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Politica

"Altre pagine" periodico comunale di propaganda e non di informazione

Bocciata mozione che chiedeva di presentare il piano editoriale di Altre Pagine da condividere in consiglio comunale a garanzia della libertà dell'informazione locale.

La redazione
giovedì 19 novembre 2015 22:52

Giancarlo Mazzoli, consigliere comunale Lista Mazzoli
Giancarlo Mazzoli, consigliere comunale Lista Mazzoli

«Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo». Non lo disse Voltaire, ma la sua biografa, la scrittrice britannica Evelyn Beatrice Hall (1868 - 1956).

A Persiceto più di mezzo secolo dopo, Sindaco e Giunta non solo non dicono, ma nemmeno praticano questa frase alla base del diritto alla libertà di espressione e pensiero.
Ne è esempio Altre Pagine, periodico comunale, pagato con i soldi di tutti noi, dove la libertà di pensiero e di espressione non è uguale per tutti. In particolare, la rappresentatività dei vari partiti, e quindi di tutti coloro che hanno espresso con il loro voto la loro idea, è umiliata in continuazione, perché il periodico comunale è di fatto l'organo di propaganda della maggioranza e non garantisce un equo contraddittorio a tutti.

Su 12 pagine, solo una pagina, la numero 5, viene ripartita tra i partiti di opposizione, lasciando a ciascun partito poche righe (1600 battute spazi compresi) in cui commentare un tema scelto non dal partito stesso, ma suggerito dalla Giunta. Nell'ultimo numero per esempio il tema era la scuola. Il M5S ha "disubbidito" e ha presentato uno scritto sulla ex Razzaboni, ma comunque desta perplessità la formula per cui sia la Giunta a decidere l'argomento su cui possono intervenire le opposizioni. Inoltre alcuni consiglieri di minoranza riferiscono che le poche righe loro concesse vengono proposte come un "regalo grande", di cui non doversi lamentare.

La redazione di Altre Pagine è composta in massima parte da dipendenti comunali, e dipende dalla Giunta per la linea di indirizzo del giornale. Quindi la scelta degli argomenti e di come vengono trattati sono decisi dalla maggioranza politica, cioè dal Pd e dal Sindaco. Ed è questa una distorsione palese della democrazia.
Per esempio nel numero 4 del 2015 di Altre Pagine è stato pubblicato un articolo sulla ex Razzaboni, in cui non c'era scritta una parola sul consiglio comunale aperto alla cittadinanza del 14 ottobre, in cui le opposizioni si sono battute perché ci fosse maggiore trasparenza sui dati e in cui il Sindaco ha affermato che creerà un sito con i dati di Ausl e Arpa sulle analisi delle acque di falda. L'articolo è stato messo in taglio basso (cioè in fondo alla pagina con poca visibilità) e l'amianto ritrovato è stato definito "piccoli frammenti".

Una censura vera è propria, visto che Altre Pagine, come è scritto nel colofon di pagina 2, è stato chiuso in tipografia il 2/11/15 e quindi ci sarebbe stato tutto il tempo per scrivere un articolo con il report del consiglio. E' molto grave quanto accaduto, anche in riferimento al fatto che è una prassi per Altre Pagine pubblicare articoli senza riportare il punto di vista dei vari partiti. Per esempio, sempre sulla ex Razzaboni, se fosse data direttiva dalla Giunta di scrivere un articolo di giornalismo e non di propaganda, l'articolista avrebbe dovuto riportare tutte le posizioni politiche. Inoltre non esiste un regolamento, condiviso in consiglio comunale, sulla gestione di Altre pagine.

L'assenza di trasparenza, l'uso del periodico comunale per propaganda del partito al governo della città e non per informazione, usando però i soldi di tutti, danno l'idea dell'arretratezza della democrazia a San Giovanni in Persiceto. Se ne è accorto Giancarlo Mazzoli, dell'omonima lista, che ha presentato una mozione in cui sostiene a ragione che "nessun Piano editoriale è mai stato condiviso in consiglio comunale".
La richiesta del consigliere Giancarlo Mazzoli è sacrosanta, a prescindere dall'appartenenza politica. E' la base della informazione democratica. In tutti gli enti pubblici, dall'Assemblea Legislativa, alla ex Provincia, i periodici dell'ente devono avere un piano editoriale che deve essere approvato anche dalla minoranza.

Chiedere che il consiglio comunale deliberi per impegnare Sindaco e Giunta "a presentare il piano editoriale di Altre Pagine da condividere in consiglio comunale a garanzia dell'indipendenza della redazione e della libertà dell'informazione locale" è un atto di democrazia. Non è certo bocciando le mozioni che chiedono l'esercizio democratico della libertà di espressione e di stampa che i consiglieri di maggioranza possono andare fieri del loro mandato.
Se la bocciatura di una simile mozione fosse capitata al PD, sarebbe stata definita un atto di fascismo.

File allegato: La mozione presentata dal consigliere Mazzoli