Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Globalist:
stop
lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
Connetti
Utente:

Password:



Ambiente

Gli ingegneri di Unibo bocciano il Passante Nord

Passante Nord 2015 e progetto alternativo di adeguamento della Tangenziale: il secondo costerebbe la metà e avrebbe una capacità di traffico maggiore.

Antonio Bonomi
sabato 7 novembre 2015 17:08

tratto dalla pagina Facebook "Il territorio di Calderara di Reno" per gentile concessione dell'autore

Il 5 novembre l'Università ha accolto la richiesta di confronto delle soluzioni proposte per il nodo viario e autostradale di Bologna formulata dalle organizzazioni agricole territoriali, preoccupate per la distruzione di paesaggio agrario che minaccia al pianura Bolognese.
Un folto pubblico di studenti, di docenti e di ex allievi, ora tecnici o imprenditori ha risposto all'appello, colmando l'Aula Magna e dimostrando con l'attenta partecipazione quanto interessi alla "società civile" cittadina questo argomento troppo spesso confinato negli uffici della pubblica amminstrazione e della politica-politicante.
Dopo la presentazione del prof. ing. Pier Paolo Diotallevi e del moderatore Gianni Galli che ha riepilogato la pluridecennale vicenda amministrativa si sono alternati gli esperti.

Il punto di vista degli agricoltori

Il dott. Flora, per gli agricoltori: le aziende agricole la cui attività è indispensabile non solo per la produzione alimentare e l'indotto, ma per l'equilibrio idrogeologico del territorio sono minacciate non solo dall'espansione inarrestabile delle costruzioni ma anche dalla proliferazioni di attraversamenti della rete dei servizi, con espropri e imposizione di servitù che ne ostacolano la produzione, penalizzata anche dall'inquinamento di aria e acque.
Il prof. ing. Carlo Monti, forte di una lunga esperienza di urbanista e di amministratore pubblico, ha contestato la narrazione encomiastica di molta pianificazione emiliano-romagnola, lo spreco di territorio fertile, il degrado e l'inefficienza di scelte infrastrutturali.

L'alternativa al Passante proposta dal Comitato

Severino Ghini, uno degli animatori del Comitato per l'alternativa al Passante, ha illustrato la proposta di ristrutturazione della viabilità tangenziale, che aumentando in sede il numero di corsie sia dell'autostrada che delle laterali aperte, lavorando senza interrompere i flussi, porterebbe a una capacità di traffico maggiore di quella consentita dal progetto Passante 2015. I costi sarebbero poco più della metà e i lavori durerebbero meno della metà dei tempi previsti per la larga bretella. Ha anche brevemente accennato alla possibilità di confinamento della Tangenziale mediante tunnel erbosi e coperture fotovoltaiche, come proposto anche da L'ALTRA Emilia-Romagna nel convegno dell'anno scorso presso la sede regionale.

Il colpo di grazia al Passante Nord da parte degli ingegneri

Il colpo di grazia al Passante Nord 2015 lo ha dato l'ingegner Luigi Stagni, illustre ricercatore sul traffico e la viabilità, che ha analizzato criticamente le ipotesi 2035 su cui è basato il progetto ASTEA della soc. Autostrade, mettendo in evidenza come la bretella che va a zonzo per la pianura non ridurrebbe sensibilmente il traffico in attraversamento in sede Tangenziale. Il materiale illustrativo del suo intervento merita di essere diffuso e conosciuto da tutti i cittadini che vogliono farsi un'idea chiara di problemi e soluzioni sul Nodo Bolognese.
Entusiasmante finale: un vero e proprio "progetto preliminare" completo di previsioni sommarie di spesa che l'ingegner Carlo Porelli ha sintetizzato in una affascinante narrazione di slides. Le tecniche costruttive dei diaframmi interrati, gli accorgimenti per ampliare l'impalcato di ponti e viadotti senza intralciare a lungo il traffico cittadino, la formazione di due gallerie interrate adatte al trasporto pubblico da un capo all'altro della città che lambiscono Aeroporto, Fiera, Centro Direzionale, i principali nodi del Servizio Ferroviario Metropolitano e delle linee autobus radiali hanno affascinato il pubblico e superato tutti gli interrogativi sulla fattibilità.

Con la soluzione alternativa costi dimezzati

E i costi: contro i più di 1.300 milioni di euro del Passante Nord la soluzione alternativa avrebbe un costo totale di 747 milioni di euro, poco più della metà, senza espropri di terreni agricoli e con opere prevalentemente edili, quindi più adatte alla struttura produttiva nostrana che in questo momento richiede soprattutto nuovi posti di lavoro.
Un breve dibattito. Questo è un "grande lavoro utile", contrapposto a quelli devastanti e irreversibili cui ci ha abituati l'imperante pressapochismo politico.
Ora la città ha cominciato a sapere. Saprà ancor meglio dopo la presentazione al Barraccano il prossimo 14 novembre, dalle 10 alle 12. Sarebbe il caso che gli amministratori del Comune di Bologna, della Città metropolitana e della Regione che si apprestano, secondo le loro tronfie dichiarazioni, a dare il via ad un'altra opera rovinosa e sbagliata con i soldi della comunità, prendessero atto di quanto i cittadini e la cultura tecnica della città stanno elaborando e discutendo democraticamente e in modo partecipato. O no?