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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
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Tagliatellata antifascista il 25 luglio a S. Agata Bolognese

Smuraglia: "Non scoraggiamoci, prepariamo la più grande campagna referendaria per il NO. Chi dice di votare SI per la 'stabilità' sacrifica rappresentatività e democrazia"

LA REDAZIONE
martedì 19 luglio 2016 20:48

A Casa Cervi come nelle piazze di mezza Italia il 25 luglio andrà in scena la tagliatella antifascista. L'occasione è la caduta del fascismo, il 25 luglio 1943. Quel giorno di 71 anni fa fu festa grande a Casa Cervi. La liberazione arriverà solo 20 mesi dopo, al prezzo di molte sofferenze. Ma quel giorno alla notizia che il Duce era stato arrestato c'era solo voglia di festeggiare, a Campegine come in tutta Italia. L'idea della tagliatella per ricordare la caduta del regime da qualche anno è diventata un must. L'idea è partita da molte sezioni dell'Anpi, si è allargata a macchia d'olio, è diventata virale.

Una rete di iniziative, che richiama migliaia di persone in questa popolare particolarissima festa della memoria e della democrazia. In Terre d'Acqua quest'anno si svolgerà a S. Agata Bolognese, in piazza Martiri dalle ore 20 (prenotazioni al 349.1250068). Tagliatelle e birra sono ad offerta libera. Per chi vuole anche grigliata contorno e dolce sono 12 euro (che scendono a 10 se si portano da casa piatto e posate). Dopo cena ci sarà il saluto del sindaco Giuseppe Vicinelli e intervento di Mauro Maggiorani membro della presidenza provinciale dell'Anpi. Poi musica dal vivo Resistente.

La festa di quest'anno vuole essere anche una testimonianza in difesa della Costituzione, nel momento in cui il dibattito sulle riforme si sta facendo incandescente in vista del referendum di ottobre. Nonostante i comitati per il NO non abbiano raggiunto il numero sufficiente di firme contro l'Italicum, il presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia, invita a non scoraggiarsi. Ecco le sue parole.

Smuraglia: "Non scoraggiamoci, prepariamo la più grande campagna referendaria che sia mai stata realizzata"

Si è concluso il deposito delle firme in Cassazione. I nostri Comitati non hanno raggiunto il numero sufficiente, pur avendo compiuto uno sforzo notevole, contro tutto e tutti. Non ci scoraggiamo, siamo orgogliosi e riconoscenti del lavoro che molti e molte hanno compiuto e ci prepariamo, come ho già accennato altre volte, alla più grande campagna referendaria "dal basso" che sia stata realizzata. Dico dal basso, perché non potendo contare sui grandi organi di comunicazione e di "informazione" (!) dobbiamo usare l'antico sistema del "porta a porta", del colloquio diretto con cittadine e cittadini; e lo faremo con coscienza, impegno e serietà. I sostenitori del SI hanno depositato le firme sostenendo di avere superato il livello previsto dalla legge. I controlli della Corte di Cassazione sono previsti proprio per verificare la regolarità delle firme ed accade spesso che molte risultino inammissibili. Staremo a vedere.

In ogni caso, non cambierà nulla, perché ciò che conta sarà la campagna che andremo a fare nei prossimi mesi (non abbia paura il lettore, parlo di settembre e ottobre, non di agosto). In ogni caso, un'altra stranezza è questa incertezza sulla data del referendum. È evidente che si stanno facendo calcoli di pura convenienza; e già questo non è bello, perché la scadenza vera dovrebbe essere quella della data che consenta la maggior partecipazione. Infine continuano i segnali dei "poteri forti": Confindustria, Coldiretti, adesso anche quella stampa internazionale più vicina alle opinioni di chi dichiarò, tempo fa, che le Costituzioni europee erano spostate troppo "a sinistra" e dunque bisognose di modifiche (naturalmente a favore di soluzioni non democratiche). Che posso dire se non che potrebbe trattarsi di segnali che, alla fine si risolveranno positivamente, se tanti incerti e "incoscienti" si renderanno conto che la posta in gioco riguarda anche il nostro sistema democratico e perfino il quadro economico?

Una piccola postilla. A proposito del fallito golpe in Turchia, un commentatore scrive - su un quotidiano nazionale - un articolo con questo titolo "Non c'è stabilità senza democrazia". Giustissimo. Nel caso specifico, il principio vale sia per Erdogan che per i militari. Ma più in generale, il pensiero va a quanti sostengono che bisogna votare SI perché questa riforma garantisce la "stabilità" (o la governabilità) evidentemente a qualunque costo, anche sacrificando la rappresentanza, ossia, in sostanza la democrazia. Quel titolo è dunque un ammonimento per tutti e vale anche per il referendum, spiegando ulteriormente e in poche parole, le ragioni del nostro NO.

Carlo Smuraglia