Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Globalist:
stop
lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
Connetti
Utente:

Password:



Cultura

Apre il circolo degli scacchi a San Giacomo del Martignone

L'Associazione Volontari ha aperto un Circolo degli Scacchi, in via Torresotto 2, a San Giacomo Martignone. Si gioca tutti i Lunedì dalle 20,30 alle 23,30.

CORRADO CREPUSCOLI
venerdì 22 gennaio 2016 16:18

Il Circolo degli scacchi a San Giacomo del Martignone
Il Circolo degli scacchi a San Giacomo del Martignone

L'Associazione Volontari San Giacomo Martignone ha aperto un Circolo degli Scacchi, in via Torresotto 2, a San Giacomo Martignone, nel locale di fianco al Ristorante Casa Spadoni. Si gioca tutti i Lunedì dalle 20,30 alle 23,30. E' in via di organizzazione un corso di scacchi. Per informazioni Crepuscoli cell. 340 9148852.

Correva l'anno 1957 ed avevo 10 anni quando assistetti ad un torneo di scacchi e mi innamorai subito di uno sport che lo considero il più "democratico" dei giochi, perché anche il pedone può mangiare il Re e quindi nessuno è intoccabile. E' il gioco che "più fa pensare", perché dopo la terza mossa vi sono oltre 300.000 combinazioni, ed infine è "molto educativo", perché ti insegna a rispettare l'avversario. Infatti quanto ti sembra che la sua mossa sia sbagliata e ti viene da irriderlo, magari scopri 10 mosse dopo che non era così perché grazie a quella mossa lui vince la partita. Ergo, mai sottovalutare chi hai di fronte e medita su ciò che fa; un concetto che lo si dovrebbe applicare nella vita quotidiana e perché no? anche in Politica.

Le origini degli scacchi si perdono nella notte dei tempi e nessuno può dire con assoluta certezza dove e quando furono inventati. Al proposito esistono varie teorie, ma l'ipotesi più accreditata pone il luogo d'origine in India da dove si è sviluppato rapidamente grazie ai mercanti che offrivano nuove opportunità di giochi. Sugli scacchi sono fiorite numerose storie e leggende, ma una in particolare ha avuto una vastissima diffusione che riporto perché molto significativa.

C'era una volta un ricchissimo Principe indiano. Le sue ricchezze erano tali che nulla gli mancava ed ogni suo desiderio poteva essere esaudito. Mancandogli però in tal modo proprio ciò che l'uomo comune spesso ha, ovvero la bramosia verso un desiderio inesaudibile, il Principe trascorreva le giornate nell'ozio e nella noia. Un giorno, stanco di tanta inerzia, annunciò a tutti che avrebbe donato qualunque cosa richiesta a colui che fosse riuscito a farlo divertire nuovamente.
A corte si presentò uno stuolo di personaggi d'ogni genere, eruditi saggi e stravaganti fachiri, improbabili maghi e spericolati saltimbanchi, sfarzosi nobili e zotici plebei, ma nessuno riuscì a rallegrare l'annoiato Principe. Finché si fece avanti un mercante, famoso per le sue invenzioni. Aprì una scatola, estrasse una tavola con disegnate alternatamente 64 caselle bianche e nere, vi appoggiò sopra 32 figure di legno variamente intagliate, e si rivolse al nobile reggente: "Vi porgo i miei omaggi, o potentissimo Signore, nonchè questo gioco di mia modesta invenzione. L'ho chiamato il gioco degli scacchi".

Il Principe guardò perplesso il mercante e gli chiese spiegazioni sulle regole. Il mercante gliele mostrò, sconfiggendolo in una partita dimostrativa. Punto sull'orgoglio il Principe chiese la rivincita, perdendo nuovamente. Fu alla quarta sconfitta consecutiva che capì il genio del mercante, accorgendosi per giunta che non provava più noia ma un gran divertimento! Memore della sua promessa, chiese all'inventore di tale sublime gioco quale ricompensa desiderasse.
Il mercante, con aria dimessa, chiese un chicco di grano per la prima casella della scacchiera, due chicchi per la seconda, quattro chicchi per la terza, e via a raddoppiare fino all'ultima casella. Stupito da tanta modestia, il Principe diede ordine affinché la richiesta del mercante venisse subito esaudita. Gli scribi di corte si apprestarono a fare i conti, ma dopo qualche calcolo la meraviglia si stampò sui loro volti. Il risultato finale, infatti, era uguale alla quantità di grano ottenibile coltivando una superficie più grande della stessa Terra! In effetti il numero di chicchi risultante è di due alla sessantaquattro meno uno, pari ad un numero esorbitante, cioè a 18.446.744.073.709.551.615.
Questa leggenda era notissima durante il Medioevo con il nome di Duplicatio scacherii, tanto che vi appare un accenno anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri, dove viene adoperata dal sommo poeta per dare un'idea al lettore del numero degli Angeli presenti nei cieli.