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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
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Ambiente

Ex Razzaboni: nei pozzi domestici l'Ausl non ha cercato il manganese. Perchè?

Nel 2014 l'Ausl omette il maggior inquinatore della falda, quando nei piezometri sono trovati valori da Terra dei Fuochi, più di 10 volte superiori ai limiti consentiti

La redazione
lunedì 21 dicembre 2015 16:37

La mappa con i piezometri
La mappa con i piezometri

Il Comune di Persiceto ha finalmente messo on line i dati sulla ex Razzaboni tra cui le analisi delle acque dei pozzi domestici. Occorrono otto, ben otto passaggi dalla home page per arrivarci (alla faccia della trasparenza!), ma finalmente i cittadini possono conoscere i dati ambientali a cui hanno diritto per legge.
E qui arrivano i problemi. Nel 2015 non c'è nessun dato sui prelievi effettuati dall'Ausl nei pozzi domestici, situati su via Sarasina e via Marzocchi, rispettivamente a valle e a monte della discarica ex Razzaboni. Non solo. Nel 2014 le analisi pubblicate mostrano che il Manganese non è mai stato ricercato dall'Ausl (vedi file allegato in fondo all'articolo). E' successo così anche nel 2015? E' una falla grande come una casa.

Il Manganese infatti è l'inquinante i cui sforamenti sono più elevati nei piezometri, cioè i punti di prelievo in falda presenti nella ex Razzaboni. Capite? E' stato tralasciato dalla ricerca proprio il metallo maggior indicatore di inquinamento. E perchè, quando la cittadina Sangiorgi ha reso pubblici i dati del suo pozzo con valori di manganese 12 volte superiori ai limiti, il Sindaco ha detto pubblicamente che i pozzi domestici vicini all'area Razzaboni avevano valori nella norma, quando il manganese in realtà non era stato ricercato?

Analisi sui piezometri: a Persiceto valori e terreni ad alto rischio secondo i parametri usati dallo Stato nella terra dei Fuochi

Il valore di un inquinante deve essere superiore di 10 volte i valori limite, perchè un suolo agricolo sia definito ad alto rischio. E' il Modello scientifico stabilito per studiare la Terra dei Fuochi in Campania ed elaborato dal gruppo di lavoro scientifico, composto da esponenti dell'ISS (Istituto Superiore di Sanità) e dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale).
In base a questo modello, cioè valutando solo i valori superiori di 10 volte, così come fanno nella Terra dei Fuochi, andiamo a vedere cosa ci dicono le analisi effettuate nei piezometri, specialmente in quelli esterni alla ex Razzaboni, come potete vedere nella mappa.
Innanzitutto sono stati pubblicati i valori solo fino ad aprile 2015, cioè prima che iniziassero i lavori di bonifica. Fondamentale invece è conoscere anche i valori rilevati durante la bonifica, per vedere cosa è successo nelle acque di falda con lo scolo dell'acqua usata per la bonifica.
Specifichiamo che i dati al 30/6/2014 sono stati effettuati dalla Chelab Silliker e commissionati dallo Studio Mattioli di Bologna. I prelievi sono stati effettuati dal personale tecnico del laboratorio.
I piezometri analizzati sono solo il 5, 6, 7, 9, cioè quelli nei terreni coltivati esterni all'area Razzaboni.
I dati ad aprile 2015 sono stati effettuati da La.Chi.Ver. Laboratori e commissionati dalla Ecomel di Umberto Meletti, attuale direttore dei lavori alla discarica ex Razzaboni. I prelievi sono stati effettuati dal cliente (Meletti) e non dal personale tecnico. Sono stati analizzati i valori di tutti i piezometri.
La letteratura scientifica indica che, perchè i valori siano attendibili e certificabili, i prelievi devono essere effettuati dal personale tecnico del laboratorio, cosa che nel 2015 non è avvenuta. Constatiamo che i valori dal 2014 al 2015 sono molto differenti.

Piezometro 6

Si trova nei campi agricoli all'esterno e a valle della discarica ed in cui in estate si coltivano pomodori
Dati 2014 (laboratorio Chelab Silliker/Studio Mattioli)
Manganese 32 volte superiore al limite (1610, limite 50 mg/l).
Ferro 26 volte superiore al limite (5200, limite 200 mg/l)
Tetracloroetilene (cancerogeno) e nichel fuori norma.

