Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Globalist:
stop
lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
Connetti
Utente:

Password:



Ambiente

Ex Razzaboni: un telo bianco per coprire l'amianto. Bonifica ferma

Ritardi nella bonifica della ex Razzaboni. L'area Mise con 16mila tonnellate di rifiuti tossici è ancora di proprietà di Luca Razzaboni diventato "benefattore" dei beneventani.

La redazione
domenica 13 dicembre 2015 17:20

Dietro il cumulo con amianto coperto dal telo bianco si vede l'area Mise sotto il telone verde fermato da copertoni
Dietro il cumulo con amianto coperto dal telo bianco si vede l'area Mise sotto il telone verde fermato da copertoni

E' comparso un telo bianco nell'area ex Razzaboni in mezzo a teli verdi, posto come un sudario su un cumulo di rifiuti che sembravano innocui e sono diventati improvvisamente pericolosi. Sembra uno di quei teli usati dalla Polizia scientifica per coprire i cadaveri. Sotto il telo in effetti c'è uno "scheletro" da coprire o meglio da nascondere. E' l'amianto. I lavori dal 14 settembre sono bloccati in attesa di capire quali sono le prescrizioni di legge da osservare. Almeno così ha detto il tecnico della Regione. Ma con l'amianto sono da coprire le negligenze della politica che a 14 anni di distanza non è stata ancora in grado di bonificare l'area di via Samoggia 26 a Persiceto. E intanto tutti noi dobbiamo pagare la seconda tranche della multa che la Commissione europea ha inflitto all'Italia. "Basta perdere tempo - continua a dire Silvia Piccinini, consigliera regionale del M5S - la Giunta Regionale preveda nella prossima manovra di bilancio i fondi necessari per la bonifica definitiva dell'ex Razzaboni. Se non lo farà i cittadini saranno costretti a pagare un'altra maxi multa dopo quella di 400mila euro di qualche mese fa".
Tra qualche giorno, infatti, la Commissione europea comunicherà al Governo l'entità della seconda rata della sanzione. Ogni sei mesi scattano 400 mila euro: più di duemila euro al giorno, come da tempo denuncia il Movimento 5 Stelle.

Ritardi e negligenze

Sono solo inconsapevoli ritardi da parte degli enti pubblici coinvolti? Forse, ma ci sono anche negligenze, omissioni e manomissioni della verità. Che ci fosse l'amianto si sapeva già: ne denunciava la presenza già dieci anni fa il Corpo Forestale nella relazione firmata da Giuseppe Giove e Ernesto Crescenzi, rispettivamente Comandante regionale e vice questore aggiunto. L'amianto però è stato sempre misconosciuto dal sindaco di Persiceto Renato Mazzuca, finchè una ruspa non ha portato alla luce pezzi di eternit. Stupore! Chissà perché c'è l'amianto, si sarà chiesto il sindaco che fino al giorno prima aveva accusato Controcorrente di allarmismo, solo perché gli avevamo detto che il Corpo Forestale già dieci anni fa lo aveva trovato. Invece chi dovrebbe essere da denunciare, per aver costretto operai e abitanti vicini alla discarica abusiva a respirare le polveri che si sollevavano dai cumuli, tra cui quello con l'amianto, nelle giornate di vento come abbiamo documentato nelle riprese video?

E i lavori di bonifica?

Dopo aver steso il telo bianco, fermato qua e là da qualche copertone, i lavori alla ex Razzaboni sono ancora fermi, nonostante l'assicurazione della Regione, attraverso il tecnico Claudia Ferrari, che sarebbero ripresi quanto prima. La dichiarazione è del 14 ottobre scorso, durante il consiglio comunale aperto alla cittadinanza, e da allora si è visto solo lo stendimento del "sudario" nell'area ex Razzaboni.

E il sito con gli esiti delle analisi alle acque dei pozzi, promesso dal sindaco Mazzuca? Non se ne è vista traccia. Ma esistono davvero queste analisi?
Nessun cittadino sa nulla, quando tutti noi abbiamo diritto a conoscerle perché i dati sull'ambiente devono essere pubblici, secondo quanto ci ha riferito anche l'onorevole Alessandro Bratti (Pd), presidente della Commissione d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.

Ormai siamo nel 2016 e la fine della bonifica è ancora lontana. Sono ancora lì le 16.000 tonnellate di fanghi velenosi ricoperti da un telo di plastica nell'area Mise, ma se ne aggiungono altrettante, nascoste sotto il terreno, scoperte solo nel 2010. Quanto costeranno a noi? Ai responsabili di questo scempio ambientale non costeranno niente. Andati in prescrizione i suoi reati, il signor Luca Razzaboni, che, secondo la polizia giudiziaria, aveva evaso la ecotassa per circa 150 milioni di vecchie lire, è ancora proprietario proprio dell'area Mise, quella con la maggior parte dei rifiuti tossici su cui la bonifica non è mai partita e che continua a inquinare la falda con il suo percolato. Razzaboni, lo ricordiamo, secondo il giudice di prima istanza che l'aveva condannato a tre anni e mezzo, era responsabile, in concorso con altri, di un traffico illecito di rifiuti tossici, scaricati illegalmente nel suo deposito per inerti. Ora il signor Luca, se n'è andato da Persiceto e ci ha lasciato in eredità montagne di veleni. Eppure corriamo il rischio di vederlo santificare, perché fa della beneficenza.

San Luca Razzaboni

Dalla Gazzetta di Benevento giunge notizia che, dopo le alluvioni di ottobre, beni di prima necessità raccolti da cittadini di Mirandola sono stati spediti alla Caritas beneventana grazie all'imprenditore Luca Razzaboni che si è fatto carico dei costi: una buona azione grazie all'intercessione di un parroco di Mirandola che lo ha coinvolto nell'opera di bene. Ma, anche se sarà fatto santo, noi preferiremmo che il signor Luca Razzaboni pagasse i 10-15 milioni di euro necessari per bonificare la sua area, e in cambio li metteremmo volentieri noi i 150 euro di elemosina.