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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
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Ambiente

Area ex Razzaboni: l'amianto c'è. Il Sindaco Mazzuca ha mentito

Bloccati i lavori dal 15 settembre. Mancano i soldi per completare la bonifica. Ausl: l'inquinamento dei pozzi non deriva dalla ex Razzaboni, ma non fornisce dati e ricerche

La redazione
sabato 17 ottobre 2015 09:50

Consiglio comunale del 14 ottobre aperto alla cittadinanza sull'area ex Razzaboni
Consiglio comunale del 14 ottobre aperto alla cittadinanza sull'area ex Razzaboni

La notizia è stata data nel corso del Consiglio Comunale di mercoledì 14 ottobre, aperto alla cittadinanza come richiesto dal M5S e dalle opposizioni. La sospensione dei lavori di bonifica nell'area Razzaboni è dovuta alla presenza di "frammenti" di cemento-amianto nei cumuli da rimuovere. Cosa aspettava il Sindaco a comunicarlo ai cittadini? Invece di rilasciare dichiarazioni menzognere al Carlino, e di sostenere che noi di Controcorrente siamo passibili di procurato allarme, provi a leggere, se gli rimane un po' di tempo fra un proclama e l'altro, i rapporti della Forestale e il resoconto aggiornato del suo assessore all'ambiente.
Abbiamo inoltre avuto conferma dall'ausl che le falde da cui pescano i pozzi sono inquinate, ma secondo i tecnici ausl non dipende dalla Razzaboni, anche se non esistono studi specifici in tal senso e non vengono comunicati i dati. Ma le falde sono pur sempre inquinate. Perchè i cittadini non sono stati informati e viene confermato l'inquinamento solo dopo le analisi al pozzo di Sangiorgi? Perchè a tutt'oggi i dati non vengono resi noti?

E poi un'altra certezza: non ci sono i soldi per l'area Mise per poter completare l'opera di bonifica dell'ex Razzaboni, nonostante il Sindaco dica che l'assessore regionale Gazzolo dica che il Ministro Galletti dica che è previsto un fondo. Nel bilancio 2015-2020 questi soldi non si palesano, come puntualizza la consigliera regionale Silvia Piccinini (M5S).

Cronaca del Consiglio Comunale aperto del 14 ottobre

Paolo Balbarini, assessore all'ambiente, legge un resoconto aggiornato della situazione della bonifica dell'area Razzaboni. Il succo è questo: i lavori di bonifica sono stati sospesi il 15 settembre per la presenza di frammenti di cemento-amianto nei cumuli da rimuovere.
Balbarini fa una sintetica cronostoria delle principali tappe della bonifica dell'area Razzaboni, fino ad ammettere che la sospensione dei lavori si è resa necessaria per la presenza di frammenti di cemento-amianto in mezzo ai cumuli. È la prima volta che l'amministrazione ammette ciò che la Forestale scriveva dieci anni fa. Adesso anche i cittadini sono informati.

