veniva lasciato nella buchetta della posta un avviso che vi informava dell'arrivo della raccomandata, degli orari e dell'ufficio postale dove poterla ritirare dal giorno dopo. Ora non più. Se qualcuno vi ha inviato una Raccomandata 1 - che fino a 100 grammi di peso costa 6.05 euro e dovrebbe essere consegnata entro un giorno - il postino vi lascia un avviso con un numero verde da chiamare. Dopo la solita, interminabile tiritera (digita 1 per la corrispondenza, 2 per i pacchi, 3 per gli altri prodotti; lettura della normativa sulla privacy; invito ad andare sul sito www.posteitaliane.it per scoprire tutti i nuovi magnifici servizi delle Poste), finalmente vi mettono in attesa "del primo operatore disponibile", che naturalmente vi risponde dal call center di chissà dove dopo un'altra buona manciata di minuti.

Il delirio della "consegna personalizzata"

A quel punto l'operatore vi informa delle due opzioni che potete scegliere per la "consegna personalizzata": potete chiedere che il postino provi a consegnarvi la raccomandata il giorno dopo, naturalmente in orario di lavoro, col rischio che non vi trovi di nuovo a casa e che l'indomani dobbiate ricominciare da capo la trafila; oppure potete chiedere che la raccomandata sia "messa a disposizione" del vostro ufficio postale dalle 10.30 del giorno successivo alla telefonata, "escluso il sabato". Se non chiamate il numero verde, la Raccomandata 1 verrà lasciata al vostro ufficio postale soltanto "dalle ore 10.30 del quarto giorno solare successivo al rilascio dell'avviso", sempre che non cada di sabato o domenica perché, altrimenti, dovete aspettare il lunedì successivo. Se la raccomandata che aspettate è urgente, rischiate così di poterla ritirare fino a una settimana dopo il suo arrivo. Con tanti saluti alla consegna assicurata entro un giorno e ai 6.05 euro della spedizione.

I disagi per i cittadini e i malumori dei dipendenti

E se optate per la soluzione più ragionevole del deposito all'ufficio postale dal giorno dopo (come accadeva prima, in automatico e a partire dalle 9 non dalle 10.30 come ora), per poter "sbloccare l'iter" ed evitare che venga depositata di default solo dopo 4 giorni, dovete fornire all'operatore del call center il numero di codice della "Raccomandata 1" contenuto nell'avviso di giacenza, più il vostro nome, cognome, indirizzo e numero di telefono. Quando l'operatore, finalmente, vi dice che dal giorno dopo potere ritirare la vostra raccomandata, sono passati 10-15 minuti buoni. Congedandovi, la domanda viene spontanea: " Scusi, ma tra i vostri dirigenti c'è chi è pagato apposta per complicare la vita a noi cittadini?". Risatina. E risposta: "Non solo a voi, anche a noi". E ben più pepata è la risposta che vi sentirete dire il giorno dopo all'ufficio postale se e quando scoprirete, com'è accaduto a me a San Giovanni in Persiceto, che la vostra raccomandata alle 10.30 ancora non c'è. "Questi qua (i dirigenti di Poste Italiane) si inventano questi sistemi, poi si dimenticano di mandare perfino le mail a chi li deve gestire", ci dice un responsabile dell'ufficio che dopo altri minuti di attesa ci porta la Raccomandata 1 dopo averla cercata e rintracciata chissà dove tra la montagna di posta in attesa di essere smistata.