Dati 2015 (La.Chi.Ver Laboratori/Ecomel di Meletti)
Fuori norma i solfati.

Piezometro 5

Si trova all'esterno della discarica all'argine del torrente Samoggia.
Dati 2014 (laboratorio Chelab Silliker/Studio Mattioli)
Il Manganese misura 3330 mg/l ed è ben 66 volte superiore ai valori limite (!!!)
Viene rilevato fuori norma anche il tetracloroetilene che è classificato come composto cancerogeno. Fuori norma è anche il Ferro.

Dati ad aprile 2015 (La.Chi.Ver Laboratori/Ecomel di Meletti)
Il manganese misura 561 ed è 11 volte superiore al limite.
Fuori norma i solfati.

Piezometro 11

Si trova nell'area Mise, il cumulo sotto il telone verde di proprietà di Luca Razzaboni.
Dati 2015 (La.Chi.Ver Laboratori/Ecomel di Meletti)
Boro misura 10777 mg/l, più di 10 volte il valore limite di 1000 mg/l
Nichel misura 287 mg/l , più di 14 volte il valore limite di 20 mg/l
Fuori norma Manganese, Solfati.

Piezometro 12

Si trova nell'area Mise, il cumulo sotto il telone verde di proprietà di Luca Razzaboni.
Dati 2015 (La.Chi.Ver Laboratori/Ecomel di Meletti)
Nichel misura 210 mg/l, più di 10 volte il valore limite di 20 mg/l.
Fuori norma solfati e boro.

Come potete constatare ci sono concentrazioni elevate di sostanze pericolose per la salute riscontrate in eccesso nei campioni di acque sotterranee. Ci si riferisce in particolare ai valori superiori 10 volte il limite di Manganese, Boro, Nichel, nonché la presenza fuori norma di altre sostanze cancerogene e tossiche che possono entrare nella catena alimentare, impregnando il terreno direttamente tramite le acque sotterranee e/o tramite la pratica dell'irrigazione con acque superficiali dei corsi idrici adiacenti, che potrebbero essere altrettanto contaminate per la notoria correlazione tra inquinamento delle acque della falda superficiale e inquinamento delle acque superficiali dei corsi idrici adiacenti.
Una situazione di forte preoccupazione per la salute pubblica in un quadro in cui dal 2014 ad oggi i cittadini ancora non sanno i dati di manganese sui pozzi domestici.

La ricerca dell'Istituto indipendente Ramazzini. Cosa provoca il manganese?

La tossicità dovuta al manganese può causare un disturbo neurologico permanente denominato "manganismo" con sintomi che includono tremori, difficoltà a camminare, e spasmi muscolari facciali. Col progredire della malattia, i pazienti sviluppano tensione muscolare grave e rigidità con sintomi clinici simili al morbo di Parkinson.
L'Istituto Ramazzini ha pubblicato una ricerca in cui si evidenziano i pericoli per l'uomo e per le colture agricole.
"I maggiori effetti tossici - scrive il Ramazzini - sono stati riscontrati in lavoratori esposti per via inalatoria. Il manganese per via inalatoria è spesso trasportato direttamente al cervello prima di essere metabolizzato dal fegato. I sintomi di tossicità del manganese possono apparire lentamente nel corso di mesi e anni".
Il manganismo colpisce anche chi mangia alimenti contaminati, giovani e vecchi, donne e uomini. Ma i rischi maggiori li corrono i bambini.
"I bambini sono potenzialmente più sensibili alla tossicità da manganese rispetto agli adulti in quanto assumono la stessa concentrazione di manganese degli adulti ma hanno un peso minore e una maggiore ritenzione corporea dell'elemento. In diversi studi su bambini sono state segnalate associazioni tra le concentrazioni di manganese nel sangue o nei capelli e disabilità motoria e deficit nelle funzioni dello sviluppo neurologico e intellettuale".

File allegato: Analisi 2014 sui pozzi domestici: non c'è il manganese