Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Globalist:
stop
lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
Connetti
Utente:

Password:



Politica

L'analisi del voto e delle alleanze in vista della sfida delle elezioni del 19 giugno

Il 19 giugno i persicetani dovranno scegliere fra Tommaso Cotti (Pd) e Lorenzo Pellegatti (Impegno Comune). Chi vincerà? L'analisi del voto e le possibili alleanze.

La Redazione
martedì 7 giugno 2016 15:22

Giancarlo Mazzoli
Giancarlo Mazzoli

Il 19 giugno i persicetani dovranno scegliere fra Tommaso Cotti (Pd) e Lorenzo Pellegatti (Impegno Comune). Chi vincerà?
In questa tornata elettorale ha votato poco più del il 62% degli elettori, il 10% in meno rispetto alle ultime amministrative. Si è così abbassata la soglia necessaria per essere eletti, ma nonostante ciò il candidato del Pd, partito favorito, non è riuscito a passare al primo turno.
Queste le percentuali: Tommaso Cotti ha avuto il 46%, Lorenzo Pellegatti poco più del 33% e Carlo Mazzoli quasi il 21%, dunque il 19 giugno i Persicetani dovranno decidere se puntare su Cotti o su Pellegatti.
Il mancato en plein del Pd locale paga i guasti di una sciagurata politica nazionale, che ha nei fatti trasformato il Pd in un club di destra nel quale è in corso una feroce guerra per bande, così come paga l'arroganza dell'era Mazzuca, in cui i cittadini spesso sono stati considerati come sudditi e non ascoltati.

Il Pd renziano

Nonostante la vittoria del referendum per l'acqua bene comune, il governo ignora la volontà dei cittadini. Nonostante i proclami quotidiani, il jobs act non crea occupazione e aumenta il precariato e lo sfruttamento. Nonostante avesse promesso di non acquistare i costosissimi aerei da guerra F 35, Renzi si è affrettato a confermare le commesse. Nonostante avesse promesso di rottamare il vecchio, Renzi ha fatto accordi con politici inquisiti come Verdini. I tagli "lineari" alle spese sanitarie e alle spese sociali, e una catastrofica politica scolastica hanno fatto il resto per diminuire l'appeal del Governo. In più, una legge elettorale anticostituzionale corre il rischio di dare la maggioranza assoluta dei seggi a chiunque vada al ballottaggio, sia pure con il 20% delle preferenze.
Il Pd locale non può non risentire di questa crisi di valori, di questa strutturale alleanza con la peggiore destra (quella delle mafie, degli appalti truccati e della corruzione elevata a sistema di vita). Non solo.

L'era Mazzuca

L'era Mazzuca è stata l'era in cui il sindaco informava non i cittadini, ma i suoi amici di internet attraverso facebook. Non è stato il sindaco di tutti, ma solo dei suoi elettori e talvolta nemmeno di quelli. Non c'è stato dialogo con la città, ma una sorta di prova muscolare tra chi è più forte, cioè chi ha il potere, e chi più debole, cioè chi non ce l'ha.
Nell'era Mazzuca c'è stata una fortissima battaglia dei cittadini riuniti nel Comitato Alternativa all'outlet, contro l'allora volontà di costruire un mega centro commerciale in una zona che non aveva quella destinazione e quindi volendo imporre un cambio di destinazione d'uso, salvo poi fare retromarcia per le proteste dei cittadini e molto probabilmente perché il costruttore non aveva le coperture finanziarie per le fidejussioni.
La Giunta Mazzuca è quella che a dicembre 2015, poco prima delle dimissioni dell'ex sindaco, ha votato nel silenzio per realizzare il mega centro commerciale in zona Postrino (questa volta la destinazione è prevista nel piano urbanistico), ma non considerando che è attaccata alla zona naturalistica La Bora e la legge europea non lo consentirebbe.

Così come Mazzuca, che era anche presidente del Distretto sanitario, non si è mai battuto con forza per l'ospedale di Persiceto, che sta "perdendo" reparti, posti letto, primari e operatori sanitari. Nel primo mandato Mazzuca è stato silente per cinque anni, e nel secondo ha fatto qualche uscita propagandistica sui giornali che non ha certo bloccato il progressivo smantellamento dell'ospedale San Salvatore che copre l'intero bacino di terre d'Acqua: 80mila abitanti che si stanno trovando senza una adeguata assistenza sanitaria e senza sapere quale sarà il futuro del loro ospedale. In linea con il Pd renziano nazionale, il Pd locale ha fatto gravi errori che hanno fatto crescere incomunicabilità e disaffezione nei cittadini persicetani, che ora gli stanno presentando il conto.