L'intervento di Ornella Forgione (M5S), presidente della Commissione Ambiente

"E' vergognoso apprendere solo stasera che i lavori sono stati sospesi per la presenza di amianto nei cumuli. Come è possibile che ci siano stati 14 anni di silenzio da parte delle istituzioni? Che 16.000 tonnellate di rifiuti tossici pericolosi siano stati stoccati abusivamente sotto gli occhi di tutti? Che si debbano stanziare per ora 3 milioni e 600.000 euro per la bonifica? Che si debba pagare una multa europea di 800.000 euro all'anno fino a quando la bonifica non sarà completata? Proprio per fare chiarezza abbiamo voluto questo consiglio comunale aperto. Dopo che un cittadino ha pubblicato i risultati delle analisi fatte fare a sue spese nell'acqua del pozzo domestico - risultati con dati preoccupanti per l'alta concentrazione di valori di manganese 12 volte superiori al massimo consentito per legge, e con solfati ben oltre la soglia ammessa, e con la presenza preoccupante di amianto nell'acqua - avevamo chiesto che fosse disposta in maniera precauzionale un'ordinanza per vietare l'utilizzo dell'acqua dei pozzi anche solo per l'irrigazione delle colture, ma non è successo nulla: nessuna misura precauzionale, nessun provvedimento, nessun chiarimento, ma solo un'intervista del sindaco al Carlino in cui si asserisce che questi valori sono nella norma per la conformazione della nostra pianura. Eppure qualcosa non convince. Le ultime analisi pubblicate da Arpa sono riferite all'anno 2012. Dal 2012 ad oggi cosa è cambiato? Sarebbe interessante capire stasera perché un ente pubblico non pubblica dati pubblici. Quali sono i valori dell'acqua dei pozzi intorno all'area Razzaboni ? Nel progetto definitivo di messa in sicurezza, redatto nel 2013, si legge che dopo il 2005 i piezometri posti all'interno della discarica hanno perso la loro funzionalità e si propone la realizzazione di ulteriori 5 piezometri. Questi piezometri sono stati realizzati e quando? Dopo l'inizio dei lavori di bonifica, abbiamo assistito ad un rallentamento progressivo dello smantellamento dei cumuli: sempre meno notizie, meno camion, meno lavori. Questa bonifica parziale che doveva essere completata agli inizi di ottobre come è andata a finire? Cosa è successo' perché è tutto fermo? Stasera apprendiamo dall'assessore Balbarini che i lavori sono fermi per il ritrovamento di particelle di amianto. E' vergognoso che lo apprendiamo solo ora. Parlo per tutti noi consiglieri e parlo soprattutto come presidente della Commissione Ambiente. Le paure e l'allarmismo nascono proprio da questo atteggiamento di scarsa informazione e di critica feroce nei confronti di chi fa domande. Le notizie arrivano solo quando sono positive, allora vengono pubblicizzate e si usano tutti i canali per fare propaganda. Se c'è qualche problema cala il silenzio".

Intervento di Giancarlo Mazzoli (lista Mazzoli)

"Dobbiamo sapere da Controcorrente che l'acqua della falda è inquinata? Perché il Sindaco non dice niente?" Mazzoli riporta quanto ha dichiarato il Sindaco al fido Trombettiere e titolato dal Carlino: "Niente materiali pericolosi nell'area Razzaboni. Non c'è alcun collegamento fra l'area Razzaboni e i valori alti di manganese nel pozzo della signora Sangiorgi". Ma se l'area non è pericolosa perché spendiamo i soldi per la bonifica? Se invece è pericolosa perché non veniamo informati e perché il Comune non stanzia i soldi per la bonifica? Depurazione, bonifica dell'area razzaboni, biomasse. Non se ne parla nei programmi, non sono voci messe a bilancio. Eppure la giunta interviene con 400.000 euro per ripianare i bilanci in passivo dello Sport. Interviene con 300.000 euro per coprire il passivo del teatro. Interviene con più di un milione di euro per le associazioni senza scopo di lucro. Almeno una parte di questi fondi potevano essere utilizzati per la bonifica dell'area Razzaboni, stante la gravità della situazione e la necessità di intervenire con urgenza. Abbiamo chiesto trasparenza sui dati in possesso dell'amministrazione, secondo quanto dispone il Decreto L. 33 del 14 maggio 2013. Ci hanno risposto che dovevamo fare domanda per avere diritto all'accesso agli atti. Ma sono atti che devono essere pubblici, non sono mica di proprietà del sindaco. L'amministrazione pubblichi i dati sul sito internet del Comune, invece di tenerli per sé. Oggi, se vogliamo sapere qualcosa di più sulla bonifica dell'area Razzaboni, dobbiamo leggere Controcorrente".

Per Colombari (Pd) "La colpa non è mica del Comune, ma è di Razzaboni". Per Trotta (lista Rinnova Persiceto) la bonifica doveva avvenire in modo tempestivo, mentre per Forni (Forza Italia) occorre sentire i tecnici.

