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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
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Ambiente

Confortevole, risparmiosa, antisismica: a Sangio la casa in canapa e calce

Persiceto riscopre la canapa come materiale da costruzione e apre la strada a nuove abitazioni ecologiche, confortevoli e antisismiche. Tanto che a Cavezzo e Vigarano Mainarda...

CLAUDIO VISANI
venerdì 23 settembre 2016 15:50

A San Giovanni in Persiceto c'è una delle prime case italiane in canapa indiana e calce. La costruzione è stata ultimata nel 2012, l'anno del terremoto. Le scosse di sesto grado che tanti disastri hanno provocato nelle nostre zone, non l'hanno minimamente danneggiata. La sua struttura, con scheletro di legno e impasto di canapa e calce per la muratura, è antisismica.

Ma non è certo l'unica caratteristica positiva dell'abitazione. I signori Franchini, che ci vivono da ormai 4 anni, sono contentissimi. Dicono che è fresca d'estate e calda d'inverno, che ti toglie di dosso l'umidità caratteristica di queste terre d'acqua e della pianura padana, che è confortevole, ecologica e risparmiosa: molto risparmiosa. L'isolamento termico e acustico riduce al minimo i consumi energetici, non serve l'allaccio alla rete gas, la pompa di calore s'accende solo nei mesi freddissimi e i pannelli solari e fotovoltaici fanno sì che il saldo elettrico sia positivo.

Due progetti analoghi finanziati con i fondi della ricostruzione antisismica

Presto ne sorgeranno altre di case così. A Cavezzo e a Vigarano Mainarda, due dei comuni emiliani più duramente colpiti dal terremoto, l'edificazione di due nuove abitazioni in canapa indiana e calce è stata finanziata al 90% con i fondi della ricostruzione post-sisma. Regione e Università hanno riconosciuto la validità tecnica, economica e strutturale, anche in chiave anti-sismica, di quelle bio-costruzioni.

Esperienze analoghe sono in corso a Cascina di Pisa, a Bolzano e a Bisceglie, dove è stato progettato un complesso di 60 abitazioni. E a Castelli Calepio (Bergamo) un'azienda edile tradizionale schiacciata dalla crisi si è trasformata in una start-up ("Equilibrium") per la produzione e l'utilizzo di bio-mattoni in canapa e calce e ora sta andando a gonfie vele.

Grandi risparmi energetici, nessun effetto cannabis

Queste case costano, mediamente, il 10% in più rispetto a quelle tradizionali ma con il vantaggio di ridurre del 70-80% i costi energetici e di gestione (è stato calcolato che per una casa di 100/150 mq la spesa energetica annua è di 2/300 euro). Inoltre, assicurano un ambiente confortevole, sono a emissioni zero (il composto murario ingloba il carbonio) e - a sentire chi ci abita - "irradiano benessere". No, non per gli effetti della cannabis: i ceppi utilizzati per le costruzioni, quasi sempre d'importazione, non contengono più dello 0,3% di Thc, il principio attivo della marijuana, e non producono alcun effetto. E in Italia la coltivazione industriale della canapa è possibile solo se si impiegano semi certificati (di canapa sativa) con meno dello 0,2 % di Thc.

Pochi centri di lavorazione in Italia, e pensare che in passato eravamo secondi al mondo

Ma per ora ci sono solo due centri di lavorazione, uno in Piemonte e l'altro in Puglia, anche se si parla da tempo di un'altra analoga iniziativa imprenditoriale in Emilia-Romagna. Lo spazio ci sarebbe, considerato che finora è stato conveniente comprare i materiali all'estero. E ci sarebbe anche la cultura. L'uso della canapa nelle costruzioni risale a 1.500 anni fa e l'Italia ha un'antica tradizione nella coltivazione della pianta: nel 1910, circa 80.000 ettari erano coltivati a canapa (45.000 nella sola Emilia-Romagna) e l'Italia era il secondo produttore al mondo dopo la Russia. La riscoperta della fibra come materiale isolante per migliorare le prestazioni energetiche delle nostre case ne potrebbe ora favorire il rilancio.