Programma di Tommaso Cotti

Nel suo programma Tommaso Cotti non fa un'autocritica per gli errori - numerosi - che hanno controbilanciato le poche cose positive portate avanti dalla Giunta Mazzuca in questi ultimi anni. Tace sui danni immensi all'ambiente arrecati dalla ditta Razzaboni nella discarica abusiva di amianto e fanghi nocivi di via Samoggia 26 e sui soldi che tutti noi stiamo pagando per la bonifica e per la multa della Unione Europea, perchè per 14 anni Comune e Regione non hanno provveduto all'esproprio e alla bonifica.
È ambiguo sulla utilizzazione delle società partecipate. Con un po' di ipocrisia chiama "riqualificazione del manto stradale" il catrame spalmato in Corso Italia (ma basta vedere le piazze dei Comuni Terre d'Acqua per verificare che tutti i Comuni, nessuno escluso, hanno "riqualificato" con interventi più dignitosi il loro centro storico). Promette di uscire da Virgilio, come già promise Mazzuca e poi non fece nulla. Pur nella sua genericità, brilla per inadeguatezza il paragrafo dedicato alla Cultura. La creazione di altri quartieri dormitorio, fabbrica di cittadini di serie B e di ragazzotti disadattati, viene confusa con l'urbanistica, che invece è una cosa seria.
Nuoce insomma a Cotti la lunga sovrapposizione fra partito e istituzione comunale, che ha nel corso del tempo alimentato clientele e mortificato intelligenze, e gli nuoce anche il fatto di non avere intorno a sé persone abbastanza capaci da potergli consigliare uno scatto d'orgoglio, una rivendicazione di diversità, un cambio di rotta. Chiuso nella logica autoreferenziale del partito, Cotti ha preso i voti degli aficionados, ma non tutti, e difficilmente potrà andare oltre il risultato finora conseguito.

L'eclisse del Movimento 5 Stelle

Lorenzo Pellegatti, candidatura arrivata in zona cesarini a pochi mesi dalla elezioni, ha sfruttato una incredibile congiuntura a lui positiva e cioè il dissolvimento del Movimento 5 Stelle persicetano, che peraltro aveva ben lavorato in consiglio comunale, logorato da faide intestine e da scissioni, culminate nella mancata certificazione da parte del Movimento nazionale delle due liste che si erano proposte e nella esclusione da parte della commissione elettorale dalle elezioni della lista che esprimeva come candidato sindaco Ornella Forgione, ex consigliera comunale dei 5 stelle. A quel punto c'era un 20% di potenziale elettorato senza rappresentanza. Probabilmente il 10 per cento di astensioni deriva da ciò, ma un altro 10 per cento si è riposizionato e i numeri sembrano confermare che abbia scelto tra Pellegatti e Mazzoli, non certo Cotti.
Inoltre nessuna lista di sinistra alternativa si è presentata: non i civatiani, che nella vicina Bologna sono dentro a Coalizione civica che ha raggiunto il 7% dei voti, e nemmeno Rifondazione o altri personaggi attivi nei banchetti in piazza, che si sono sfilati dall'impegno attivo nella competizione elettorale, lasciando una fetta di elettorato senza riferimenti.

Il programma di Lorenzo Pellegatti

Il programma di Lorenzo Pellegatti, ha idee positive che vanno cercate con pazienza in un mare di impegni generici che gli permettono di non scontentare nessuno, e di attingere voti da destra, dal centro e da sinistra. Si è schierato con forza contro la realizzazione del centro commerciale Il Postrino a favore del commercio di vicinato e della rivitalizzazione del centro storico. Anche se la sua proposta di favorire i piccoli costruttori locali ci sembra meritevole di attenzione, niente si dice sull'urbanistica e niente si dice sulla tutela della salute dei cittadini dall'inquinamento delle falde provocato dalla discarica abusiva dell'area ex Razzaboni. Si è però speso per i giovani e per trovare luoghi di aggregazione per loro, se verrà eletto. Dal punto di vista personale, il candidato sindaco gode fama di persona onesta, ed il suo lungo impegno nel volontariato sociale lo rende rispettabile anche agli occhi degli avversari. È vero che l'onestà da sola non è sempre garanzia sufficiente, perché la complessità dei problemi da affrontare in un Comune richiede anche capacità di relazione, di mediazione, di comunicazione e di progettualità che metterebbero chiunque a dura prova: ma sono sempre meglio l'onestà e una storia personale rispettabile piuttosto che nessuna storia alle spalle e l'insignificanza.

Il dilemma di Giancarlo Mazzoli

Il programma del terzo candidato, Giancarlo Mazzoli, è tecnicamente il migliore. Non entriamo nel merito dei diversi punti programmatici, alcuni dei quali, secondo noi, non sono assolutamente condivisibili, ma ci riferiamo alla sua capacità comunicativa. Mazzoli sceglie con intelligenza i punti programmatici a suo parere prioritari, e fa tesoro della sua esperienza di consigliere comunale per attaccare, con ragione, il comportamento della passata amministrazione in ordine alla trasparenza degli atti, alla tassa sui morti, allo stile dei rapporti con le opposizioni, alla correttezza dell'informazione sulla discarica ex Razzaboni, all'uso del bollettino del Consiglio Comunale, trasformato in un foglio di propaganda della giunta. Il punto forse più qualificante del programma è quello del lavoro; da esperto del settore, infatti, Mazzoli avanza proposte meno generiche e teoriche di quelle degli altri candidati. Anche se si è piazzato al terzo posto e quindi non andrà al ballottaggio, Mazzoli da un certo punto di vista può essere considerato il vero vincitore di questa tornata elettorale, nel senso che il suo serbatoio di voti è determinante per assegnare la vittoria a Tommaso Cotti o a Lorenzo Pellegatti.
Se i votanti Lega e Lista Mazzoli preferiranno la testimonianza della loro specificità e non voteranno al ballottaggio, allora si potrebbero aprire prospettive di vittoria per Tommaso Cotti. Se invece si lasceranno prendere dal desiderio di vedere per la prima volta un cambio di rotta nel governo del Comune, come già è successo con esiti positivi a S. Agata, allora voteranno in blocco per Lorenzo Pellegatti, e forse si troverebbero in compagnia di quanti, di centro, di destra e di sinistra, non chiedono nient'altro che un cambio di tendenza.