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lunedì 8 febbraio 2016 18:55
Esposto alla Magistratura sulla ex discarica abusiva di Cà Leona in via Eridano. Intanto a Santa Lucia si continuano a coltivare terreni con cemento amianto frantumato.
 
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Ambiente

Attorno all'area ex Razzaboni l'acqua dei pozzi è avvelenata

Analisi chimiche di tecnici indipendenti rivelano quello che si sospettava: nell'acqua dei pozzi domestici ci sono manganese, solfati e amianto. Le falde sono avvelenate.

Roberta Sangiorgi con Carlo D'Adamo
giovedì 3 settembre 2015 20:25

I risultati delle analisi, seconda pagina
I risultati delle analisi, seconda pagina

Manganese con valori 12 volte superiori al limite di legge, solfati con valori più del doppio consentito, amianto.
Ho fatto analizzare l'acqua del mio pozzo, posto a due chilometri a valle della ex Razzaboni, profondo 14 metri, con cui innaffio regolarmente l'orto e irrigo le siepi e il prato, e ho scoperto questa terribile realtà.
E' stata una notizia tremenda: sono valori da zona altamente inquinata. Ora so che ho mangiato e fatto mangiare ai miei figli e ai miei familiari frutta e verdura avvelenata dall'acqua contente metalli pesanti, fidandomi del Sindaco, garante della salute dei cittadini, che ha sempre sostenuto che tutto era a posto.
Proprio nell'intervista a Controcorrente Mazzuca ha dichiarato che "le falde più profonde (oltre i 10 metri di profondità) non risultano interessate da alcun fenomeno di inquinamento nemmeno in corrispondenza del sito. I risultati delle analisi sui pozzi sono sempre stati condivisi con i proprietari ai quali è stato detto di utilizzare l'acqua dei loro pozzi solo per scopo irriguo e per la manutenzione dei cortili".
Nei terreni attorno alla ex Razzaboni tutti si sono fidati del Sindaco e hanno irrigato le loro coltivazioni credendo che l'acqua fosse a posto. Ma non è così, come le analisi dell'acqua del mio pozzo dimostrano.

Perchè l'idea di fare le analisi all'acqua del pozzo

Ho deciso di far eseguire a mie spese le analisi all'acqua del mio pozzo perché non mi sentivo tranquilla. La mancanza di trasparenza sui lavori di bonifica della Razzaboni, il fatto che il Sindaco non comunichi ai cittadini gli esiti delle analisi sulla falda, negare che ci sia dell'amianto quando invece la Forestale scrive che c'è, minacciare di denunciare Controcorrente per "procurato allarme" perché diciamo la verità, il fatto che si sia presentata una sola ditta per eseguire la bonifica, il fatto che il direttore dei lavori alla Razzaboni sia anche il titolare della ditta che fa analisi per controllare l'inquinamento delle falde: sono tutte cose che non mi facevano dormire. Io abito a Zenerigolo, circa a un chilometro e mezzo dal Samoggia e quasi a due chilometri a valle dell'area ex Razzaboni. E se i veleni della ex Razzaboni, pensavo, con i loro scoli quando piove o con il vento nei giorni di tempesta, arrivano anche da me, cosa faccio? Allora ho deciso di chiamare un istituto di ricerca indipendente per far eseguire le analisi.

I risultati delle analisi

I tecnici hanno eseguito i prelievi il 4 di agosto; sono venuti a casa mia, hanno riempito i loro contenitori con acqua presa dal pozzo, che è profondo 14 metri, e se ne sono andati. Dopo un mese ho avuto i risultati. Avevo chiesto di rilevare la presenza di quelle stesse sostanze che il dirigente dell'ufficio tecnico comunale elenca nella sua delibera sulle analisi effettuate alla ex Razzaboni, ed ho aggiunto anche la richiesta di una ricerca sull'amianto.
Il 3 settembre sono arrivati gli esiti. Il manganese, metallo pesante, è presente in quantità 12 volte superiore al massimo consentito per legge (602 milligrammi per litro anziché 50), e i solfati sono più del doppio consentito (590 mg/l anziché 250).
Sono andata a leggermi gli effetti di un eccesso di ingestione del manganese: provoca gravi danni alle vie respiratorie, al cervello e al sistema nervoso. Secondo alcuni studi favorisce addirittura lo sviluppo del morbo di Parkinson. Mi sono sentita gelare il sangue. Sia il manganese che i solfati sono altamente tossici e sospetti cancerogeni, sono legati alla produzione industriale e non dovrebbero assolutamente trovarsi in queste quantità nei pozzi domestici. Se accade, vuol dire che la falda è avvelenata, e questo è molto grave: c'è un problema di incolumità pubblica, c'è un'emergenza che è stata nascosta o ignorata.

L'amianto c'è

Ho chiesto ai tecnici indipendenti di fare anche una ricerca specifica sulla presenza o meno di amianto nell'acqua. Bene, anzi male, l'amianto c'è. E' presente nella falda, ma dato che la legge non fissa un limite massimo, la presenza dell'amianto non è fuorilegge. Questo però non significa che faccia bene. Anzi, quando l'acqua usata per irrigare evapora, e le sottilissime fibre di amianto restano sulle colture o nel terreno, basta che si alzi un po' di vento per portarle in giro. E noi le respiriamo oggi e moriamo di tumore fra venti o trent'anni, perché l'amianto è terribile, non perdona.

Da dove arrivano i veleni?

Esperti del settore mi hanno descritto l'andamento della falda, che in questa area di pianura è praticamente un fronte unico (nel senso che non ha direzioni privilegiate) da sud verso nord (da monte a valle). Mi hanno spiegato che o i veleni dell'acqua del mio pozzo vengono dalla bonifica dell'area ex Razzaboni, cosa molto probabile, o vengono dal Samoggia. Già è grave la prima ipotesi, ma se fosse vera la seconda ipotesi, la situazione sarebbe anche peggiore, sarebbe disperante. Vorrebbe dire che è dal Samoggia che arrivano i veleni. Vorrebbe dire che l'acqua con cui i contadini irrigano i campi di grano, pomodori, mais... è inquinata. Vorrebbe dire che i veleni hanno intaccato tutta la catena alimentare. E' impossibile che solo il mio pozzo abbia questi valori. Mi chiedo: perché il Sindaco non rende noti i valori delle analisi nella falda della ex Razzaboni?
Mi sono anche chiesta: è possibile che manganese e solfati siano fisiologici a Persiceto?
No, non è possibile. Ho trovato la risposta negli studi sulle acque sotterranee del Piano Strutturale associato fra i Comuni dell'Unione Terre d'Acqua, in cui è scritto che Persiceto è sempre stata una delle zone con la minor concentrazione di queste sostanze: "Nel periodo 2002-2005 il valore minimo di manganese (30 μg/l) è stato registrato a San Giovanni in Persiceto. Solfati: nel periodo 1996-2000 la quasi totalità del territorio di Terre d'Acqua presentava concentrazioni medie dei solfati inferiori a 25 mg/l".
Adesso, Sindaco, può fare solo una cosa: come responsabile della sicurezza pubblica deve comunicare ai cittadini i risultati delle analisi sulla falda e salvaguardare con estrema urgenza la salute dei persicetani.

File allegato: Le analisi del pozzo