Tecnici deludenti. Ferrari della Regione: "Effettivamente l'amianto c'è"

Claudia Ferrari, tecnico dell'assessorato Ambiente della Regione, si arrampica sugli specchi per salvare l'operato e il non operato di Regione e Comune.
"La normativa non impone all'ente pubblico la bonifica, ma solo che la situazione non sia a rischio per la salute pubblica. È stato trovato qualche frammento di cemento-amianto nei cumuli; per questo occorre rivedere le modalità di trasferimento dei cumuli stessi. Le tecniche per stabilire il livello di inquinamento sono complesse, soprattutto quando parliamo di falda. Solo quando avremo portato via tutti i cumuli sapremo quanto è inquinato il terreno". Peccato che la Ferrari ometta di dire che sono anni che i piezometri posti nella falda ex Razzaboni rilevano valori fuori norma di manganese, ferro oltre a nichel ed altri metalli, che tutte le ricerche scientifiche indicano come marcatori di inquinamento prodotto in falda dal percolato prodotto da rifiuti tossici.
La Ferrari vuole che la Regione faccia ricorso alla Commissione europea per farsi rimborsare la multa, sostenendo che la Razzaboni non è una discarica abusiva, ma è solo un punto di raccolta di materiali. A noi sembra che andrà a sprecare altri soldi pubblici in avvocati, perchè ci sono anni di inchieste di Procura, Corpo Forestale, atti della Commissione Europea, nonché i valori dei metalli trovati in falda che indicano e confermano che la Razzaboni è una discarica.
Ma forse non è che la Ferrari sostiene questa posizione forte del fatto che la Regione non ha mai fatto un Piano delle bonifiche, unica in Italia guarda caso insieme alla Sicilia, come sostiene la consigliera Piccinini? Certo, se non c'è un piano delle bonifiche nulla è stato classificato come discarica.

Corvaglia dell'Arpa provinciale: "Siamo ancora nella fase preliminare"

Dopo 14 anni per Arpa "siamo ancora nella fase preliminare. Solo quando avremo finito la rimozione dei cumuli vedremo cosa è successo nel suolo. Prima bisogna eliminare tutti i cumuli. Questa fase è più complessa di quello che pensavamo. Aprendo i cumuli ci sono sorprese, come quella dell'amianto; sorprese che creano difficoltà sul piano tecnico". Scusi Corvaglia, ma quali sorprese? La relazione del Corpo Forestale è di 10 anni fa ed indicava amianto. Non bastava fare dei carotaggi nei cumuli per verificarne la composizione? E non dice niente degli operai che sono stati mandati a lavorare su quei cumuli senza le adeguate protezioni?

Un sito con i dati di salute pubblica?

A fine consiglio il Sindaco Mazzuca si impegna a creare un sito in cui inserire tutti i dati di salute pubblica sulla ex Razzaboni. A dire il vero prima parla di un sito, poi di farsi "collettore dei dati di vari enti" per chi ne farà richiesta. Mazzuca non chiarisce. I rappresentanti dell'Ausl scuotono la testa sostenendo che c'è la privacy per i dati dei pozzi. Ma non basterebbe fornire i dati ai cittadini omettendo i nomi dei proprietari di pozzo? Ricordiamo che per legge i dati di salute pubblica sono PUBBLICI.

Per ora l'Ausl sta monitorando solo 4 pozzi profondi sui 30 metri in via Marzocchi e in via Sarasina. Via Marzocchi si trova a monte della ex Razzaboni, mentre via Sarasina è a latere. Tenendo presente che l'acqua di falda scorre da monte a valle come è possibile che questi pozzi campione possano rappresentare l'effettiva situazione di inquinamento? Inoltre sono profondi 30 metri, mentre tutti sanno che i problemi sono attorno ai 10 metri. Non è che succede come per l'amianto e fra un po' avremo delle "sorprese"?