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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
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Politica

Beghin (M5S): "In Europa in 4 milioni senza lavoro con il TTIP e con la Cina"

Beghin: "Rischiamo che crollino settori fondamentali in Italia come quello delle ceramiche e delle calzature, delle biciclette, dell'acciaio. Sono 400mila posti di lavoro".

Roberta Sangiorgi
domenica 17 gennaio 2016 11:38

La sala affollata all'iniziativa del 15 gennaio a Persiceto (foto M5S)
La sala affollata all'iniziativa del 15 gennaio a Persiceto (foto M5S)

Il 15 gennaio 2016 il M5S di Persiceto ha promosso un incontro molto partecipato e molto interessante sul TTIP, Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (in inglese Transatlantic Trade and Investment Partnership), grazie alla presenza di Tiziana Beghin, europarlamentare e unica italiana nella Commissione per il commercio internazionale.

Intervista a Tiziana Beghin, europarlamentare del M5S e membro della Commissione per il commercio internazionale.
Per vedere la video intervista clicca QUI.

Cosa è il TTIP?

Il TTIP è un trattato internazionale di libero scambio commerciale che è in corso di negoziazione che prevede l'abbattimento del maggior numero possibile delle barriere tariffarie e non tariffarie tra Usa e Europa. Le barriere tariffarie in realtà sono già basse, il 4-5%. Quindi non si giustifica tutto questo lavoro.
In particolare, le barriere non tariffarie sono un impedimento per le aziende per poter diffondere i propri prodotti con standard differenti. Il TTIP viene pubblicizzato come un modo per facilitare gli scambi. Il nostro timore è che sia un escamotage per abbassare le tutele di sicurezza per i cittadini e per facilitare le grandi aziende a discapito delle nostre piccole e medie aziende.

Cosa cambierà per i cittadini? C'è il rischio di perdere il posto di lavoro?

Secondo gli studi, anche quelli ufficiali della Commissione europea, sì. Si parla di distorsioni del mercato che potrebbero portare a 1.350.000 posti di lavoro persi nel breve periodo in Europa. In Italia non abbiamo dati specifici, ma abbiamo grandi preoccupazioni legate al fatto che le nostre piccole e medie imprese vedrebbero crollare - sempre secondo gli studi - del 30-40% il loro commercio verso l'unione europea e i loro prodotti sostituiti dalla concorrenza americana. Siccome le nostre aziende hanno una vocazione internazionale all'interno della Unione Europea questo potrebbe essere un grossissimo problema dal punto di vista occupazionale.
Dal punto di vista degli standard della sicurezza dei cittadini i rischi sono ancora più grandi.

Cosa succederà con la Cina nei prossimi anni?

La Cina è una grossa minaccia per noi in questo momento in quanto il riconoscimento dello status di economia di mercato (ndr: che scatterà per la Cina dal dicembre 2016) ci impedirebbe di portare avanti alcuni strumenti di difesa commerciale rispetto alla loro concorrenza sleale sui prezzi e quindi rischiamo di veder crollare interi settori merceologici fondamentali in Italia come quello delle ceramiche e delle calzature, delle biciclette, dell'acciaio.
In Europa grazie agli strumenti di difesa del mercato sono garantiti 3.500.000 di posti di lavoro, salvaguardati dal fatto che non c'è il riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina. In Italia sono 400.000. Questi posti andranno persi. Questo è il rischio a cui si va incontro ed è un rischio molto repentino perchè in base al famoso articolo 15 la Cina richiede il riconoscimento automatico a dicembre 2016, cioè esattamente 15 anni dopo il suo ingresso nell'Organizzazione mondiale del commercio.